Raggi assediata dal bilancio: "Equilibrio molto precario"

Nuova tegola dai revisori sui conti mentre incalzano i guai giudiziari. E il sindaco valuta l'autosospensione

C'è l'assedio in Campidoglio e forse ci sono ancora le oche, come nell'antica leggenda. Ci sono le paure sulla stabilità del Bilancio. Ci sono le accuse e l'inchiesta della procura di Roma che investono la sindaca Virginia Raggi.

La paura resta, anche quella di un arresto, una custodia cautelare difficile da giustificare in questo momento. Ma il «protocollo» prevede che la situazione possa precipitare. Così torna l'idea dell'autosospensione, sulla quale Raggi taglia corto, senza smentire categoricamente, come fa su più o meno tutti altri argomenti. Dice: «Stiamo parlando di ipotesi che non sono neanche reali, procediamo un passo alla volta». Così come non smentisce categoricamente, sul fronte dell'eventuale richiesta di patteggiamento, il suo avvocato, Alessandro Mancori: «Non posso smentire nulla perché ancora non siamo stati sentiti, io non posso prevedere il futuro».

Dunque autosospensione non ora, ma non si può escludere. Se ne riparlerà dopo il primo incontro con i magistrati, lunedì, quando la sindaca saprà meglio quali documenti sono già nelle mani del pubblico ministero. Allora, per evitare quella linea sottile, quel sospetto di un possibile inquinamento delle prove, ecco che la sindaca potrebbe autosospendersi. In fondo è la stessa soluzione scelta dal sindaco renziano di Milano, Giuseppe Sala. Così, sulla chat interna dei grillini umori e messaggi saltano da una parte all'altra. Ieri passa il verbo di Beppe Grillo: «Mi fido di lei, a questo punto che altro possiamo fare. Speriamo che non vengano fuori altri fatti». Ed è anche per questo, per la possibilità che nuovi elementi accusatori vengano tirati in ballo, che è stata ipotizzata l'autosospensione.

È un assedio al Campidoglio, poche storie, perché ormai non passa giorno che non arrivi una doccia gelata dall'Organo di controllo economico e finanziario. L'ultima è di ieri: «Il bilancio è in equilibrio, ma il Comune si attivi altrimenti è a rischio». A dicembre l'Oref aveva bocciato un primo testo di bilancio presentato dalla giunta Raggi. Cinque giorni fa il via libera al documento bis, con la concertazione tra gli interventi indicati dai revisori dei conti, l'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, la maggioranza e le commissioni consigliari. Pace fatta? No, arrivano le parole di Federica Tiezzi, presidente dell'organo di controllo, che in aula Giulio Cesare ha lanciato il monito: «È vero che il bilancio presenta un equilibrio, ma, se l'ente non si attiva, i rischi potenziali che ci sono esporrebbero anche l'ente a rischio. C'è un equilibrio finanziario precario, da tenere sotto controllo e da verificare», dice la presidente. Già in passato l'Oref aveva ammonito: «Dalla giunta Rutelli in poi l'incremento del debito del Campidoglio è stato esponenziale». E anche in aula i Cinque Stelle rivendicano il lavoro fatto e assicurano che la «situazione sarà tenuta sotto controllo e verificata». Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio, risponde: «Il Comune di Roma è solvibile, non ha problemi di equilibrio di bilancio. L'anticipazione di Tesoreria, un miliardo e 200 milioni, non è stata usata. Così come esiste una liquidità certificata dal rendiconto 2015 di oltre 600 milioni. Questo bilancio certifica che il Comune può pagare i fornitori, gli stipendi e comunque onorare tutte le obbligazione giuridiche che ha assunto. L'Oref ha compiti di consulenza e garanzia, deve pronunciarsi sulla corretta applicazione delle norme e dei principi contabili. Sono ovviamente altri gli organi dello Stato deputati a sanzionare eventuali irregolarità contabili dei Comuni». L'assedio del Campidoglio sembra appena iniziato.