Il re dell'azzardo scomunica le slot

Mister Paddy Power scrive di nascosto al governo irlandese: "Non legalizzatele"

Scommettere è peggio di drogarsi. Distrugge la salute mentale come il crack, è prendere cocaina e non smettere più. E le sale giochi? Cimiteri viventi abitati da zombi come nel video di Michael Jackson. Non una grande scoperta: giocare può causare dipendenza patologica te lo dicono pure quelli della Sisal quando cerchi di grattare e vincere. Ma adesso c'è una novità. Il Times rivela che anche il re dell'azzardo è stanco di giocare con la vita degli altri. Stewart Kenny, fondatore di Paddy Power, il più grande bookmaker britannico, avrebbe scritto di nascosto al governo irlandese, che sta decidendo se legalizzare o meno le macchinette mangiasoldi, per scongiurare la catastrofe: «Non fate come gli inglesi: dite no» la sintesi della missiva. Cioè bisogna evitare che i terminali a quota fissa gestiti dalla sua creature che rappresentano, per inciso, la metà dei profitti del settore, sbarchino anche in Irlanda a rovinare la gioventù del posto. Kenny è terrorizzato come il Dottor Frankestein di quello che è capace di fare la sua creature. Agghiacciato da questo esercito di uomini e donne che scommettono 100 sterline ogni 20 secondi, descritti da chi li ha cresciuti, come «pericolosamente dipendenti» dal gioco. E incapaci di liberarsene. Le macchinette sono «il crack del gioco d'azzardo» e come tale andrebbe vietata. Perchè, dice sempre Kenny, colpisce soprattutto giovani, soprattutto i poveri e soprattutto i meno preparati culturalmente. É una forma di sfruttamento, come lo spacciatore con il cliente, di circonvenzioone di incapace. Kenny era nel board della società fino a quest'estate e il suo grido d'allarme rischia di scatenare il panico nella sacre stanze dei bookmakers inglesi, dato che solo l'anno scorso hanno incassato dalle macchinette mangiasoldi 1,75 bilioni di sterline. É la velocità del gioco, dice Kenny con evidente cognizione di causa, che ti frega, perchè ti trascina più di qualunque altra forma di gioco, grazie ai suoni, ai colori vivaci, al movimento, che ti fa sentire dentro il luna park della realtà psichedelica, ti costringe a riprovarci anche quando vinci, senza darti il tempo di pensare a quello che stai facendo. L'Association of British Bookmakers nega che le macchinette siano più seduttive e quindi più pericolose, ma trattasi di ovvia difesa d'ufficio. E il gettito fiscale? «A conti fatti è più quello che perdi che quello che guadagni» giura Keenny. Il governo ha promesso che ci penserà. Scommettiamo che dice no?...