La resistenza dell'Anpi: no a Salvini in Romagna

I partigiani: «Non venga a Sant'Arcangelo» Il leader: «Siamo in democrazia, ci sarò»

Fabrizio Boschi

Tutti i giorni va in onda su tutti i canali di informazione possibili ed immaginabili il «TuttoSalvini». Non passa giorno che lui, non faccia parlare di se stesso. Ieri è stato un altro Salvini show, da Napoli a Firenze: ha annunciato di querelare tutti, Repubblica, Il Fatto e Di Maio sul caso Arcelor Mittal.

Poi l'attenzione si sposta a Sant'Arcangelo di Romagna. Il leader della Lega ha intenzione di andarci proprio domani, per la festa di San Martino. Il contesto è quello dell'infuocata campagna elettorale in Emilia-Romagna, dove la candidata Lucia Borgonzoni è in corsa per le Regionali di gennaio. Una sorta di ultima spiaggia per il governo giallorosso in picchiata di consensi.

L'Anpi pretende di bloccare la visita di Salvini: «L'annuncio di Salvini di voler attraversare la piazza nel momento clou della festa assieme alla candidata alla presidenza alla regione un po' ci inquieta, non fosse altro per la confusione di quei giorni poco compatibile con la passeggiata di personalità che girano con la scorta e per le inevitabili resse di ammiratori e non che si potrebbero creare», afferma la presidente della sezione di Rimini, Giusi Del Vecchio. Un bel delirio, tutto ideologico: Salvini, dunque, non dovrebbe andare alla sagra romagnola perché, per le aperte menti di quelli dell'Anpi, è un soggetto pericoloso. Lui.

La replica di Salvini agli ex partigiani ovviamente arriva subito: «Domenica sarò in Romagna, ho visto che l'Anpi non gradisce la mia presenza, ma siamo in democrazia e quindi se Salvini ritiene di andare alla fiera di San Martino a Santarcangelo di Romagna è suo diritto, come qualsiasi altro cittadino, se siamo in democrazia».

Sarà anche lui quello pericoloso ma di fatto quello che riceve da mesi, insulti, minacce e attacchi continui è proprio il leader della Lega. Proprio ieri, infatti, ha rischiato di essere aggredito - durante la sua visita a Napoli per dare l'avviso di sfratto al presidente della Regione, Vincenzo De Luca - da un contestatore di sinistra che ha cercato «il contatto fisico con l'ex ministro dell'Interno», dicono fonti di polizia, sventato solo grazie all'intervento tempestivo degli agenti di scorta. Commentando la decisione di concedere la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre, dopo le minacce ricevute sui social, l'altro ieri, Salvini aveva preso le sue difese, specificando però: «Anche io ricevo minacce ogni giorno. Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime». Tanto per far capire il clima che c'è in giro, un paio di giorni fa, prima che Salvini arrivasse a Napoli, i muri del capoluogo campano erano stati imbrattati di offese dai soliti esaltati: «Salvini, Napoli ti schifa», «Odia la Lega». Ma per l'Anpi queste cose non contano.