Quella rete dei crimini nascosti

Si naviga in anonimo. E si comprano droghe, armi e documenti

Com'è profondo il web. Noi conosciamo il www, il world wide web che domina la nostra vita, il mainstream tecnologico, nel quale la massima trasgressione è andare su youporn e guai se qualcuno (magari nostra moglie) ci sbircia o consulta la cronologia delle nostre navigazioni. Ma il web «in chiaro» è solo la punta visibile dell'iceberg. Esiste un altro mondo, il cosiddetto «deep web», la rete sommersa, quella che comprende il 99 per cento del materiale che gira nel cyberspazio, non indicizzata da Google. Materiale di solito fetido, losco, vera spazzatura online. Spesso anche illegale.

Il «deep web» è tale perché garantisce l'anonimato di chi lo frequenta. Per questo è utilizzato da chi utilizza la rete per attività criminali di vario genere, come il polacco che ha rapito la modella inglese a Milano e l'ha tenuta prigioniera in una baita piemontese per giorni; lui sosteneva di essere membro di una comunità del «deep web» e proprio attraverso il suo giro di pirati del cyberspazio aveva cercato di piazzarla. Inutilmente.

Ma come funziona il «deep web»? Innanzitutto bisogna specificare la differenza tra esso e il «dark web». Il secondo è quella parte del web non indicizzata dai comuni motori di ricerca ed è un sottoinsieme hardcore del primo, irraggiungibile attraverso una normale connessione internet perché agganciato a software particolari che fanno da ponte tra internet e la darknet. Il browser più noto del «deep web» è Tor (The Onion Router, il router della cipolla, dal fatto che i dati vengono decrittati come fossero strati del lacrimoso ortaggio), che oltre a svolgere le funzioni di una sorta di Google sommerso, garantisce l'anonimato all'utente, nascondendo l'indirizzo Ip (quello che identifica ogni singolo computer ha e che permette di attribuirci ogni nostra attività nella rete fungendo da carta d'identità telematica) grazie alla triangolazione della connessione fra computer sparsi in tutto il mondo.

Contrariamente a quello che si può pensare, avere accesso al mondo vertiginoso e inquietante del «deep web» non è affatto difficile: è sufficiente eseguire il download di Tor Browser su pc Windows, su Mac e su Linux, connettersi alla versione appositamente modificata e navigare con la stessa modalità del «bright web», ovvero digitare un indirizzo nella barra degli Url del browser e premere «invio» oppure cliccare su un link. Una volta finita la navigazione ci si disconnette da Tor Browser e in questo modo vengono cancellate automaticamente tutte le attività.

Una vera manna per chi utilizza il web per fini loschi. Il teatro delle maggiori nefandezze è Alpha Bay, una sorta di Amazon illegale nel quale è possibile acquistare (o vendere) di tutto: droghe di tutti i tipi e a tutti i prezzi (anche sospettosamente bassi), documenti contraffatti (vuoi una patente senza fare scuola guida?), servizi di hackeraggio, armi, carte di credito contraffatte, titoli di studio altrettanto tarocchi. Per i più temerari è possibile reclutare jihadisti o omicidi. O vendere modelle rapite. Il pagamento? In bit coin, una moneta virtuale per reati assolutamente reali.