Ricordare i "martiri" del Sud? Il Risorgimento divide ancora

Il M5S vorrebbe una giornata per le vittime della "invasione" sabauda. Ma non c'è accordo tra gli storici

Un altro giorno della memoria. Dedicato però ai «martiri del Meridione». È questa la proposta presentata dal Movimento 5 Stelle in diverse regioni del Sud Italia: Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise e Puglia. E poi è anche approdata al Senato, dove il senatore M5S Sergio Puglia è intervenuto affermando che: «Il tempo è maturo per fare una riflessione e analizzare cosa accadde alle popolazioni civili meridionali e quanto ancora ci costa nel presente. Nei testi scolastici si fa appena un accenno. Chiediamo la verità».

Ma esattamente di cosa si tratta? La data proposta è quella del 13 febbraio. Ovvero quella della fine dell'assedio di Gaeta da parte delle truppe piemontesi nel lontano 1861. Quel giorno la roccaforte borbonica, stretta ormai da terra e dal mare, si arrese dopo 102 giorni (e 75 di bombardamento consecutivo, il fuoco non si arrestò nemmeno mentre veniva trattata la resa). Dopo quel 13 febbraio però non cessò la resistenza al nuovo Stato unitario, soprattutto nelle campagne. Tutti coloro che continuarono a opporsi alle truppe del nuovo esercito italiano vennero semplicemente trattati dal governo di Torino come briganti. I briganti però avrebbero classificato se stessi come patrioti, sebbene nel movimento spesso citato dalla manualistica come «Grande brigantaggio» fossero confluiti anche briganti veri e propri e contadini poveri ben poco politicizzati. Il dibattito sul tema resistenza/banditismo dura tra gli storici ormai da decenni. Ed è un dibattito rovente. È un fatto che la repressione venne portata avanti con metodi militarmente durissimi (si arrivò ad impiegare più di 105mila soldati) e si arrivò ad approvare una legge specifica, la legge Pica, che de facto abrogava le garanzie dello statuto albertino.Ma è altrettanto un fatto che la reazione anti unitaria si trasformò in una guerriglia senza quartiere, in cui gli inviati governativi e i militari venivano uccisi nelle maniere più atroci.

Ora l'arrivo della proposta di un giorno della memoria riaccende in pieno il dibattito.

Ne abbiamo parlato con il giornalista Pino Aprile, che con alcuni dei suoi libri (come Terroni e Carnefici, entrambi editi da Piemme) ha contribuito a far partire il dibattito.

«È una proposta giusta. Era ora. Cosa è successo durante l'annessione? È successo che un esercito è penetrato in un Paese amico senza nemmeno una dichiarazione di guerra, rubando, stuprando e ammazzando. Per carità, in quegli anni è successo anche altrove... Le unificazioni nazionali hanno prodotto sempre massacri. Solo che noi italiani non ce lo siamo mai detti. Si fa ancora finta che l'annessione del Sud sia stata una parata fiorita attorno a Garibaldi, è stato un genocidio. Uno Stato ricco e prospero è stato spogliato delle sue ricchezze e saccheggiato. Bisogna avere il coraggio di dirlo e un giorno della memoria può essere un buon modo per farlo. Un giorno per piangere le vittime e cercare di unire quello che è ancora un Paese diviso. Ed è un Paese diviso perché una metà è stata brutalmente invasa e saccheggiata e non lo si vuole riconoscere. In altre nazioni i conti con la storia si fanno, la Francia con la Vandea i conti li fa eccome».

Di parere diametralmente opposto lo storico del pensiero politico Dino Cofrancesco: «Cui prodest? Già siamo un Paese disunito e in Europa ci trattano come servi della gleba. Che senso può avere una celebrazione che aumenti le divisioni? Poi mettiamo le cose in chiaro su questo nostalgismo borbonico che sta prendendo piede negli ultimi anni. Rosario Romeo, che è stato il più grande storico della seconda metà del Novecento, diceva che il protezionismo della sinistra storica aveva danneggiato il Sud, ma che senza l'unità il Sud non sarebbe mai diventato Europa, sarebbe rimasto una specie di Libia peninsulare. E Romeo era di Giarre, non di Busto Arsizio. Come del resto erano cultori del risorgimento Adolfo Omodeo (palermitano) o Gioacchino Volpe (abruzzese). Ma non solo loro, tutti gli intellettuali del Sud già in pieno risorgimento erano favorevoli all'unità e allo Stato forte. È questo che i neoborbonici sembrano dimenticare». Ma le violenze dell'esercito piemontese/italiano? «Il generale Cialdini era quel che era, ma non dimentichiamoci le teste dei bersaglieri mozzate e issate sulle picche. Le violenze ci sono state da entrambe le parti, non ci sono stati dei martiri. Delle vittime invece ovviamente sì. E di certo non userei il termine genocidio. Semmai c'è stata dopo un'emigrazione di massa dal Meridione, ma dovuta all'arretratezza economica del Sud, non all'unificazione. L'unificazione l'ha resa possibile modernizzando».

E se il dibattito è così forte tra storici, forse per le celebrazioni è presto, a meno di non volere una delle solite celebrazioni italiane: quelle che dividono.

Commenti

fert64

Sab, 11/03/2017 - 10:10

La proposta è certamente corretta ma incompleta, prima si deve comprendere che l'unità d'Italia è sempre stata pura fantasia. L'invenzione tutta sabauda di un regno d'Italia è terminato il 28 ottobre del 1922 da allora in tanti si sono provati a fare l'unità, soprattutto che ha provato a far lavorare gli italiani e dargli una nuova dignità ha fatto la fine che ha fatto, i costituzionalisti della repubblica hanno fondato l' unità sulla resistenza e sul lavoro altre due invenzioni di pura fantasia. Occorre guardare in faccia la realtà l'Italia è nata per essere un ottimo stato federale, lo stato della Campania, de Piemonte, del Veneto è così via, diamo ad ognuno il suo e tutti Si potranno organizza come meglio credono a casa loro con i loro morti ammazzati.

Rainulfo

Sab, 11/03/2017 - 10:22

Secondo Cofrancesco facciamo finta di nulla per convenienza politica? Conoscere le veritá storiche produce sempre effetti positivi. Comunque il meridione è diventato una propaggine libica dopo la così detta unitá d'Italia. SABAUDI LADRI altro che briganti.

Keplero17

Sab, 11/03/2017 - 10:22

Sì ma non furono certamente 1.000 garibaldini partiti dallo scoglio di Quarto a sconfiggere l'esercito borbonico.

Tobi

Sab, 11/03/2017 - 10:22

lo storico Cofrancesco sbaglia quando afferma che non si è trattato di genocidio. Con l'invasione affidata al mercenario Garibaldi hanno distrutto il tessuto sociale ed economico dell'Italia ed in particolare del sud, oltre che le mattanza e deportazioni di massa di tanta gente innocente la cui unica colpa era quella di difendere la propria terra e civiltà. Ai tempi il sud era benestante, tecnologicamente più avanzato e dotato di importanti filiere industriali. La prima ferrovia italiana fu la Napoli-Portici. Altro che arretratezza. Queste ricchezze facevano gola agli invasori ed ai loro mandanti. E dopo la distruzione del tessuto sociale/economico che iniziarono le grandi migrazioni degli italiani all'estero. Prima la gente stava benissimo dov'era.

wintek3

Sab, 11/03/2017 - 10:33

Io farei molto di più del giorno della memoria, proporrei un ritorno alle origini così si riparerebbe ad un errore madornale che continuiamo a pagare a caro prezzo.

Giulio42

Sab, 11/03/2017 - 10:54

Dopo quel tragico febbraio, stiamo ancora pagando adesso per le nostre colpe.

TitoPullo

Sab, 11/03/2017 - 11:10

E basta con 'sti piagnistei fregnoni !!

giga63

Sab, 11/03/2017 - 11:19

"Semmai c'è stata dopo un'emigrazione di massa dal Meridione, ma dovuta all'arretratezza economica del Sud, non all'unificazione. L'unificazione l'ha resa possibile modernizzando»." A proposito di questa affermazione, mi spiegate come mai "PRIMA" l'emigrazione di massa non è stato un fenomeno che ha interessato il Regno del Sud, mentre "DOPO" lo è stato in modo massiccio e continuo per oltre cento anni?

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Sab, 11/03/2017 - 11:23

Tranquilli, con la Cassa del Mezzogiorno é stato restituito tutto, e con gli interessi. E che interessi!

gesan

Sab, 11/03/2017 - 11:43

Preciso di essere un settentrionale che ha vissuto vent'anni nel Sud, in Calabria. Secondo la mia percezione i meridionali si sentono oggi più italiani di quanto non si sentano i settentrionali. Il riconoscere la verità storica non penso che contribuirebbe a dividere il paese. Penso che sia piuttosto la menzogna storica a dividerlo, come quella sulla resistenza che, tra l'altro, fu solo settentrionale e quasi esclusivamente comunista, quindi anti italiana.

Tobi

Sab, 11/03/2017 - 12:18

CaptainHaddock, la sua battuta non è pertinente. Una volta che è stata distrutta una società ed il suo tessuto e creando il caos, inutile mandare soldi senza sapere a chi andranno esattamente. Facciamo l'esempio della Libia. Dopo che l'hanno distrutta e lasciata in mano alle bande armate, la Libia potrebbe anche essere finanziata dall'estero per una possibile ricostruzione. Ma a chi andranno questi soldi? A chi ha bisogno? oppure saranno intercettati dalle bande di prepotenti che del caos creato dall'estero hanno fatto la loro forza?

VittorioMar

Sab, 11/03/2017 - 12:20

....SI DOVREBBE PRIMA RISCRIVERE LA STORIA!....IL SUD NON E' MAI ENTRATO NELLO STATO ITALIANO ; E' STATO ED E' CONSIDERATO "COLONIA"!!

Una-mattina-mi-...

Sab, 11/03/2017 - 12:21

L'INVASIONE E IL SACCHEGGIO DEL SUD E' UN FATTO, IL RESTO DEMAGOGIA

Felice48

Sab, 11/03/2017 - 12:37

Vorrei dire a quel signor dino che si lamenta delle atrocità compiute anche da gente del sud che non c'è proporzione anche perchè sono stati invasi e bene o male dovevano pur difendersi dalle spropositate maggiori atrocità ammazzando gente con la sola colpa di avere per sbaglio qualcosa che facesse capo ai Borbone. Hanno distrutto interi paesi massacrando bambini, donne e religiosi. E tanto altro ancora.

Felice48

Sab, 11/03/2017 - 12:51

Vorrei rendere noto che l'emigrazione prima era all'inverso per le ricchezze che il Regno di Napoli aveva: Il popolo napoletano stava bene nei suoi territori ed era all'avanguardia su tutti i campi: sociali. industrie, commerci, scienze, ecc. SI PREGA DI VEDERSI GLI "ANNALI DEL REGNO DI NAPOLI" custoditi nella biblioteca del castello Federico di Bari. La cassa del mezzogiorno è stato il tappeto rimbalzante dei soldi mandati giù e ritornati al nord. Costruivano cattedrali nel deserto e poi arraffavano l'arraffabile e ritornavano ad arricchire tanti mangioni non certo del sud.

killkoms

Sab, 11/03/2017 - 12:56

il dibattito è nato ben prima di primo aprile!già il politico post unitario sidney sonnino (che non era meridionale) quando cominciò ad interessarsi dei problemi del sud italiano ,so soffermò sulla questione del cosi detto "brigantaggio" e fu uno dei primi a dire che le forze impiegate per reprimere il fenomeno,avevano "calcato" troppo la mano! sonnino,nei suoi scritti parla di "..intere regioni devastate per ricercarvi i briganti.." e di "..intere comunità duramente punite per crimini commessi da pochi membri di esse.."!

bobots1

Sab, 11/03/2017 - 13:46

Non so cosa fosse diventato il meridione senza l'"annessione". Ma sicuramente il nord Italia sarebbe stato molto meglio...questo è un dato di fatto!

Ritratto di bettytudor

bettytudor

Sab, 11/03/2017 - 13:55

Il Risorgimento non fu altro che un allargamento dello Stato Sabaudo. I Piemontesi si comportarono da veri e propri invasori, saccheggiando le banche del sud, imponendo dazi per la merce proveniente dal meridione e liberalizzando quella esportata da loro. Ancora negli anni 70 c’era Il dazio per il sale siciliano. Non so se l’unità d’Italia sia stata un bene. Di certo oscena è stata la rivoluzione culturale di menzogne create allo scopo di umiliare, disonorare e insultare i Borboni e il regno delle due Sicilie. Per far passare gli invasori come liberatori, nei libri di scuola, storici corrotti e mediocri hanno descritto il sud preunità come un regime dove imperavano fame e ignoranza mentre era di fatto il contrario. Arretrato era invece il Piemonte dove vigeva lo stato di polizia e le mondine morivano di malaria nelle risaie del signor Cavour.

Ritratto di bettytudor

bettytudor

Sab, 11/03/2017 - 13:55

I patrioti del Sud altro non furono che collaborazionisti che tradirono la loro terra cospirando con il nemico. La Storia ha dimostrato quanto indegni di regnare sull’Italia fossero i Savoia e Dio li ha puniti per la loro disonestà.

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Sab, 11/03/2017 - 14:04

che il Meridione sia stato socialmente ed economicamente distrutto dai Savoia e dalla loro cricca massonica è un dato di fatto. pure la Toscana ci rimise: i Lorena erano 100.000 volte meglio di Vittorio Emanuele II, un semianalfabeta che passava il tempo a caccia o dietro alle contadine....

Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 11/03/2017 - 14:13

Il Sud borbonico era meglio della Svizzera prima di Garibaldi... (così vorrebbe une certa vulgata meridionale) La,colpa di tutti i mali del sud sono i cattivi Savoia ... che dire c'è chi crede alle scie chimiche e chi a queste storielle ....

elpaso21

Sab, 11/03/2017 - 14:42

Non ho capito, se il sud prima era più prospero, come mai adesso è più arretrato?

nunavut

Sab, 11/03/2017 - 14:52

Si può scrivere e riscrivere la storia ma essa rimarrà sempre storia (verità).La forzata unità portò solo odio erancori che sussistono ancora oggi.Se il Nord aiutò e aiuta il Sud (come scrive Captain Haddock)é una giusta ricompensa ma non potrà protarsi indefinitivamente perché creerebbe altri rancori.Se per rappacificare le popolazioni in questione ci volesse una divisione o una federazione di stati indipendenti, facciamola cercando di sviluppare legami onesti di buona vicinanza.

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Sab, 11/03/2017 - 15:05

L'unitá d'italia é una invenzione tutta sabauda. Una casa regnante avida. Quello che interessava era acquisire nuove terre con nuove genti da tassare. Di unire l'italia non gliene fregava un ciufolo se non pro domo sua.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 11/03/2017 - 16:00

(3)Quello che scrivono gli storici non é sicuramente la bibbia. Di storici onesti non ne conosco e, tutti, sono schierati dalla parte del vincitore e, quindi, dalla parte della non verità. I meridionali, cultori del risorgimento, che ipotizzano un meridione come una "Libia peninsulare" non credo siano forzatamente dalla parte della ragione. Bisogna dire tutte le verità incominciando col dire che: le ragioni "risorgimentali" ebbero un aspetto secondario; che l'unità d'Italia fu fatta dai savoia (impoveriti) per rubare le ricchezze del Regno delle due Sicilie; che garibaldi era un mercenario terrorista odiato in tutto il mondo e , persino, dai savoia; la verità sugli eccidi e le deportazioni incominciando da Finestrelle e via dicendo. Quando si avrà il coraggio di dire queste verità allora potremmo dire che l'Italia é unica ed unita.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 11/03/2017 - 16:00

(2)se si fa una foto dell'Italia pre unità si ha un'immagine capovolta di quella odierna. Un nord terrone ed un sud industrializzato. Questa é la verità che gli storici disonesti non hanno mai scritto. Come ho già scritto in passato, la situazione del sud é voluta e, fin quando ci sarà arretratezza economica, esso sarà sempre un fetido feudo delle clientele politiche/delinquenziali.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 11/03/2017 - 16:01

(2)Forse, fra 50 anni, gli italiani conosceranno la verità sull'unità d'Italia. Dopo altri 50, si avranno le verità sul fascismo e sulla liberazione. Peccato non esserci!!

peter46

Sab, 11/03/2017 - 16:04

gesan...mai commento può essere stato più che condivisibile come il suo.NB:Perfino i 'sovietici' hanno aperto AGLI STORICI o a chi 'volesse saperne del suo passato' i loro archivi 'secretati' fino alla caduta del comunismo per come lo avevamo conosciuto...e qui da noi la 'democrazia' ha paura anche delle sue 'ombre':perchè mai?

peter46

Sab, 11/03/2017 - 17:09

Matteo Sacchi...certo togliere st'articolo dalla pagina principale per continuare a 'far posto' alla regina Elisabetta(neanche fosse un nudo alla 'Libero')di cui sicuramente non frega niente a nessuno dei commentatori,e nel momento in cui la discussione si 'animava'...non può essere da 'il giornale',mi creda.

peter46

Sab, 11/03/2017 - 17:27

nunavut...faccia il bravo e non s'allarghi con sta solita tiritera nord-sud o nord che ha aiutato il sud,e soprattutto prendendo a modello il commento di uno che ancora non sa cos'è stata la 'cassa del mezzogiorno' che,percentualmente,negli anni che ha 'operato' ha portato benefici a Sud per lo 0,8% del totale degl'investimenti strutturali Italiani e di conseguenza la relativa 'cassa per il nord' il 99,2% per gli stessi investimenti a nord.E lo stesso 0,8% a beneficio di aziende del nord chiamate ad 'infrastrutturare'. Qua,i proponenti della giornata della 'memoria',chiedono apertura degli archivi da 150 anni 'secretati' affinchè anche quelli con l'aggettivo C possano 'imparare' ciò che realmente è successo in quel periodo.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 11/03/2017 - 17:42

@peter46; mi hai letto nel pensiero.