Riforma del Senato, c'è l'ok di Lega e Ncd

Presentato un migliaio di emendamenti. Lumbard ed alfaniani si adeguano al patto del Nazareno. Ma resta il rischio di sorprese

La ricreazione è finita. Ora è il momento di agire seriamente. Peccato che sia troppo tardi e che il Movimento 5 Stelle sia ormai fuori da qualsiasi tavolo politico che conti. Beppe Grillo l'ha capito e nella sua visita «pastorale» a Roma di ieri ha reso noti molti cambiamenti.

A partire dal nuovo incontro con il Pd sul tema delle riforme. «Domani vediamo cosa fare», ha detto il leader della formazione anticipando il vertice. Poi con un post sul proprio blog ha sottolineato di aspettarsi «risposte chiare» e ha fissato la convocazione in streaming per il 17 luglio alle 14. La discesa di Grillo a Roma, concomitante con la discussione nell'Aula del Senato delle riforme costituzionali, è la principale testimonianza delle difficoltà della sua formazione che è irrilevante nel quadro politico.

Ecco perché il fondatore ha annunciato una grande novità. «Casaleggio a settembre prenderà casa a Roma» anche per coordinare «l'indirizzo» generale del Movimento. Affidarsi a persone inesperte come i deputati e i senatori portati in Parlamento dalla Rete si è rivelato controproducente. E così di fatto Grillo «commissarierà» (ulteriormente) la propria pattuglia di parlamentari. Certo, ieri non sono mancate le solite provocazioni nei confronti della stampa. «Mi piacerebbe che voi foste allineati per scardinare un sistema che è subdolo e fatto di menzogne», ha detto rivolgendosi ai giornalisti, salvo poi lamentarsi dal fatto che sia loro consentito di circolare «indisturbati» nei corridoi di Palazzo Madama. Ma tutto questo fa parte del personaggio così come le intemerate del deputato pentastellato Di Battista. «Bisogna ribellarsi al Pd se diventa P2», ha scritto parafrasando l'«ideologo» Marco Travaglio.

L'Aula del Senato, infatti, ha rivelato quanto sia politicamente inconsistente l'M5S in questo momento. Mentre la grillina Daniela Donno si lamentava del fatto che la riduzione di Palazzo Madama a ente di secondo livello equiparasse l'istituzione alla «casa del Grande Fratello», di fatto Sergio Divina per la Lega Nord e Nitto Palma per Forza Italia sancivano il via libera al ddl di riforma costituzionale impostato dal «Patto del Nazareno». Anche il Nuovo centrodestra di Alfano si è politicamente allineato dopo che il coordinatore Quagliariello ha incontrato alcuni costituzionalisti che hanno dato un sostanziale ok. Anche Pier Ferdinando Casini con il suo intervento pomeridiano ha evidenziato l'urgenza di chiudere il capitolo riforme. Insomma, i margini di reinserimento per il M5S non sembrano molto ampi.

Occorre, comunque, ricordare che il fronte dei «dissidenti» in maggioranza (l'alfaniano D'Alì è il 21simo della lista) è abbastanza esteso da poter creare qualche incidente. Ieri alle 20 scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti: alla fine saranno un migliaio.

Commenti

swiller

Mer, 16/07/2014 - 11:59

Foto del covo dei ladroni.