Rischio ripercussioni per il nostro Paese Squinzi: «Preoccupato»

Il numero uno di Confindustria lancia l'allarme dopo lo scandalo Volkswagen

Il rischio, ma soprattutto la paura, è quella di un effetto domino che coinvolga più o meno pesantemente anche l'Italia. Perché l' affaire Volkswagen non interessa soltanto il colosso tedesco. L'Europa dei motori trema, molti scheletri finora nascosti bussano alle porte degli armadi e il nostro Paese non fa eccezione. Oltre al tema ambientale, la preoccupazione in chiave economica riguarda soprattutto l'indotto della casa di Wolfsburg che interessa le aziende italiane, soprattutto quelle della componentistica.

L'allarme, anche se velato, arriva anche dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. «Timori per una ripercussione sull'industria italiana della vicenda Volkswagen? Qualcuno sì - ammette - anche se qualche imprenditore dei miei mi ha rassicurato». Secondo Squinzi, infatti, «le subforniture dall'Italia sono tantissime verso la Germania e in particolare verso il gruppo Volkswagen. Ho paura che ci sia qualche conseguenza. Vediamo, perché secondo me poi alla fine ci andranno dentro tutti», facendo intendere quindi che a breve guai più diffusi potrebbero interessare tutto il settore auto.

Preoccupato, anche se attendista, anche l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni. «È ancora presto per parlare di conseguenze, anche se credo non saranno evidenti», ha detto. «In tutto il mondo l'automotive è in tensione, è stato uno dei motori della ripresa. Le eventuali ricadute sulla crisi non saranno comunque da sottovalutare ma tutto sarà meglio comprensibile tra qualche settimana». Ghizzoni, che proprio ieri ha incontrato a Firenze il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, ha sottolineato come «il gruppo Volkswagen è sempre stato un gruppo solido e con forte liquidità. Vediamo se saprà far fronte ad eventuali sanzioni».

Commenti

unosolo

Sab, 26/09/2015 - 10:53

deve prendere una decisione Squinzi salta a secondo di chi ha davanti , sappiamo benissimo che la produzione è sempre la stessa eppure a volte non si ricorda , il PIL non è cambiato sono cambiati i mucchi di denaro che si spostano dalle casse di chi aveva messo da parte qualche soldino per una serena vecchiaia in quelle dello Stato , con miriadi di tasse e rialzi strani avvenuti le pensioni sono scese come i stipendi dei lavoratori , balzelli seminati nel suo percorso dall'attuale governo , non paga i debiti e quindi il PIL è falso , questo appare a persone incompetenti ma chi è esperto in materia certamente si estranea nel controllo dei movimenti strani e mancanza di rispetto delle sentenze , quindi sindacati inermi per timore di fermare il PIL , che sia un tacito accordo tra le parti in cambio di,,,,,,,,,

adogio48

Sab, 26/09/2015 - 13:50

I fornitori italiani non devono far altro che far rispettare i contratti alla Volgaswagen. Nel frattempo cercheranno, o si faranno avanti, altri clienti. Che schifo questi tedeschi. E non è che la punta dell'iceberg delle loro furbate. Come li conosco bene io!