Roberta Lombardi critica Di Maio: "Meno tweet e più mediazione"

La capogruppo grillina in regione Lazio si dichiara fieramente rompiscatole e critica la politica muscolosa messa in campo nel movimento dal capo politico

Nessuna deroga ai due mandati. Meno tweet e più dialogo. E, per finire: un appoggio esterno al Pd in Emilia Romagna solo dopo una nuova votazione sulla piattaforma Rousseau. Il Movimento Cinque Stelle rischia di implodere e i mal di pancia al suo interno si moltiplicano giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Questa teoria viene confermata anche dalla capogruppo grillina in regione Lazio, Roberta Lombardi, ospite oggi de L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24.

Non le manda certo a dire al capo politico, Luigi Di Maio. E si rende protagonista di un attacco contro il nostro ministro degli Esteri. “Io so che Di Maio sta cercando di porre all’attenzione del governo dei punti di vista tipici del movimento, ma preferirei ci fosse molto meno la ricerca del tweet e molto più la voglia di conciliare punti di vista diversi che però hanno pari dignità e devono trovare una forma di mediazione”. Cerca una sintesi, forse rimpiangendo i vecchi mettup.

Lombardi ricorda come anche Beppe Grillo abbia sempre detto che ci sono dei temi su cui Pd e M5S possono trovare un punto di caduta. Ma non si ferma qui. “Sono fieramente rompiscatole, me lo ha insegnato Grillo. Se non ti sta bene la politica, ci disse, c’è la possibilità di cambiare le cose”. Questo punto lo rivendica con orgoglio. Poi aggiunge che più che parlare di una fronda, parlerebbe del fatto che come Movimento Cinque Stelle hanno fatto un investimento su questo governo. Volevano fare delle cose utili per il Paese. “Quindi sicuramente questo modo continuo di porre dei distinguo, anche semplificando il messaggio politico alla ricerca sempre del titolo o dell’agenzia che ti ponga più in evidenza, è stancante”, spiega sempre lei.

“L’atteggiamento di Di Maio - conclude la Lombardi - è quello del capo politico di una forza che sta cercando di mantenere la propria identità all’interno del governo”. Ma lo farebbe in una modalità molto muscolare che non condivide. Lei, in soldoni, preferisce la mediazione. Poi chiosa su un tema molto sentito all’interno dei cinque stelle: il limite del doppio mandato. “Lo vede come un limite?”, chiede la giornalista. Lei risponde tranquillamente di no. È la regola e i buoni cinque stelle le regole cercano di rispettarle. “La regola è questa e io trovo che sia molto sana per tutti. Anche io sono al secondo mandato”, spiega.

La conduttrice chiede, nello specifico, se sia possibile derogare al limite dei due mandati per permettere a Virginia Raggi di ricandidarsi a sindaco di Roma. La risposta è scontata: “Nessuna deroga per nessuno. Si può fare politica anche fuori dalle istituzioni”. Anzi un ricambio generazionale sarebbe sano e salutare. L’ex parlamentare grillina, insomma, non si discosta troppo dalla linea ufficiale del suo movimento. È una rompiscatole, vero. Ma quello che vorrebbe trasmettere ai suoi è unità e trasparenza. Prima che sia troppo tardi. Prima di un eventuale implosione.

Commenti

Jon

Sab, 07/12/2019 - 18:08

Mediazione con chi?? Quelli di Bibbiano sempre odiati, che permettono loro di tenesi una poltrona sempre amata?? Lombardi senza piu' Crociate, ma inchini da camerieri ai poteri piu' dannosi per il Paese. Perche' NON SI DIMETTE?? UN VAFFA anche a lei..

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 07/12/2019 - 18:46

Più mediazione col PD per mantenersi a galla? Cadrega fissa?

ilrompiballe

Sab, 07/12/2019 - 18:49

A suo tempo ha trattato a peci in faccia il buon Bersani. Adesso parla di mediazione. Domani chiederà di entrare nel PD.

pmario

Sab, 07/12/2019 - 18:59

Il legante è fornito dalle poltrone e dagli stipendi che mai avrebbero avuto. Le idee, poche e ben confuse, vengono cambiate appena si accorgono dell’effetto che farebbero se approvate. Ultima chicca. per non essere schiacciati alle elezioni. spostano le tasse su plastica e bibite a luglio 2020 come se la gente fosse deficiente. Il peggio è rappresentato dal PD che si piega di continuo anche a progetti che sono contro il loro stesso DNA, ma la paura delle elezioni li fa digerire qualsiasi rospo. Aggiungiamo l’arroganza di alcuni personaggi di primo piano e la spudorataggine quando raccontano delle “magnificenze” che stanno portando avanti.