Il robot ha imparato il bluff Battuti i campioni del poker

Il prototipo di intelligenza artificiale ha sfidato per 12 giorni i migliori 15 giocatori al mondo. Spazzati via

Londra Seduti con gli amici attorno a un tavolo, impazienti di dimenticare le successive 4-5 ore giocando a poker. C'è chi ha portato la tovaglia di panno e le fiches. I bicchieri col whisky, qualcuno mette in bella vista il sigaro, l'immagine conta. Ma anche gli avversari: se al tavolo dovesse sedere Pluribus, lasciate perdere e tornate a casa o andate al pub.

Pluribus è un programma di intelligenza artificiale sviluppato da un team di ricercatori della Carnegie Mellon University in collaborazione con Facebook. Ha sfidato per 12 giorni 15 fra i migliori giocatori di poker in circolazione, selezionati fra coloro che avevano vinto almeno un milione di dollari nel corso della carriera. Dopo più di 10mila mani giocate su tavoli da 6 giocatori, gli umani si sono dovuti inchinare alla superiorità di Pluribus. Il 32enne americano Darren Elias, unica persona ad aver vinto per 4 volte il World Poker Tour, oltre 7 milioni di dollari guadagnati giocando da quando aveva 16 anni una sorta di Federer del bluff era fra quelli coinvolti nell'esperimento. «Ho dedicato tutta la mia vita al poker - ha detto a Wired - essere battuto da una macchina è stato un bagno di umiltà. È la prima volta in cui l'intelligenza artificiale vince, è la fine delle possibilità di vittoria per l'essere umano». Le macchine erano già riuscite a battere l'uomo negli scacchi e in Go, giochi di strategia in cui entrambi i giocatori hanno parità di accesso a tutte le informazioni, le pedine sono visibili sulla scacchiera. L'abilità risiede nel saperle elaborare, prevedendo le mosse dell'avversario e costruendo una strategia vincente. Giochi detti a somma zero, in cui la vincita di un partecipante equivale alla perdita dell'altro. Giochi che dal punto di vista dell'intelligenza artificiale sono però considerati un gradino sotto il poker, caratterizzato da una distribuzione imperfetta delle informazioni (io conosco le mie carte, non quelle degli altri). E dalla possibilità di bluffare.

La sfida ai campioni di poker era cominciata con Libratus, il predecessore di Pluribus. Programmato nel 2017, è stato la prima macchina a vincere contro una sola persona, nella versione americana Hold'em. Pluribus è riuscito a prevalere contro altri 5 esseri umani seduti allo stesso tavolo. Diversamente da Libratus che a ogni giocata elaborava tutti i possibili scenari fino alla fine della partita, l'enormemente maggiore complessità di calcolo di una partita a 6 ha obbligato i ricercatori della Carnegie a modificare l'algoritmo. Come riporta Nature, Pluribus ha imparato a giocare sfidando se stesso in mille miliardi di partite perfezionando così la sua strategia di base. Al momento di fare la propria mossa, poi, elabora la propria decisione sulla base di un numero limitato di situazioni successive senza spingersi fino al termine della partita. Infine, per non risultare prevedibile, ipotizza quello che gli altri giocatori pensano. Bluffando.

L'importanza dell'evento travalica i confini ludici del poker. Gli sviluppi dell'intelligenza artificiale possono essere applicati a situazioni molto diverse. Uno dei creatori di Libratrus e Pluribus ha fondato Strategic Machine e Strategy Robot. La prima aiuta le aziende a definire la loro strategia commerciale basandosi anche sulle risposte dei concorrenti. La seconda ha siglato nel 2018 una collaborazione con il Pentagono per l'elaborazione di tattiche e strategie militari nell'ambito di scenari complessi. La prossima sfida di Pluribus sarà forse Risiko.