Roma, Raggi contro i suoi: "Nessuna via ad Almirante"

La sindaca fa retromarcia, cresce il sospetto che prenda ordini. La rabbia di Fdi: la denunciamo

L a sindaca di Roma corre ai ripari. Non verrà intitolata alcuna strada a Giorgio Almirante. Parola di Virginia Raggi. La contromossa è stata annunciata giovedì notte. Una volta che, tornata a casa dai suoi impegni televisivi (nel salotto di Vespa non aveva battuto ciglio alla notizia che l'Assemblea capitolina aveva deciso di omaggiare la memoria del segretario del Msi), ha avuto modo di rifletterci su ha deciso che no; questa non poteva farla passare. Quindi ecco l'idea: una mozione che inibisca l'intitolazione di strade a esponenti del fascismo, responsabili di propaganda o atti razzisti, in contraddizione coi principi costituzionali. Qualche avversario politico ha anche immaginato che la sindaca sia eterodiretta anche nelle esternazioni più semplici. Così che l'aggiustamento di tiro sarebbe avvenuto dopo la reprimenda di chi la «dirige», come sospetta il senatore di Fdi Antonio Iannone.

Insolita poi è la modalità con cui è passata la mozione avanzata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. Per passare, la richiesta di intitolare una via ad Almirante aveva bisogno della stragrande maggioranza dei voti grillini. E così è stato. Quindi risulta difficile pensare che la sindaca non ne sapesse niente. Altrimenti si potrebbe sospettare legittimamente che la fronda anti-Raggi in Comune sia divenuta più che ingombrante. Poi c'è il problema della memoria corta degli stessi consiglieri comunali grillini. Poco più di un mese fa, come ricorda perplesso Giulio Pelonzi, capogruppo Pd in aula Giulio Cesare, i grillini avevano condiviso e votato una sua mozione che impegnava la sindaca a iscrivere la città di Roma all'Anagrafe nazionale antifascista istituita dal Comune di Stazzema. «Posso capire che vivano un momento di confusione - commenta Pelonzi - ma una sensibilità e un pensiero storico-politico così altalenante da parte dei grillini non trova giustificazione». Poi c'è chi come Stefano Fassina (Leu) è furioso. Lui non era in aula, come altri capigruppo. E quello di Fratelli d'Italia a suo dire è stato un blitz. «Fratelli d'Italia non ha giocato a carte scoperte - ricorda - perché sapeva bene che non sarebbe mai passata una simile mozione». Anche dall'altra parte c'è poco da gioire. Il capogruppo di Fdi Fabrizio Ghera è altrettanto furioso: «La Raggi ha detto più volte che l'Aula è sovrana. Perché in questo caso non dovrebbe esserlo? Almirante da segretario del Msi non ha mai assunto posizioni razziste. Valuteremo se vi siano estremi di reato qualora la libertà dei consiglieri sia stata limitata da pressioni esterne ed antidemocratiche». Altrettanto indignata la figlia di Almirante, Giuliana, che ricorda che il padre salvò la vita di una famiglia ebrea nascondendola proprio a Salò: «Questi grillini sono ignoranti».