La Romagna reagisce. In 24 ore tutti al mare

Subito operativi gli stabilimenti distrutti Nelle Regioni colpite si contano i danni

Le foto della devastazione lasciata dietro di sé dalla tromba d'aria che mercoledì ha flagellato Milano Marittima, avevano fatto temere che per gli stabilimenti colpiti con maggiore violenza la stagione balneare fosse finita. Invece il mix di laboriosità e senso dell'ospitalità che contraddistingue i romagnoli ha fatto il miracolo che si può osservare nelle immagini qui sopra, diventate virali sui social. Nel giro di poche ore le spiagge che dopo il tornado in stile tropicale che ha interessato molte località della costa adriatica erano ridotte ad un accumulo di detriti, di ombrelloni e lettini spezzati dalla furia del vento, sono tornate operative: sabbia pettinata come nella migliore tradizione di questa zona e file perfettamente simmetriche di lettini e ombrelloni. Tutto pronto per accogliere i turisti che non si sono lasciati scoraggiare dal maltempo delle scorse ore. La voglia di reagire ad una calamità imprevista - per la quale le regioni colpite, Emilia Romagna compresa, si preparano a chiedere lo stato di emergenza - ha avuto la maglio sulla rassegnazione. Già i primi minuti dopo il disastro gli operatori balneari, aiutati anche da tanti clienti, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato senza sosta, anche durante la notte. I bagnini della Romagna hanno fatto il resto e, invece di gioire delle sfortune della concorrenza, hanno messo a disposizione gli accessori da spiaggia necessari a sostituire quelli danneggiati. Et voilà: questa mattina i cinque lidi messi a terra dal tornado erano come nuovi. Uno sforzo sottolineato dall'assessore al Turismo Andrea Corsini, che invita i turisti a non disdire le prenotazioni: «Fate il contrario: venite qui a vivere l'ospitalità di questa terra, soprattutto dopo la dimostrazione di grande forza e unità di queste ore». Stagione estiva salva, dunque. Nonostante gli oltre 2.200 alberi caduti e una stima approssimativa di due milioni di danni. Anche la donna ricoverata in ospedale perché travolta da un albero sta meglio.

Altro capitolo nella Marche. Pure qui si contando i danni causati dalla due giorni di violenti nubifragi, passaggio obbligato per chiedere lo stato di emergenza. Sulla Riviera del Conero, dove la stagione estiva era appena decollata, ci sono cinque stabilimenti ancora fuori uso e il rischio è che gli operatori turistici non riescano a rimettersi in piedi in tempi brevi come accaduto nel Ravennate. Cessato allarme intanto a Pescara, dove una violentissima grandinata ha provocato ingenti danni e ferito una ventina di persone. L'ospedale rimane sotto osservazione. Le attività delle sale operatorie sono riprese, la farmacia è tornata operativa e anche le cucine. Fortunatamente le ricerche dei sub nei garage sotterranei completamente allagati hanno dato esito negativo. A Taranto, invece, dove il maltempo ha fatto cedere tre gru dell'ex Ilva, è stata individuata la cabina dove si dovrebbe trovare l'operaio disperso. Una tragedia che ha spinto gli operai a proclamare uno sciopero per protestare contro la pericolosità dell'impianto.