Romania, la piazza caccia il premier Ponta

Ieri Gezi Park, oggi Podgorica e Bucarest. Non solo per il rogo in una discoteca della capitale rumena, che ha fatto 32 morti e almeno 180 feriti, si è dimesso ieri il premier socialdemocratico Victor Ponta. Ma anche, o soprattutto, per il vento di protesta dei cittadini scesi in piazza contro corruzione e malaffare. Dopo il devastante incendio nella discoteca Colectiv (tra i feriti anche la 27enne studentessa italiana Tullia Ciotola), in 20mila hanno protestato contro l'esecutivo, accusandolo di incompetenza e corruzione. In molti vedono nell'incidente una vera e propria miccia in grado di far detonare un malessere diffuso contro governo e partito di maggioranza. I tre proprietari del locale infatti sono accusati di omicidio colposo per aver consentito la realizzazione di uno spettacolo di fuochi d'artificio durante il concerto nella discoteca, senza le necessarie cautele di sicurezza: secondo i manifestanti, la plastica raffigurazione del mancato rispetto delle regole da parte di una minuscola oligarchia.

Nonostante sia il più giovane premier della storia rumena, il 43enne Ponta è visto come simbolo di un sistema vecchio e consumato. Esattamente un anno fa si era candidato alla presidenza della Repubblica contro il Klaus Iohannis, membro del Partito nazionale liberale: vinse al primo turno. Ma a fare scalpore furono i presunti brogli sul voto dei rumeni all'estero. Quattro mesi fa è stato incriminato per corruzione. È accusato di falso, frode fiscale e riciclaggio durante gli anni di professione forense oltre a conflitti di interesse nell'esercizio delle funzioni di governo. I pm lo sospettano di aver creato fondi neri sui contratti fittizi per lavori mai svolti dal suo socio e avvocato Dan Sova. Primo ministro dal maggio 2012, è stato al centro di accuse di plagio in occasione della sua tesi di dottorato, copiata da uno studente di Catania. Quando era procuratore generale della Corte di Giustizia fu invischiato nel caso Panait, dal nome del pm deceduto nel 2002 quando fece un volo dalla finestra del terzo piano della sua abitazione.

Ponta lascia la testa del governo e a sostituirlo potrebbe essere il suo ex numero due al partito, Liviu Dragnea, meno compromesso con la giustizia. Secondo la Costituzione il nuovo governo deve essere formato dal partito con più seggi in Parlamento, ovvero i socialdemocratici, con i partner dell'Unpr. Se per due volte non vi dovesse riuscire, allora si andrebbe ad elezioni anticipate ma tutto lascia intendere che si troverà un accordo su un nome di garanzia. Alle urne si andrà l'anno prossimo e già scalda i motori il 48enne liberale Catalin Marian Predoiu, primo ministro ad interim della Romania dal 6 febbraio al 9 febbraio 2012, a seguito delle dimissioni di Emil Boc. Scossi i mercati, con la valuta locale che perde lo 0,3% sull'euro, il livello più basso dallo scorso agosto.