Hanno ucciso pure le risate

Qualche lettore avrà forse visto che sono stato invitato da Renzo Arbore alla celebrazione sullo schermo dei trent'anni di Indietro tutta nei panni di un delirante Magnifico Rettore. Lo spettacolo, malgrado la mia presenza, ha sfondato indici d'ascolto mai visti in vent'anni. Per me è stato divertente ma anche deprimente scoprire che gli italiani oggi sono disorientati di fronte al diritto di ridere e deridere senza eseguire le istruzioni di una cabina di comando. La separazione di fatto tra politica e società ha narcotizzato la comicità non militarizzata dal conformismo di Stato. Chi è nato quando finì Indietro tutta vorrebbe riconquistare quel diritto a ridere da persona libera, ma da cinque anni una bonaccia mefitica si è appiccicata all'umore degli italiani corrodendolo. L'umorismo si nutre invece divorando il conformismo. Per questo motivo la satira rappresenta la misura dell'indipendenza del singolo individuo. Il confronto fra ieri e oggi mostra un elettroencefalogramma collettivo tendente al piatto con rari sussulti. Per quattro serate ho poi discusso con il pubblico del teatro romano Brancaccino, indossando stavolta i panni del commediante che rifiuta di piegarsi alla dittatura della banalità. I giovani applaudivano perché chiedono di essere liberati, prima di tutto, dal decrepito nuovismo autoritario di rottamatori e pentastelluti tristi, pronti a confiscare qualsiasi patrimonio, compreso quello della libertà di ridere senza seguire le istruzioni.

Commenti

Luigi Farinelli

Sab, 30/12/2017 - 10:47

E' un mio giudizio personale ma credo che il massimo che la RAI abbia raggiunto in fatto di livelli di umorismo raffinato e liberatorio, irresistibile e colto, affastellando trasmissioni radio e tv, sia stato "Alto Gradimento": trenta minuti di godimento puro, di astrazione completa da problemi e tristezze assieme agli indimenticabili personaggi proposti con scene a puntate: Catenacci ("El Duce de qua, el Duce de là...), il Colonnello Buttiglione al telefono: "Stai sull'attenti?", il professore etnologo, il pecoraio "Peguri?" reclamante la sua pecora sottrattagli, il paranoico "Perché non ssei venutta? Telo dico io perché non sei venutta...!" e moltissimi altri. Tutto oggi seppellito dal mefitico politicamente corretto che infetta pure i programmi di intrattenimento.

VittorioMar

Sab, 30/12/2017 - 11:42

..E' L'UNICO VERO GRANDE ARTISTA ITALIANO DI QUALITA' IN CIRCOLAZIONE !!..GLI ALTRI SONO SOLO ."MESTIERANTI"!!!

fifaus

Sab, 30/12/2017 - 12:14

Bandiera gialla!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 30/12/2017 - 12:20

Oggi non esiste più il cabaret alla Cochi e Renato o gli irresistibili ammiccamenti e smorfie di Troisi. E' significativo che oggi si rida solo secondo lo stile 'Anno zoro', alias Diego Bianchi: una pattuglia di saltimbanchi col ghigno stampato che si 'carica' di quella che chiamano 'satira', ma che somiglia ad uno 'sfottò' da caserma, ben organizzato, vagamente goliardico e davvero truce! Rigorosamente progressista DOC!

uberalles

Sab, 30/12/2017 - 12:30

Grandissimo Renzo Arbore: ricordo con nostalgia che le serate con "Quelli della Notte" e "Indietro tutta" erano attese con trepidazione...Altri tempi, per non parlare di "Alto Gradimento", una trasmissione innovativa che, secondo me, ha dato origine alle emittenti private. Troppo grande!!

sparviero51

Sab, 30/12/2017 - 18:02

ORMAI ...." NON CI RESTA CHE PIANGERE " !!!

Trinky

Sab, 30/12/2017 - 19:53

Il generale Damigiani, Pallottino dell'onda pirata 2323 (mitico il suo "e intanto loro magnano"), Scarpantibus, il professor Aristogitone (30 anni duro lavoro lavoro tra queste mura scolastiche), la Sgarambona, il dottor Marsala... e tanti altri! Adesso più che parolacce e allusioni al sesso non si ascolta... ! Nostalgia canaglia....

osco-

Sab, 30/12/2017 - 21:58

Arbore grande artista e gran signore, non per niente è meridionale abbeveratosi alla cultura della napoletanità.

Ritratto di Giano

Anonimo (non verificato)

Happy1937

Sab, 30/12/2017 - 23:01

Pienamente d’accordo con Arbore.

Popi46

Dom, 31/12/2017 - 06:45

Ormai lo "share"in TV si impenna solo nella messa in onda dei successi trascorsi, tutto il resto è noia....

me.so.rotto....

Dom, 31/12/2017 - 08:25

E il professor Marcellini? E le ballerine "coccode`"?

Ritratto di Elvissso

Elvissso

Dom, 31/12/2017 - 12:46

Ora c'è solo un magna magna,poi c'è fazio...che tristezza.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 31/12/2017 - 12:47

2- Umorismo, comicità, satira? Una volta c’era il Derby di Milano. Poi arrivò Zelig in TV, passerella di comici abbastanza noti e bravi. Visto che funzionava, inventarono un altro programma, Colorado, dove finivano quelli meno bravi, gli scarti di Zelig. Quelli ancora meno bravi, gli scarti di Colorado, li sistemarono a Made in sud (un programma tragicomico in stretto gergo napoletano comprensibile solo nei quartieri spagnoli). Pensavo di aver visto il peggio. Invece si inventarono un talent comico su La7, “Eccezionale veramente”, raccattando impresentabili battutari da bar sport e animatori turistici di terz’ordine, al cui confronto la Corrida “dilettanti allo sbaraglio” era l’università dello spettacolo. Pensai che avessero toccato il fondo; il massimo della stupidità. Mi sbagliavo; non avevo ancora visto l’ultima edizione di Colorado, su Italia 1, presentato da Paolo Ruffini. E non è detta l’ultima parola, perché non c’è limite al peggio.

frabelli1

Mar, 02/01/2018 - 15:52

Com'è vero. Oggi si deve stare attenti perché sì è fascisti, omofobi, razzisti, antifemministi e cos'altro ora non mi viene in mente. Invece siamo malati.... gravi, molto gravi di incapacità di ridere anche di noi stessi.

baio57

Mar, 02/01/2018 - 15:54

"...volante uno a volante due .....c'è un toro su un cornicione in via Nomentana...." "...e come c'è salito ? " "..con l'ascensore..."

Marcolux

Mar, 02/01/2018 - 16:57

Le uniche trasmissioni RAI che rimpiango sono: Indietro tutta, Alto gradimento e Quelli della notte. Genialità semplice, comicità soft e nuova, mai volgare. Arbore è stato in questo il grande antesignano. Unico e irripetibile, e non m'interessa se era di sinistra. Se vuoi lavorare in RAI, o sei comunista o non entri neanche a far le pulizie!