Rottamazione con il trucco: niente gare per chi condona

Escluse dagli appalti le imprese che scontano le cartelle I consulenti del lavoro si appellano a Equitalia e Inps

La rottamazione delle cartelle esattoriali rischia di fallire. A lanciare l'allarme è stato il consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del Lavoro. Il vicepresidente, Vincenzo Silvestri, ha preso carta e penna e ha scritto all'amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, e al direttore generale dell'Inps, Gabriella Di Michele, chiedendo opportune modifiche alle normative per la definizione agevolata dei ruoli (cioè delle cartelle).

La colpa è tutta del «Durc», il documento unico di regolarità contributiva, ossia il certificato che attesta la posizione regolare di un'impresa nel versamento di contributi previdenziali e assistenziali. Ebbene, denunciano i consulenti del lavoro, «per un mancato raccordo fra la normativa fiscale e quella previdenziale, infatti, le aziende che hanno debiti previdenziali anche di modesta entità potrebbero decidere di non aderire alla sanatoria». Il motivo è presto detto: l'adesione alla rottamazione blocca il rilascio del Durc da parte dell'Inps e dell'Inail e perciò rende impossibile partecipare agli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi.

Le imprese che non stanno rateizzando i propri debiti fiscali con Equitalia e pensano di accedere alla rottamazione, dovranno aspettare il via libera dell'agente della riscossione al nuovo piano di rateazione. Nel frattempo, però, vedranno decadere il rinnovo del Durc. «Questo intreccio - sottolinea Silvestri nella missiva - provocherà la paradossale situazione, per coloro che accederanno alla rottamazione dei ruoli, di risultare non in linea con i pagamenti presso il concessionario». In questo modo, coloro che avranno urgenza di chiudere contratti con la pubblica amministrazione si troveranno costretti a rateizzare per non essere esclusi dalle gare d'appalto, sebbene le rate siano più onerose in quanto non prevedono sconti su more e sanzioni.

La richiesta dei Consulenti del lavoro è formalizzata direttamente all'Inps e all'Inail: l'aggiornamento delle procedure informatiche potrebbe far sì che l'ok all'istanza di rottamazione da parte di Equitalia equivalga a un primo pagamento della cartella. Il decreto fiscale contenente la sanatoria prevede che le istanze di rottamazione siano presentate entro il 31 marzo. Equitalia ha due mesi di tempo (fino al 31 maggio) per rispondere al contribuente sull'accettazione o meno dell'istanza. In caso positivo, alla risposta sono allegati i bollettini precompilati per il pagamento delle rate che partiranno dal prossimo luglio. La normativa sul Durc, però, non è coordinata con la rottamazione e impone alle amministrazioni di rilasciare il certificato se e solo se i pagamenti sono in regola, circostanza impossibile per chi sta cercando di aderire alla sanatoria. Di qui la sollecitazione dei Consulenti del lavoro. Per alleviare le imprese, vittime della trappola burocratica.

Commenti

Martinico

Mar, 07/02/2017 - 09:50

Troppe regole, troppa burocrazia. Stanno affossando l'intero sistema. Tra poco saremo costretti a fare come gli immigrati. Vogliono portarci a salire sui "barconi" e andarcene.