Il sacerdote con "l'odore delle pecore"

Il pontefice usa un linguaggio poco ortodosso. Ecco gli interventi più discussi

Roma Dal Papa venuto «dalla fine del mondo» fino alla «chiesa ospedale da campo». Francesco, che oggi compie 80 anni, ha portato nella chiesa universale un nuovo linguaggio talvolta anche fuori dalle righe. Rimarrà celebre la frase del giorno della sua elezione, il 13 marzo 2013: «Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo (il Papa, ndr) quasi dalla fine del mondo, ma siamo qui». E fa sorprendere come ogni domenica, al termine dell'Angelus, affacciandosi da piazza San Pietro, saluti i fedeli augurando «buon pranzo». È un linguaggio colloquiale, un linguaggio non ingessato, un fraseggio vicino alla gente comune, che ben si addice a questo Papa che vuole essere più un sacerdote «con l'odore delle pecore» e che ama definirsi vescovo di Roma, prima ancora che Pontefice.

Jorge Mario Bergoglio non ama essere festeggiato, non sembra soffrire granché il peso dell'età. Francesco è un Papa che, in questi tre anni di pontificato, ha fatto del linguaggio il suo principale strumento di comunicazione, per arrivare a tutti. Anche per affrontare temi delicati, come quello dell'omosessualità o del gender. «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà aveva detto nel luglio 2013 nel volo di ritorno da Rio de Janeiro chi sono io per giudicarla?». E ancora: «La teoria del gender è una guerra mondiale aveva condannato di ritorno dalla Georgia accolgo omosessuali e trans, ma il gender a scuola è una cattiveria, che è contro le cose naturali. Una cosa è la persona che ha questa tendenza o anche che cambia sesso. Un'altra è fare insegnamenti nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità: la teoria del gender è una colonizzazione ideologica».

Ha creato dibattito anche la frase del pontefice gesuita sulla «paternità responsabile». «Significa che si devono fare figli, ma non come i conigli», diceva nel gennaio 2015, rispondendo a una domanda sull'Enciclica «Humanae vitae» di Paolo VI che proibì la contraccezione. Usa parole forti, Papa Francesco, anche quando deve condannare gli attentati di Parigi nel novembre del 2015. «Se uno mi offende la madre, rispondo dandogli un pugno». Tante, invece, le frasi su come deve essere la chiesa secondo Francesco: «Una chiesa povera per i poveri», «Una chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria», «Io vedo la chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia: è inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti».

Duro Bergoglio anche sul tema della pedofilia. «Il prete deve portare il bambino alla santità. E invece lui lo abusa. È come fare una messa nera». Parlando invece del suo rapporto con Benedetto XVI, il Papa scherza: «Abita in Vaticano e a chi mi chiede se mi ingombra o mi rema contro, io rispondo di no, perché è come avere il nonno saggio in casa».

E recentemente, in una delle ultime sue interviste ha svelato: «Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve, 4-5 anni. È una sensazione un po' vaga, mi sento come se il Signore mi ha messo qui per poco tempo».

Commenti

killkoms

Sab, 17/12/2016 - 12:37

ha anche fatto inviti a casa d'altri!

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 18/12/2016 - 00:20

Un Papa non deve usare un linguaggio colloquiale, da gente comune, per il semplice fatto che non è una persona comune; è il Papa. E deve parlare da Papa, non da peracottaro di borgata. La forma è sostanza ed il linguaggio, l’aspetto, l’abbigliamento, il comportamento devono essere consoni al ruolo ricoperto. Non può dire “Chi sono io per giudicare?”. Sei il Papa, ecco chi sei; sei la guida spirituale e come tale non solo hai il diritto di giudicare, ma hai il dovere di essere faro e riferimento morale per la Chiesa. Non puoi assumere atteggiamenti falsamente umili da sguattero. Non puoi fare ciò che fanno le persone comuni. Non puoi andare in utilitaria dall’ottico di Piazza del popolo a cambiare le lenti, come un qualunque coatto di periferia. Non puoi farlo perché non sei una persona qualunque, sei il Papa. Memento: “Quod licet Iovi non licet bovi”. E viceversa.