Sala, archiviata l'accusa di turbativa d'asta. Resta quella di falso

Il gup di Milano Giovanna Campanile ha archiviato l'accusa di turbativa d'asta nei confronti del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nell'ambito dell'inchiesta sulla Piastra dei Servizi di Expo. Ancora in piedi l'accusa di falso

Altro sospiro di sollievo in pochi mesi per Giuseppe Sala. Il gup di Milano, Giovanna Campanile, ha archiviato l'accusa di turbativa d'asta nei confronti del sindaco di Milano maturata nel giugno 2017 nell'ambito dell'inchiesta sulla "Piastra" dei Servizi di Expo. Il giudice ha accolto la richiesta formulata nei mesi scorsi dalla Procura Generale che era stata contestata all'attuale primo cittadino nelle vesti di Commissario straordinario di Expo. Sala era già stato prosciolto dallo stesso gup Campanile per l'accusa di abuso d'ufficio (i pg hanno presentato ricorso in appello), ma il sindaco resta a processo per falso.

Non c'è stata nessuna turbativa d'asta. Questo il motivo che ha indotto il gup di Milano, Giovanna Campanile, ad archiviare le accuse nei confronti del sindaco di Milano risalenti al periodo in cui Sala ricopriva l'incarico di Commissario straordinario di Expo. Su Sala gravava il sospetto di avere favorito una ditta amica nell'assegnazione di un appalto per il verde della cosiddetta "Piastra", seimila alberi per il sito di Rho Pero la cui fornitura era stata disposta con affidamento diretto. Insieme a Sala erano indagati anche l'ex manager di Ilspa Pierpaolo Perez, l'ex dg Ilspa Antonio Rognoni e Carlo Chiesa, ex responsabile unico del procedimento Piastra. Lo "scorporo" della fornitura delle "essenze arboree" - scrive il gup Campanile nel provvedimento - "è stato utilizzato per rientrare nell'importo complessivo dell'appalto", senza che "questo possa costituire in alcun modo turbativa".

Ma i guai giudiziari di Sala non sono ancora finiti. Il sindaco resta a processo per falso, accusa che riguarda la presunta retrodatazione di due verbali per la nomina dei Commissari sempre relativa all'appalto per la "Piastra", il più ricco di Expo. L'accusa di falso materiale e ideologico nei confronti di Sala è dovuta alla presunta retrodatazione del documento di nomina di due commissari Expo, compiuta per guadagnare tempo prezioso nella procedura di gara per la "Piastra" che altrimenti avrebbe potuto sforare i tempi previsti per la realizzazione, pregiudicando in questo modo lo svolgimento dell'esposizione.

Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Ven, 05/10/2018 - 18:50

Resta quella di falso..tranquilli,una toga rossa archivierà tutto!