Salvini a casa della Segre con la figlia

Il leader della Lega e la senatrice faccia a faccia. Ma è scontro con l'Anpi

Fabrizio Boschi

Per tutti quelli che pensano che Matteo Salvini sia un soggetto pericoloso e un istigatore di odio, eccoci qua. Il segretario della Lega, nei giorni scorsi, aveva espresso la volontà di incontrare la senatrice a vita Liliana Segre ed era tornato sulle polemiche per l'astensione del centrodestra in Senato, durante il voto per l'istituzione di una commissione di inchiesta sull'antisemitismo, l'odio e la violenza: «Se ci si fosse limitati all'antisemitismo non avrei avuto problemi - aveva detto - Le commissioni etiche le lascio all'Unione Sovietica». E sulla senatrice aveva aggiunto: Ma Liliana Segre è una persona che merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima un incontro». La Segre aveva risposto che «lo incontrerò, certo, perché non dovrei? Se lui mi vuole incontrare, perché no? Se io non odio, perché non dovrei aprire la porta?». E, infatti, l'ha aperta. Il segretario della Lega, accompagnato solamente dalla figlia, ha incontrato la senatrice a casa di quest'ultima a Milano, verso le 17 di ieri: il faccia a faccia si è tenuto nel massimo riserbo e il Tgr Lombardia per primo ne ha dato notizia.

Commentando la decisione di concedere la scorta alla Segre, dopo le minacce ricevute sui social, l'altro ieri, Salvini aveva preso le sue difese, specificando però: «Anche io ricevo minacce ogni giorno. Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime».

Ma per l'Anpi evidentemente non è così visto che ieri ha scatenato l'ennesima polemica ideologica. Il leader della Lega ha intenzione di andare domani a Sant'Arcangelo di Romagna, per la festa di San Martino. Il contesto è quello dell'infiammata campagna elettorale in Emilia-Romagna, dove la candidata Lucia Borgonzoni è in corsa per le Regionali di gennaio. E l'Anpi pretende di bloccare la visita, perché «un po' ci inquieta, non fosse altro per la confusione poco compatibile con la passeggiata di personalità che girano con la scorta e per le inevitabili resse di ammiratori e non che si potrebbero creare», spiega la presidente della sezione di Rimini, Giusi Del Vecchio. La replica di Salvini agli ex partigiani arriva subito: «Se ritengo di andare alla fiera di San Martino è mio diritto, come qualsiasi altro cittadino, se siamo in democrazia». Sarà anche lui quello pericoloso ma di fatto quello che riceve da mesi, insulti, minacce e attacchi continui è proprio il leader della Lega. Proprio ieri mattina ha rischiato di essere aggredito a Napoli da un contestatore di sinistra. E poi è andato ad incontrare l'ultima memoria storica della Shoah. Ma per l'Anpi tutte queste cose non contano.