Salvini e assessore Lega minacciati di morte: "No paura nuove Br"

A Genova, nel centro storico, comparse alcune scritte contro Salvini e l'assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino: "Fascista, sei il secondo della lista". Lui risponde su Facebook: "Nessuna paura delle nuove Brigate Rosse"

"Salvini m...a" - "Garassino fascista, sei il secondo della lista". Sono le frasi che una mano anonima ha vergato la notte scorsa in salita San Siro, nel centro storico di Genova. È stato lo stesso Garassino, assessore comunale alla sicurezza, a denunciarlo con un post pubblicato su Facebook. "Noi andiamo avanti senza paura, le brigate rosse sono state sconfitte prima dallo stato e poi dalla storia proprio da quelle masse popolari che ora sono con noi", ha scritto l'esponente leghista, sommerso da una valanga di messaggi di solidarietà provenienti da militanti leghisti, politici di destra, sinistra e semplici cittadini.

La notte scorsa, Genova è come ripiombata negli anni Settanta, quando le Brigate Rosse minacciavano, rapivano e uccidevano rappresentanti dello Stato: politici, commissari di polizia, giudici e sindacalisti. In pieno centro storico, sono comparse alcune scritte di minaccia di morte nei confronti del segretario della Lega, Matteo Salvini, e di Stefano Garassino, assessore comunale alla sicurezza soprannominato "sceriffo" dai suoi detrattori per la lotta portata avanti contro ogni forma di abuso e illegalità sul territorio genovese.

È stato lo stesso Garassino a diffondere sui social network le foto delle minacce rivolte a lui e al segretario leghista, liquidando l'accaduto con queste parole: "La democrazia di certi personaggi ...minacce di morte a me e al ns ministro e capitano Matteo Salvini..... noi andiamo avanti senza paura le brigate rosse sono state sconfitte prima dallo stato e poi dalla storia proprio da quelle masse popolari che ora sono con noi". Immediata e totale vicinanza è stata espressa da colleghi e semplici cittadini.

Di recente, Garassino è stato al centro delle polemiche per una frase infelice detta in consiglio comunale. Qualche giorno prima della manifestazione antifascista del 30 giugno - che si svolge ogni anno a Genova dal 1960, quando i "camalli" del porto scesero in strada per protestare contro l'organizzazione in un hotel cittadino del congresso dell'allora Movimento Sociale Italiano - Garassino aveva invitato pubblicamente la Cgil ad allontanare dal corteo le "zecche" dei centri sociali. Non è da escludere che le minacce della notte scorsa siano riconducibili alle dichiarazioni dell'assessore. Sulla vicenda indaga la digos.