Salvini mette fuorigioco la nazionale padana

Stop ai finanziamenti alla squadra, ultima eredità dell'era Bossi: "Una pirlata"

Bei tempi quando la «Nazionale» di calcio della Padania spezzava le reni alla squadra del Darfur, battendola 20 (venti) a 0 (zero). Per la Coppa del Mondo degli Stati Indipendentisti e Irredentisti (o giù di lì), il glorioso team di frombolieri ispirato alla migliore tradizione del soccer celtico (ma finanziato in toto dalla Lega Nord) era volato fino in Lapponia per mietere successi entrati nella storia contro formazioni di indiscusso valore come Occitania, Due Sicilie, Kurdistan, Sudtirol, Tibet, Costa Azzurra, Provenza e, soprattutto, Ossezia del Sud. A bordo campo il Trota (uomo-immagine del club che poteva vantare anche la presenza in campo del fratello scarso di Balotelli) era collegato in diretta telefonica con papà Bossi che tutto voleva sapere della singolar tenzone. E pare che il Senatur , saputo della sconfitta (2 a 1) con la blasonata Contea di Nizza, fosse andato su tutte le furie: «Se non vinciamo il “Mondiale”, addio soldi dal partito». Poi il vecchio Umberto e il giovane Trota hanno fatto la fine che sappiamo, e ora, a stringere definitivamente i cordoni della borsa ci sta pensando Matteo Salvini.

Lui - da leader neo «carismatico» - non ha certo bisogno del traino pubblicitario della Nazionale Padana, liquidata infatti con espressione tipicamente lumbard ( « Roba da pirla, se la facciano loro !») qualche giorno fa a Radio Padania . Idem per la «mitica» Miss Padania, un concorso che per anni ha messo in passerella la presunta Grande Bellezza Padana, affidando la presentazione dell'«evento» a personaggi di prestigio come Emilio Fede. In prima fila e tra i giurati tutto il meglio dell' intellighentia padana con in bocca il sigaro e in mano la paletta dei voti per le sculettanti concorrenti.

Anche su questo fronte, il moderno spadone di Alberto Salvini da Giussano ha tagliato di brutto: niente più soldi gettati per far fare passerella alle aspiranti miss, ma soprattutto ad aspiranti personaggi in vena di salire sul carroccio dei vincitori.

Ma ora che il carroccio è tornato a filare come una carrozza-turbo, Salvini ci tiene a marcare la differenza con l' ancien régime del cerchio magico bossiano; che però lui, Salvini, di quello stesso ancien régime sia una diretta emanazione è una constatazione che a Matteo no fa certo piacere. Una realtà scomoda che, paradossalmente, rafforza in Salvini la determinazione nello sconfessare tutti i baracconi dell'epoca bossiana, folclorizzata anche con i colori di manifestazioni improbabili come il Rally Padano, il Giro Ciclistico Padano, il Raduno di Moto e Auto Storiche Padane, il Gran Festival della Canzone Padana e la Mostra dell'Arte Padana.

A tutto questo caravanserraglio Salvini adesso ha detto basta. Stop anche ai gadget che tanto andavano forte ai raduni sui prati di Pontida e alle foci del Po per il sacro rito dell'ampolla. Ma quello è ormai il passato.

Il futuro? Nelle felpe di Salvini. E nella sua maglietta col simbolo della ruspa. Per ripianare le buche (e i buchi) lasciati dall'era bossiana.