Salvini prepara la "battaglia della vita" in Umbria

Per il leader della Lega il voto di ottobre è lo spartiacque tra rivincita e isolamento

È il voto in Umbria, insieme al referendum elettorale, la priorità di Matteo Salvini in questo momento che rimane critico, nonostante l'esito delle Europee e i sondaggi sembrino dare regione alla Lega. Per il segretario i risultati delle regionali del 27 ottobre sono di fondamentale importanza. Sarà quello il primo, vero test dopo l'addio al governo gialloverde e la crisi conclusasi in modo totalmente diverso dalle attese: «l'inciucio» tra Pd e M5s, come continua a definirlo Salvini, e non le elezioni politiche sulle quali lui aveva scommesso tutto.

Ancora ieri, nel pieno del dibattito assai acceso sul futuro del centrodestra, i suoi obiettivi polemici sono rimasti il governo Conte e il presidente della Repubblica: «Anche oggi il governo abusivo litiga su nuove tasse, nuovi tagli e nuove poltrone. Presidente Mattarella, non sarebbe stato più giusto, democratico e rispettoso far votare gli italiani?». Poi, per mantenere alta la visibilità pop, si è concesso alla prima serata di Barbara D'Urso su Canale 5 con Asia Argento e Alba Parietti.

Ma al di là dell'immagine, per Salvini vincere o perdere in Umbria è la vera questione di vita o di morte per testare oggi la forza elettorale leghista oltre i confini del Nord Italia, e per comprendere se davvero regge contro l'urto dell'alleanza tra il Pd e i grillini. Salvini ha scaricato anche Luigi Di Maio, che pure durante le consultazioni al Quirinale aveva continuato a proporre come presidente del consiglio. Se dovesse vincere l'inedita accoppiata giallorossa, «il governo ne uscirebbe legittimato», è il ragionamento che si fa ai vertici del Carroccio, e per il segretario leghista sarebbe uno stop del quale sarebbe impossibile non tenere conto.

A breve è previsto il tavolo con Forza Italia e Fratelli d'Italia sulle regionali in tutta Italia. Il leader leghista insiste sull'«allargare» verso qualcosa di diverso dall'antico centrodestra, «un fronte aperto» per vincere le sfide elettorali e non «un ritorno al passato» che ha escluso più volte. A meno di repentini cambi dell'ultima ora, trascorrerà a Roma solo la serata di oggi e domani mattina, tempo adatto all'incontro con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Per il resto, campagna elettorale e incontri in tutta Italia o «gazebate» per le firme contro il governo.

Per il resto prevale la scelta movimentista e quasi di guerriglia politica di Salvini. Toni alti. Dopo le accuse al presidente del consiglio, Giuseppe Conte («ha qualcosa da nascondere?»), particolarmente insidiose perché arrivano dall'ex ministro dell'Interno, i social dell'ex vicepremier hanno messo sotto attacco un'antileghista che a Padova, dopo un accesissimo scontro verbale, ha sputato in direzione del gazebo della Lega.

Salvini è tesissimo anche sul fronte referendario. Il maggioritario rimane per lui l'unico modo di far valere la forza da primo partito, se le elezioni lo confermassero tale. Con un sistema proporzionale, in un uno contro tutti, i rapporti di forze sarebbero ribaltati: non conta chi arriverà prima, ma quanto è ampia la compagnia con la quale taglierà il traguardo.

Commenti

lorenzovan

Lun, 23/09/2019 - 21:54

stile stalingrado?