Salvini rivede la scorta a Saviano. E lui: "Buffone e malavitoso"

Il vicepremier: "Si valuterà se rischia, non decido io". Lo scrittore: "I boss al suo comizio in Calabria". E la sinistra insorge sui social

Tra Salvini e Saviano la querelle va avanti da anni e già più volte il leader leghista aveva rinfacciato la scorta a spese dello Stato per le minacce ricevute in passato dallo scrittore napoletano («Saviano non fai paura alla camorra: basta scorta, fatti una vita a spese tue» fu uno dei tweet di Salvini) facendo capire di volerla togliere una volta arrivati al governo. Dette ora, però, da capo del Viminale, da cui dipendono le assegnazioni di scorte (tramite l'Ucis, Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale), le sue parole hanno un peso molto differente. Però Salvini tira dritto senza cambiare idea sulla protezione dell'autore di Gomorra: «Togliere la scorta a Saviano? Non sono io a decidere sulle scorte, ci sono organismi preposti, saranno le istituzioni competenti a valutare se corre qualche rischio anche perché mi sembra che passi molto tempo all'estero, quindi è giusto valutare come gli italiani spendono i soldi - ha risposto Salvini a RaiTre. «Però è l'ultimo dei miei problemi, continui a pontificare, io voglio combattere la mafia e la camorra davvero». Va detto che il giornalista aveva appena scaricato sul ministro l'ennesima serie di insulti: «crudele», «inumano», «incapace», «adolescente che usa parolacce al solo scopo di provocare», uno che sventola «proclami idioti» e usa «la stessa retorica del fascismo». Ma il fuoco è quotidiano, anche oltre i confini nazionali, come su Le Monde dove Saviano ha pubblicato una stroncatura del governo che - scrive sul quotidiano francese - «ha già causato troppo male». E anche nella replica sulla scorta, su Facebook, Saviano non è stato affatto tenero: «Buffone, pensi che abbia paura di te? Salvini è il ministro della malavita. È stato eletto in Calabria ed in un suo comizio a Rosarno in prima fila c'erano uomini della cosca Pesce. Lui non ha detto niente contro la 'ndrangheta dicendo che il problema era la baraccopoli. Non si ricorda dei legami fra Lega Nord e 'ndrangheta». Controreplica: «Gli insulti dei chiacchieroni Macron e Saviano non mi toccano, mi fanno forza. Io oggi sto lavorando per bloccare il traffico di clandestini nel Mediterraneo e per restituire agli italiani le ville sequestrate ai mafiosi. C'è chi parla, c'è chi fa».

Intanto, su Twitter si diffonde l'hashtag «IostoconSaviano», rilanciato anche dalla editrice Feltrinelli. «Alza la voce perché non sa di cosa parla, la tolga a me la scorta ma la lasci a Saviano» commenta il capogruppo Pd Graziano Delrio, e anche l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti si scaglia contro il suo successore al Viminale: «Le scorte non si assegnano né si tolgono in tv». Interviene anche l'ex magistrato antimafia Pietro Grasso, leader di Leu: «Salvini vuol far capire a Saviano di non criticarlo, di stare zitto, altrimenti può intervenire per lasciarlo senza protezione contro la camorra», e vuol far credere che «avere la scorta sia un privilegio e un costo, non una necessità che limita la libertà di chi è sotto protezione». Il sindacato dei giornalisti, la Fnsi, ritiene «inaccettabili e irresponsabili» le parole di Salvini. Rispunta fuori anche il Popolo viola, quello che scendeva in piazza contro i governi di centrodestra, col suo portavoce Mascia che organizza un flash-mob davanti a Montecitorio in difesa di Saviano.

Il ministro però spiega di non avere motivazioni personali contro il giornalista, ma di voler rivedere tutta la gestione delle scorte. «Non spetta a me questa scelta, dico solo che l'Italia ha il record europeo dei servizi di scorta e vigilanza» dice mentre visita la villa confiscata ai Casamonica. Scorta e vigilanza «non sono scelte in base alla simpatia o l'antipatia: ci sono organismi delegati». «Andremo a verificare tutti i servizi di vigilanza sono quasi 600 e occupano circa 2000 forze dell'ordine: molti di questi sono giustificati magari c'è qualcuno che potrebbe essere rivisto.. L'ultima cosa che mi interessa è Saviano, con tutto il rispetto».

Commenti

DemetraAtenaAngerona

Ven, 22/06/2018 - 09:07

Scrive Saviano: "Le parole pesano, e le parole del Ministro della Malavita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per 'ndrangheta, sono parole da mafioso. Le mafie minacciano. Salvini minaccia. Il 17 marzo, subito dopo le elezioni, Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Rosarno. Seduti, tra le prime file, c'erano uomini della cosca Bellocco e persone imparentate con i Pesce. E Salvini cosa fa? Dice questo: "Per cosa è conosciuta Rosarno? Per la baraccopoli". Perché il problema di Rosarno è la baraccopoli e non la 'ndrangheta. Matteo Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i Rom e poi me perché è a capo di un partito di ladri: quasi 50 milioni di euro di rimborsi elettorali rubati."***

DemetraAtenaAngerona

Ven, 22/06/2018 - 09:09

Ed è grave che Salvini faccia il Ministro degli Interni di tutti gli italiani con la spilla della Lega ( Alberto da Giussano) idem sarebbe per Di Maio ecc se lo facesse con la spilla del simbolo dei 5* idem per tutti quelli che lo hanno preceduto che non mi risulta l’abbiano fatto con il simbolo del proprio partito e se ce stato uguale condanna!!!***

Giovanmario

Ven, 22/06/2018 - 11:43

ma se veramente è così in pericolo.. dovrebbe avere la scorta pure a new york.. non credo che la camorra o i narcos messicani non riescano ad arrivare pure lì.. doppio buffone!!

Reip

Ven, 22/06/2018 - 16:31

Ma e’ normale che un cittadino qualunque come Saviano, anche se giornalista, abbia il diritto di insultare, minacciare, deridere e offendere pubblicamente in televisione un Ministro del suo Paese? Offendendo Salvini tra l’altro Saviano offende i milioni di italiani che hanno dato a Salvini, grazie a elezioni democratiche il mandato di portare avanti il suo programma!

Una-mattina-mi-...

Ven, 22/06/2018 - 20:47

LA SCORTA A SAVIANO PER IL PLAGIO? SAREBBE COME DARE RETTA A TOSCANI CHE METTE IL NOME SU FOTO CHE NON HA MAI FATTO...

opinel44

Sab, 23/06/2018 - 01:47

Non è una scoperta di oggi..... Questo Salvini è veramente un povero mentecatto oltre che Becco Consapevole e Bauscia impunito!

tonipier

Sab, 23/06/2018 - 16:41

" UNA PERSONA CREDIBILE NON SCENDE ALLA BASSEZZA MORALE" per favorire l'ultima organizzazione politica al mondo che continua a pensare con le categorie mentali del leninismo, dello stalinismo, del maoismo, del guevarismo, degli epigoni della involuzione del pensiero marxista-engelsiano, dell'anarchismo di Daniel Chon Bendit. I rifondatori del comunismo impersonano la più illogica e perversa delle utopie che possano infoltire menti smarrite ed in delirio, di chi non considera come i tempi nei quali viviamo siano radicalmente diversi da quelli caratterizzati dalle condizioni politiche e sociali che servirono da sottofondo alla teorizzazione del marxismo-engelsismo.