"San Francesco boccerebbe il reddito grillino"

L'economista contro il sussidio: "L'elemosina aiuta a sopravvivere, ma vivere è produrre"

Roma - «San Francesco avrebbe bocciato il reddito di cittadinanza». Il professor Stefano Zamagni, padre degli studi economici sul Terzo settore, l'aveva detto due anni fa, quando il sussidio grillino era solo una vaga proposta. Il fatto che lo confermi oggi che il reddito è un decreto con i navigator, centro per l'impiego e tutto l'armamentario che l'Italia aspetta di vedere in funzione, merita un'ulteriore riflessione.

Professore, l'eredità francescana, le teorie sul bene comune non sono estranee ai grillini.

«Al contrario, sono concetti che oggi sono sulla bocca di tutti. Ma vengono male interpretati».

In che senso?

«Per capirlo è bene ricordare che i francescani hanno dato un contributo fondamentale alla nascita dell'economia di mercato, dall'invenzione dei Monti di pietà agli studi di Bonaventura da Bagnoregio (uno dei padri dell'Ordine francescano, ndr) che già nel 1294 scriveva che la carità non può essere tutto nelle mani dello Stato. Lo stesso Francesco era un imprenditore come il padre».

Mi sta dicendo che san Francesco era un capitalista?

«Fu l'errore di Marx confondere capitalismo ed economia di mercato che, nella sua forma civile, dev'essere inclusiva, consentire la massima occupazione sia pure in forme differenziate, e tenere conto della libertà di esercitare l'umana spiritualità e relazionalità. A queste condizioni il mercato è un più potente ed efficace strumento per liberare gli uomini dalla miseria. Una libertà che per i francescani è salvezza».

Dunque Francesco «boccerebbe» il reddito di cittadinanza?

«Sì, il francescanesimo non ha mai favorito l'assistenzialismo nella sua forma paternalistica, sostenendo che l'elemosina aiuta a sopravvivere, ma non a vivere, perché vivere è produrre».

Il reddito grillino è elemosina?

«Certo, perché non aiuta le persone bisognose a sottrarsi alla loro condizione, a diventare produttive. I francescani userebbero quei soldi, che non sono pochi, per intervenire sul lato della produzione anziché su quella del consumo. Con il sussidio si tengono alti i consumi di chi ha bisogno, ma trascorso qualche anno, quando non si potrà più finanziarlo, quelle persone scenderanno in piazza disperate, perché trattate come bambini da viziare».

Ma il governo ha previsto anche un percorso di reimpiego

«Per ora quella è teoria, non un progetto. Un vero progetto definisce gli obiettivi, disegna il percorso per raggiungerli e traccia uno studio di fattibilità economico-finanziario che qui non vedo».

Eppure Grillo dice che il reddito serve anche perché il lavoro sparisce con la tecnologia

«Quando Gutemberg inventò la stampa tutti gli amanuensi rimasero disoccupati. Ma subito dopo nacquero i librai. Una metafora per dire che il vero investimento è capire finalmente la quarta rivoluzione industriale, cambiare il modo di insegnare e riconvertire il lavoro. E combattere le rendite come la burocrazia. Per David Ricardo il 15-16% del Pil era la quota massima di rendite sopportabili. In Italia siamo al 32%».