Stretta di mano in diretta televisiva. Pace fatta a Servizio Pubblico?

A una settimana dall'acceso dibattito tra Santoro e Travaglio, un segno di riappacificazione in studio durante l'ultima puntata

La lite tra Marco Travaglio e Michele Santoro, che aveva portato il vicedirettore del Fatto Quotidiano a lasciare lo studio di Servizio Pubblico, potrebbe essere acqua passata.

Una stretta di mano arrivata prima dell'editoriale di Travaglio, a mezz'ora dalla mezzanotte, nel corso dell'ultima puntata, potrebbe segnare un riavvicinamento tra i due. D'altronde a farlo intendere è stato anche il discorso con cui Santoro ha introdotto la serata, sulle note di "Caro amico ti scrivo" di Lucio Dalla.

Un riferimento a Travaglio? Soltanto indirettamente. Piuttosto un modo per ricordare la scelta di Santoro di portarlo in televisione con sé, perché "giornalista di razza, di talento", con cui far nascere "le trasmissioni criminali per cui fui cacciato per due anni da tutte le televisioni italiane". Di Travaglio, aggiunge Santoro, "feci il mio simbolo, la mia bandiera, il mio confine nei confronti del potere politico e della censura".

Almeno per ora il rischio di rottura sembra non ci sia. Se Travaglio rifletteva alcuni giorni fa se privare o meno "i telespettatori di quel piccolo spazio durante la trasmissione" e in un editoriale sul Fatto sulla scomparsa "del giornalismo come lo conosciamo tutti, nei talk show", ieri è tornato in studio per la puntata dedicata al tema dell'immigrazione.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 24/10/2014 - 12:42

la logica del profitto (ma non era un tabu per la sinistra???) porta a fare la pace anche con i nemici! ne vedremo di belle.... :-)

Ritratto di .vivalitaglia.

.vivalitaglia.

Ven, 24/10/2014 - 12:49

servizio pubico? ma c'è ancora chi lo guarda?

gioch

Ven, 24/10/2014 - 13:22

Mortimermouse- Giusto! Le stock options per l'entrata in Borsa fanno miracoli.

linoalo1

Ven, 24/10/2014 - 16:06

Deve essere proprio un obiettivo dei Comunisti,quello di interpretare una SCENEGGIATA,quando possibile!Adesso poi,è di moda!Vedi PD,Renzi e Sindacati!Un giorno,botte da orbi e,subito il giorno dopo,baci,abbracci e leccate!Il Rododentro!

gurgone giuseppe

Ven, 24/10/2014 - 16:26

Era una pagliacciata. L'hanno recitata per sollevare i miseri ascolti.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Ven, 24/10/2014 - 16:32

PER; ME POSSO CREPARE TUTTI É DUE!!!.

cronchi@ymail.com

Ven, 24/10/2014 - 17:18

A proposito di servizio pubblico, non tanto il programma dell’inaffondabile Michele Santoro quanto Mamma Rai, mi torna in mente la fiction dal titolo “La strada dritta” andata in onda su Rai1 in prima serata lunedì 20 e martedì 21 scorsi. Si trattava, come è noto, della rievocazione della costruzione dell’Autostrada del Sole nel cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione (ottobre 1964). Senza entrare nel merito del filmato, nel complesso ben fatto e ottimamente recitato, mi è parso che nessuno abbia rilevato l’involontaria ironia del titolo. Sono abbastanza avanti negli anni per ricordare bene gli eventi. In realtà l’autostrada doveva essere dritta attraversando la penisola da Milano a Napoli. Solo che in extremis intervenne Amintore Fanfani, all’epoca potente leader della Democrazia Cristiana nonché ripetutamente alla guida del governo, il quale fece cambiare il tracciato per avvicinarlo ad Arezzo, la sua provincia, creando così quella che venne chiamata “la curva Fanfani”. Altro che strada dritta! Già allora su tutto imperava il volere dei politici, non solo nazionali ma anche locali, come si è visto negli anni seguenti con l’apertura di caselli all’altezza di minuscoli centri abitati, il tutto per ragioni puramente elettorali e ovviamente a spese di noi contribuenti.