Scandalo hot per Trump "Putin può ricattarlo" Donald furioso: "Bufale"

Il presidente eletto sarebbe stato ripreso in un hotel a Mosca: «Atti sessuali perversi»

A poco più di una settimana dall'insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump viene investito da una bufera su presunte «informazioni personali e finanziarie compromettenti» in mano alla Russia. Si tratta di un'appendice del rapporto consegnato dalle agenzie di intelligence Usa al tycoon e a Barack Obama per dimostrare l'interferenza di Mosca, ordinata da Vladimir Putin, nelle elezioni presidenziali. Tre pagine dove i russi sostengono di essere in possesso di notizie scottanti - tra affari loschi e festini hard - sul presidente in pectore, spuntate nella notte in cui Obama saluta gli americani con il suo discorso di addio a Chicago. Non si sa quanto ci sia di vero nelle informazioni «bomba», raccolte non dagli 007 statunitensi ma da un ex agente dei servizi segreti britannici (giudicato «attendibile» dall'intelligence Usa), e sinora non confermate da nessuno.

Mentre Trump tuona che si tratta solo di fandonie e di una caccia alle streghe totalmente politica, BuzzFeed pubblica nella sua interezza la sintesi del rapporto, che parla di dettagli hot, a partire da «atti sessuali perversi», di cui sarebbe stato protagonista il tycoon. Secondo il dossier il re del mattone, durante una sua visita a Mosca nel 2013, avrebbe pernottato nella suite presidenziale del Ritz Carlton, la stessa usata da Barack e Michelle Obama in occasione di un viaggio ufficiale, e qui avrebbe incontrato alcune «prostitute» che si sarebbero esibite in golden showers, un atto sessuale che coinvolge l'urina. Nella stanza, si legge, erano state poste telecamere e microfoni, e i servizi segreti russi avrebbero sfruttato la «ben conosciuta ossessione di Trump per il sesso» per ottenere materiale compromettente su di lui. Ma non è tutto, perché il Cremlino avrebbe offerto al miliardario newyorkese «vari affari lucrativi per lo sviluppo immobiliare, soprattutto legati alla Coppa del Mondo 2018», che però «finora, per ragioni sconosciute, lui non ha accettato». Il governo di Mosca, sostengono le carte, avrebbe supportato e assistito Trump per almeno cinque anni, con il benestare del presidente Putin. Si parla poi di diversi incontri tra The Donald e i funzionari russi per discutere «questioni di reciproco interesse», come i presunti attacchi hacker ai democratici e a Hillary Clinton, su cui gli 007 del Cremlino avrebbero raccolto materiale compromettente.

«Fake news, notizie false», tuona il presidente eletto su Twitter in una raffica di messaggi. «Le agenzie di intelligence non dovrebbero permettere che notizie fasulle siano diffuse al pubblico. Viviamo nella Germania nazista? - scrive - La Russia non ha mai cercato di fare leva su di me. Io non ho niente a che fare con la Russia. Nessun accordo, nessun prestito, nulla». Poi attacca: «Ho vinto facilmente le elezioni e si è affermato un grande movimento, gli avversari corrotti cercano di screditare la nostra vittoria». Il tycoon è senza freni, e rincara la dose nel corso della conferenza stampa tenuta ieri mattina alla Trump Tower, la prima da quando è stato eletto lo scorso 8 novembre. «L'incontro con l'intelligence era confidenziale, è vergognoso che quelle informazioni siano state divulgate, sono stati i nostri oppositori». Quindi, assicura di non temere alcun ricatto da parte di Mosca: «Fuori dagli Stati Uniti ho sempre tenuto comportamenti ineccepibili». Trump spiega infatti di essere consapevole delle microspie e telecamere che possono essere piazzate nelle camere di albergo all'estero in Paesi come la Russia, e per questo è «sempre estremamente attento». Anche Mosca, tramite il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, smentisce la notizia sulle presunte informazioni di natura «volgare»: «No, il Cremlino non ha notizie compromettenti su Trump - chiosa -. È una bufala, un'assoluta montatura, una completa fesseria».

Intanto, a sorpresa, il neo Commander in Chief ammette di pensare che «dietro l'hackeraggio della campagna presidenziale americana ci sia la Russia». Putin «non avrebbe dovuto» hackerare gli Usa, e «credo che non lo farà più», dice rispondendo a una domanda, garantendo che quando tra qualche giorno sarà lui a guidare l'America, Mosca «rispetterà di più il nostro Paese».

Commenti

ohibò44

Gio, 12/01/2017 - 17:24

Pensate cosa sarebbe successo se ai tempi fi JFK ci fosse stato internet!