La scatola che (non) nasconde la vergogna dei «furbetti»

Al Comune di Boscotrecase 30 dipendenti indagati per assenteismo. Uno strisciava il badge coprendosi la testa

Simone Di Meo

Rischia di chiudere per mancanza di personale il Comune di Boscotrecase, nel Napoletano. Sui 60 dipendenti in servizio, 30 sono indagati per assenteismo. Di questi, sei sono finiti ai domiciliari mentre tredici sono gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria con contestuale sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per la durata di un anno; e quattro sospensioni dall'esercizio per 6 mesi. In totale, 23 misure cautelari firmate dal gip di Torre Annunziata.

«Ci ritroviamo con quattro uffici chiusi», commenta il sindaco Pietro Carotenuto. In poco meno di due mesi, dal febbraio al marzo scorso, la Procura oplontina ha documentato oltre 200 casi. Il sistema classico dei «furbetti del cartellino» da questi parti ha assunto però una coloritura tutta particolare. Quando gli impiegati si sono accorti della presenza di una telecamera strategicamente piazzata dagli investigatori per inquadrare il lettore badge, i più intraprendenti hanno deciso di manometterla. In un caso, nel dubbio che potesse essere ancora funzionante o che addirittura potesse essere stata sostituita, un tizio si è infilato una scatola di cartone in testa e, così camuffato, ha tranquillamente «strisciato» per sé e per gli altri due colleghi. Il travestimento a nulla è servito perché gli inquirenti sono riusciti a identificarlo dall'abbigliamento. Per lui, è scattata la misura della detenzione casalinga.

Al mattino, negli uffici c'erano pochi, pochissimi addetti. Chi risultava in servizio, in realtà, era in giro in auto a fare commissioni oppure aiutava i figli al lavoro o, ancora, a fare la spesa. I carabinieri della vicina stazione di Trecase hanno verificato con fotografie e pedinamenti che i fannulloni erano soliti allontanarsi per diverse ore dal luogo di lavoro. Non una «toccata e fuga» ma un'assenza prolungata che metteva a repentaglio il funzionamento dei servizi municipali. In un caso, un dipendente è stato scoperto a Pompei a bere tranquillamente un caffè in un bar nei pressi degli Scavi.

«Sto facendo rientrare, laddove possibile, il personale dalle ferie afferma sconsolato il primo cittadino ma la situazione è davvero complessa. Ecco perché ho chiesto un incontro al prefetto per cercare di capire come continuare a far funzionare il Comune».

Tutti sono accusati di truffa aggravata ai danni di ente pubblico e false attestazioni in servizio. Tra oggi e domani ci saranno gli interrogatori degli indagati finiti agli arresti. Il rischio per loro, al di là del procedimento penale, è che scattino i licenziamenti sulla base della nuova normativa appena varata dal governo. Epilogo che il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, auspica a gran voce: «La Pubblica amministrazione afferma non ha bisogno di gente che danneggia anche quelli che vanno regolarmente al lavoro e che sono la maggioranza assoluta». Secondo l'esponente di centrosinistra, «al loro posto, si assumano subito giovani preparati, forse mille volte più di quelli che timbravano e andavano via, accelerando l'iter per la pubblicazione del bando di concorso e lo svolgimento delle prove».