Scende in campo BluLab: il volto giovane del centro-destra

Giovani e di centro-destra. Così si definiscono le ragazze e i ragazzi di BluLab: una nuova realtà che intende farsi strada nel panorama politico nostrano.

Con una conferenza stampa dal titolo "SiamoBluLab", l'associazione politico-culturale si è presentata giovedì 25 febbraio alla Camera dei Deputati. All'incontro con i giornalisti hanno preso parte i due fondatori, Mirko Giordani e Andrea Asole, e il giornalista de Il Tempo, Pietro de Leo, in qualità di moderatore.

"Gli obiettivi di Blu Lab sono molto chiari: mettere sotto lo stesso spazio associativo e politico ragazze e ragazzi che sentono di far parte della variegata galassia del centrodestra italiano - ha spiegato Mirko Giordani - Si rivolgono sia a giovani che già fanno attività politica sui territori con i partiti ma anche a ragazzi appassionati di politica che scrivono nei numerosissimi blog e riviste nate nella rete". "L’associazione fa riferimento a tutta l’area del centrodestra e vuole favorire un proficuo dialogo tra le differenti idee, con la possibilità di vivere momenti di formazione politica con professionisti, professori e politici attraverso schools", ha poi aggiunto.

Durante la conferenza stampa, i giovani di Blu Lab hanno inoltre dichiarato che al dialogo seguirà però una decisione: ci sarà un momento di partecipazione democratica in cui si deciderà quale sarà l’idea maggioritaria in Blu Lab. In tutto ciò, internet gioco un ruolo fondamentale: sia il sito web (www.associazioneblulab.it) che la pagina Facebook rappresentano un luogo di incontro e di scambio di opinioni, di cui i militanti 2.0 non possono fare a meno.

I ragazzi di Blu Lab poi hanno lanciato alcuni punti fermi da cui il centrodestra dovrebbe ripartire: difesa e allargamento dell'Occidente, giustizia più snella e Stato "amico". Inoltre, si sono soffermati su una più attenta analisi delle attuali scelte di campo del centro-destra: "Per quanto riguarda il discorso amministrative, i giovani di Blu Lab vedono bene l’accordo raggiunto su Milano, anche se per loro sarebbe stato il massimo poter avere una competizione aperta tra i candidati - ha affermato Andrea Asole - Quello che è successo a Roma invece andrebbe evitato nel futuro del centrodestra: se si fa fatica a decidere il candidato, lo strumento delle primarie potrebbe diventare un buon modo per uscirne".

Commenti

MEFEL68

Sab, 27/02/2016 - 10:37

Bella iniziativa che, se crescerà, verrà presto emarginata, anche con la violenza, come succede a Casapound.