Schiaffo dell'Eurogruppo alla Grecia: lista di riforme monca, niente soldi

AteneLista di «compiti» monca, tempi allungati per via dei tavoli tecnici che andranno coinvolti e rischio per Atene di non avere denari per far fronte a stipendi, pensioni e interessi. Sull'Eurogruppo di oggi, che dovrà decidere se continuare a idratare «forzatamente» la Grecia, non pesano solo la chiusura della Bce sul Qe, ma soprattutto le parole del presidente Jeroen Dijsselbloem: «Lista delle riforme incompleta, per essere attuata richiederà tempi lunghi». Risultato: nessun assegno sarà staccato verso Atene a marzo. Un vertice, quello di oggi, segnato dall'ilarità provocata dalla proposta di assoldare casalinghe e studenti come finanzieri e dal plateale scontro andato in scena qualche giorno fa tra Dijsselbloem e il ministro Yanis Varoufakis (non si parlano più).

Quest'ultimo si era impegnato, nella lettera di intenti, a modificare l'Iva e le esenzioni, rafforzando il legame tra contributi e prestazioni e continuando nelle privatizzazioni. La vecchia Troika (chiamata ora Istituzioni) avrebbe dovuto vidimare tutti i passaggi come prerequisito ai finanziamenti: ciò che ieri ha già iniziato a fare esprimendo i primi dubbi. E mentre un portavoce del governo si affretta a correggere l'uscita da Venezia di Varoufakis sull'ipotesi referendum («sulle misure per uscire dalla crisi e non sull'euro»), è ancora il fronte politico interno a farsi instabile, con l'eurodeputato del Syriza, Dimitrios Papadimoulism, che attacca Alexis Tsipras.

Del governo dice che, o non è «cosciente dell'impatto causato da qualsiasi dichiarazione irresponsabile, superficiale e contraddittoria», del ministro, o rivela «una progettazione inesistente che porta la Grecia al disastro». Ieri, intanto, la sede di Syriza ad Atene è stata occupata da una quarantina di anarchici: chiedevano l'immediata abolizione del carcere duro.

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