Schianto, muore Buonanno il leghista degli show in Aula

Ha tamponato un'automobile ferma per un guasto, ferita la compagna. L'eurodeputato e sindaco di Borgosesia aveva 50 anni. La sinistra esulta sul web: «Un razzista in meno»

Ex venditore porta a porta della scopa «Pippo», ex operaio, iscritto a 16 anni al Msi in ammirazione di Almirante, diplomato ragioniere alternando la scuola alla bottega di materassaio del padre Ettore, così chiamato in onore di Ettore Petrolini, perchè il nonno, pugliese, attore girovago, era stato anche spalla del grande Petrolini. La vena teatrale l'aveva ereditata anche il nipote, Gianluca Buonanno, anche se di mestiere non ha fatto l'attore ma il politico: consigliere comunale (missino) a 24 anni, sindaco tre anni dopo (con una civica), e poi rieletto primo cittadino altre quattro volte tra Serravalle Sesia, Varallo e Borgosesia, suoi feudi incontrastati. Nel frattempo Buonanno era diventato anche parlamentare, con la Lega di Bossi («Umberto è come Cristoforo Colombo: gli davano di scemo, guardate cosa vi ha combinato!»), e poi ancora europarlamentare a Strasburgo, dove aveva portato tutto il repertorio scenografico già sperimentato a Roma - travestimenti, maschere, trombette, carta igienica - riadattato in versione antieuropea. A 50 anni la sua carriera politica già più che ventennale si spezza per un incidente stradale sulla A36, vicino a Varese (la compagna, con lui in auto, è ricoverata all'ospedale di Busto Arsizio). Dalle prime ricostruzioni sembra che l'auto di Buonanno abbia tamponato a forte velocità una macchina ferma per un guasto. Inutili i soccorsi, l'europarlamentare era già morto per le ferite riportate nell'impatto (le foto dell'auto accartocciata sul lato della strada fanno capire la violenza del colpo). Ai messaggi di condoglianza arrivati dalla politica (Lega, centrodestra, ma anche il premier Renzi, il Pd da Letta a Chiamparino fino alla Kyenge, la Boldrini, la delegazione M5S a Bruxelles) si aggiunge sui social network l'esultanza di chi fa festa per la scomparsa di Buonanno («Un razzista, omofobo in meno #buonanno»). Fa ironia anche un consigliere comunale di Sel, Alberto Amariti: «Chi di Pedemontana ferisce di pedemontana perisce». E agli utenti che gli contestano l'indelicatezza, il politico vendoliano replica: «Non ho mica detto che era un uomo di m***.... avrei potuto dirlo, ma non l'ho detto!». Al Parlamento Ue ora dovrebbe subentrare a Buonanno il leghista Angelo Ciocca, primo dei non eletti e attualmente consigliere regionale in Lombardia, in alternativa il ligure Francesco Bruzzone.

Sceriffo, provocatore, showman, futurista a sua insaputa, politicamente più che scorretto, scorrettissimo, al limite dell'oltraggio, spesso oltre. Eppure Buonanno, in epoca di carrieristi senza voti, ha scalato le tappe della politica - dal piccolo consiglio comunale al Parlamento - a suon di consensi, si può dire a furor di popolo. A Varallo, la seconda volta, è stato riconfermato con l'80,9%, un plebiscito; alle Politiche del 2001 si è presentato con una sua lista personale arrivando a raccogliere in un collegio il 23%, subito dietro Pdl e centrosinistra; e alle Europee nella circoscrizione Nord-ovest ha preso 27mila preferenze, leghista più votato dopo Salvini. Diceva di aver portato «la fantasia al potere», in una riedizione discutibile dello slogan sessantottino. La fantasia in effetti, non gli mancava. Da sindaco ha inventato l'«Assessorato alle Piccole Cose» («che sono più importanti di quelle grandi, perché se davanti a casa tua c'è un tombino malandato e non dormi la notte diventi pazzo»), ha distribuito Viagra gratis ai concittadini di Varallo, ha inventato i vigili di legno (quando seppe che Gheddafi in Libia aveva fatto la stessa cosa gli scrisse una lettera per chiedere come compensazione «lo sfruttamento per un anno di un pozzo di petrolio»), ha fatto il becchino comunale quando gli addetti del suo Comune si erano messi in malattia, ha stabilito che sotto al tergicristalli, insieme alla multa, ci fossero anche un buono per un caffè e un gratta e vinci. Ma è diventato un personaggio nazionale soprattutto con gli show. In Parlamento, dove ha sventolato branzini e si è presentato col burqa (alla plenaria Ue,), e in tv, dove è apparso armato di pistola per difendere la legittima difesa. L'ultimo suo messaggio su Facebook diceva: «Io amo tutti: alcuni amo averli attorno. Altri amo evitarli. Praticamente vivo di amore».