Scontro mortale sulla statale. Di notte la strage dei ragazzi

Una delle auto viaggiava contromano, i giovani erano sulla stessa vettura. Morto anche il secondo conducente

Tiziana Paolocci

Due auto accartocciate come fogli di lamiera dati alle fiamme. Una scena raccapricciante quella che si sono trovati davanti gli agenti della Polstrada di Bellano e Lecco e i vigili del fuoco di Morbegno chiamati domenica sera sulla Statale 38, in provincia di Sondrio, dove alle 22.30 un incidente, nel territorio di Cercino, ha portato via sei vite.

Incastrati tra le lamiere di una Fiat Panda c'erano i corpi di Jessica Capelli, 26 anni, del fidanzato Nicholas Forte, 20 anni, di Giada Zerboni, 33 anni, di Cristian Magaroli, 36 anni, tutti di Tirano (Sondrio) e di Simone Silvagni, 42 anni, di Bologna. Morto in quel che restava di una Fiat 500 c'era invece Andrea Gilardoni, 52 anni, di Como.

Si tratta dell'incidente più grave che gli abitanti della zona ricordino. La variante della Statale 38, inaugurata a fine ottobre e nata per eliminare l'imbuto di Morbegno, dove le auto restavano imbottigliate per ore tra i tir, aveva suscitato subito polemiche, perché dalle due corsie del tratto Colico-Cosio si passa improvvisamente a una, senza dar modo a chi è al volante di ridurre la velocità.

E lo scontro frontale domenica sera è avvenuto proprio tra la provinciale Valeriana e l'innesto della statale, all'altezza dello svincolo dove la strada diventa a corsia unica.

La dinamica ancora non è chiara e non si capisce se a effettuare l'accesso dello svincolo contromano sia stata Jessica Capelli o Andrea Gilardoni, che tornava da Livigno dove era stato a trovare la moglie. Ma per la Polstrada è certo che l'auto colpita dalla macchina contromano proveniva da Lecco e viaggiava verso il capoluogo della Valtellina. Gli investigatori non escludono che l'errore possa essere scaturito dalla segnaletica assente, o possa essere legato a un colpo di sonno, o all'assunzione di alcol o stupefacenti.

Sul posto sono giunte subito due ambulanze della Croce rossa e due auto mediche, ma quando i pompieri hanno domato il fuoco non restava altro da fare che estrarre i cadaveri dall'abitacolo delle auto.

Il prefetto di Sondrio, Giuseppe Mario Scalia, ieri ha espresso il suo dolore e chiesto ai sindaci della Valle il lutto cittadino. «Invito tutti i genitori della provincia di Sondrio ad abbracciare forte i propri figli, a stare loro vicini e a parlare della preziosità della vita», ha aggiunto.

Il sindaco Franco Spada, di Tirano, la comunità più colpita dalla strage, ha accolto l'invito e annunciato che sarà lutto cittadino nel giorno dei funerali dei quattro giovani concittadini.