Scosse senza tregua: ben 530. E 5mila sfollati

Lo sciame sismico semina distruzione. Danni per miliardi. E a Roma verifiche sulle scuole

Roma - Tra le Marche e l'Umbria la terra continua a tremare fino a sera. Nelle ultime 48 ore, oltre 530 scosse. E non sono tutte scosse lievi, tanto che poco prima delle otto ne arriva una di magnitudo 4.2, così forte che a Norcia interrompono la riunione operativa tra il commissario per la Ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e i sindaci dei paesi coinvolti nel terremoto. Tutti per strada anche loro mentre la terra trema. Lo sciame sismico, dunque, è incessante e non accenna a diminuire. Secondo le rilevazioni dell'Istituto nazionale di Geofisica, da ieri mattina alle 10,21 - quando è stata registrata la scossa più forte di magnitudo 4.4 con epicentro a cinque chilometri da Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata - le scosse sono state decine, a distanza più o meno di tre minuti l'una dall'altra. Qualche altro crollo, dunque. E un morto, un uomo di 73 anni deceduto la scorsa notte per un infarto a Tolentino, nel Maceratese, presumibilmente per lo choc provocato dal terremoto di mercoledì. È la prima vittima «indiretta» del sisma. I sopralluoghi, intanto, rivelano che a Visso, uno dei paesi epicentro del sisma in provincia di Macerata, tutte le case sono inagibili. Solo nelle Marche gli sfollati sono circa cinquemila, un numero ingente anche in considerazione del fatto che si attende un brusco calo delle temperature. Ed è questa la ragione per cui si è escluso la possibilità di sistemare la popolazione nelle tende. La maggior parte, dunque, saranno ospitati negli alberghi della costa. A fronte di danni miliardari, il governo ha stanziato 40 milioni. «È la strada più ragionevole, perché bisogna immaginare soluzioni temporanee. Occorre parlare con le persone per fargli capire che dobbiamo mettere in piedi un percorso che li porterà ad avere soluzioni temporanee. Quindi bisogna evitare di dormire in macchina, di stare per strada», spiega Curcio. «La situazione è drammatica, solo per miracolo non ci sono stati morti e feriti gravi, ma i danni materiali sono molto ingenti», dice l'assessore regionale alla Protezione civile, Angelo Sciapichetti. Migliora invece la situazione dal punto di vista della viabilità: sono state riaperte, con limitazioni, alcune statali e provinciali, come anche è percorribile a senso unico alternato la Salaria a Pescara del Tronto e nel territorio di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), chiusa mercoledì sera. A Roma, invece, sono state chiuse «in via precauzionale» alcune aule di alcune scuole. Dopo le scosse degli ultimi due giorni sono state ben 120 le richieste di verifiche statiche arrivate da diversi istituti sparsi in varie zone di Roma.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 28/10/2016 - 09:20

mi raccomando prima date i soldi ai musulmani clandestini poi ai terremotati.A questo penserà il vostro tanto amato PD.