Se una colonna vale più di un uomo

In queste ore l'Isis compie massacri spaventosi nelle stesse aree, ma a quegli orrori ci stiamo abituando Sostieni il reportage

Ormai c'indigniamo per una statua ridotta in briciole, ma rimaniamo impassibili di fronte ad una, dieci, cento teste umane mozzate. Un giorno storici e antropologi lo chiameranno, forse, il paradosso di Palmira. Ma per il momento non è una sindrome antica o esotica. È solo una tragedia orribile e crudele. Pronta a compiersi. Sotto i nostri occhi. Sempre più avvezzi all'orrore. Sempre più indifferenti. Succede ora. Adesso. Mentre leggete questo pezzo centinaia di uomini in divisa e in abiti civili sono costretti ad inginocchiarsi davanti ai boia dello Stato Islamico. Quando avrete finito di leggere il loro urlo sarà solo un gorgoglio di sangue e fiato spento.

Succede a Palmira. Succede a poco più di duecento chilometri a est di Damasco. Lì sono entrati mercoledì notte i tagliagole del Califfato. Lì il Califfato ha creato la sua nuova roccaforte pronta a congiungersi in linea retta con Ramadi in Iraq e con Raqqa più a nord. Una roccaforte da cui avanzare verso Homs per stringere in una morsa implacabile Damasco e quel che resta della Siria di Bashar Assad. Mentre i militari governativi fuggivano, mentre i responsabili di musei e siti archeologici caricavano sui camion le ultime statue loro già rapivano e massacravano.

Samaan, l'amico cristiano compagno di tanti viaggi nella disgraziata Siria in guerra, me lo racconta al telefono. «Sono andati casa per casa. Quelli dell'Isis si sono fatti guidare dai jihadisti di Palmira. Si sono fatti indicare tutti quelli che collaboravano con il governo, con l'esercito o con le milizie. Un mio amico, uno che conoscevo da tanti anni, l'hanno decapitato subito assieme a una decina di altri civili e a tanti soldati. Gli altri attendono la sentenza della Corte islamica. Ma lo sappiamo tutti, per loro non ci sarà pietà. Tra poche ore anche le loro teste rotoleranno nella sabbia».

Palmira Samaan la conosce bene. Ci ha lavorato per anni come guida turistica. Ci ha portato migliaia di turisti italiani. A Palmira ha ancora tanti, troppi amici. «Non so neanche per chi preoccuparmi. A uno hanno già tagliato la testa, lo so per certo. Un altro è prigioniero e probabilmente verrà mandato a morte. Ma gli altri dove sono? Che fine hanno fatto? Non riesco a sentirli, i telefoni hanno smesso di funzionare. Non so più nulla di loro».

È la tragedia di Palmira. Quella vera. Quella di centinaia di migliaia di esseri umani inermi di fronte alla barbarie e alla crudeltà che avanza. Uomini e donne destinati alla morte o alla schiavitù. Certo l'antica «porta del deserto», la millenaria tappa della via della seta è anche un patrimonio dell'Unesco. È anche una distesa di reperti d'inestimabile valore. Non a caso per lei si è mobilitata la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, assieme a decine di intellettuali e artisti occidentali.

Eppure la tragedia vera, quella per cui nessuno qui in Occidente sembra più voler piangere, è quella dei suoi civili, dei militari colpevoli soltanto di averla difesa. Il loro destino è segnato. Nelle prossime ore le loro teste verranno passate a fil di coltello dai tagliagole con le bandiere nere mentre un lugubre e roco «Allah Akbar» consacrerà l'ennesima barbarie. È già successo a Mosul con yazidi e cristiani. Sta succedendo, sempre in queste ore, a Ramadi dove le vittime sono migliaia di civili e militari sciiti. Continuerà a succedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ovunque arriverà la legge del Califfato.

Eppure questo nuovo mattatoio ci appare ormai un dettaglio, un appendice rispetto al destino di opere d'arte e siti archeologici destinati, come già successo a Ninive, Hatra e Nimrud a subire la furia distruttrice e iconoclasta dei fanatici di Allah. Solo questo ormai c'impressiona. Piangiamo per le pietre, ma non muoviamo un dito per gli umani. E forse per questo rischiamo di venir sconfitti.

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Commenti

cangurino

Ven, 22/05/2015 - 09:25

L'isis deve tutta la sua fortuna politica ai paesi occidentali, che non hanno contrastato, anzi agevolato, le rivolte islamiche in Libia, Iraq, Siria, Egitto ecc...... Le rivolte della "primavera araba" erano per lo più strumentalizzate dai fondamentalisti islamici per sovvertire i governi tirannici. Tirannici si, ma molto più tolleranti e democratici degli integralisti islamici. Ed i paesi occidentali, Obama, Sarko in testa, a tesserne le lodi. Non sarà stata certo miopia, ma una strategia precisa (agevolare le multinazionali delle armi occidentali? Mettere in qualche modo le mani sul petrolio di quei paesi?), ma penso che in gran parte si tratti di apprendisti stregoni.

Holmert

Ven, 22/05/2015 - 09:26

Non ci sono dubbi che tutto questo scempio perpetrato dall'ISIS, sia stato cagionato dall'insipienza USA. Prima, quando cacciò Saddam Hussein, secondo quando detronizzò dalla Libia Gheddafi. Certo erano satrapi, ma per gli arabi mussulmani erano necessari. E meno male che in Egitto è tornato al potere un militare, altrimenti sarebbe stato un dramma totale. A quanto pare gli USA non ancora mettono giudizio, sono troppo lontani dall'Africa orientale per capirne il sistema politico. L'ISIS nato in Iraq, dopo la scomparsa di Saddam, è stato lascito crescere e potenziarsi in armi ed uomini, ed ora è diventato una macchina da guerra inarrestabile. Se continua così, a crescere e conquistare, saranno tempi duri, non solo per quelle regioni, ma per il mondo intero. Dai e dai, questa volta il boomerang è tornato sulla testa di Obama e dei suoi predecessori, molto scarsi in politica estera.

Ritratto di fabiobonari

fabiobonari

Ven, 22/05/2015 - 09:52

Forse, la NATO ha finito tutte le sue munizioni nella guerra contro Gheddafi.

lupo1963

Ven, 22/05/2015 - 10:38

Bravissimo Micalessin.Societa' malata ,dove tutti sono pronti a piangere per un cagnolino,una statua od un bambino in una valigia e se ne fottono davanti a questi massacri.Ignavia dei tanti "portatori di democrazia",quelli che si stracciavano le vesti per i terroristi di piazza Maidan e che hanno aggredito la Libia. D'altronde meglio l'isis del "regime" di Assad,vero ?

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Ven, 22/05/2015 - 11:01

Mi spiace, ma non sono d'accordo con l'apertura e con la chiusura dell'articolo. Un popolo non ha futuro se non ha memoria del suo passato e le "pietre" sono una parte del passato. Con esse, su di esse, ogni società con un minimo di organizzazione civile ha fondato la propria storia. Si costruiscono musei per conservarle, le "pietre". Si individuano e si proteggono siti archeologici per valorizzarle, le "pietre". L'ISIS, distruggendole, vuole cancellare la memoria della civiltà, assieme alle tracce scritte conservate nelle biblioteche, perché sa bene che privandoci del passato condizionerà il nostro futuro. Se rischiamo una sconfitta, non sarà perché abbiamo a cuore il nostro passato, ma perché già un po' lo abbiamo dimenticato. Ecco perché muoverei più volentieri un dito a difesa delle "pietre", traccia, simbolo, memoria di quello che siamo, mentre non spenderei un grammo di energia per difendere l'attuale società dell'I-Phone. Sekhmet.

mauriziosorrentino

Ven, 22/05/2015 - 11:27

Vedo che molti,ingenui-liberali, pensano che l'ascesa dell'Isis e vari fenomeni simili sia frutto di insipienza o malagestione o comunque errori fatti in buonafede dagli USA(e confratelli).La stessa difficoltà che affronta un figlio abusato sessualmente quando deve realizzare che il genitore è in effetti un "orco"!Purtroppo tutto è figlio di ,minuziosa e cinica, pianificazione del caos in casa altrui ,per continuare a dominare e rapinare!Non c'è prezzo che non siano disposti a pagare per raggiungere questo obbiettivo ne in disastri ne in vite umane!Poi parafrasando il titolo direi :"Se dire le cose dopo che sono accadute vale come dirle prima!" segue...

mauriziosorrentino

Ven, 22/05/2015 - 11:27

segue...Ad esempio:Attraverso l'UCK albanese (e ONG Freedom-varie)si(sempre USA-UE) stanno facendo un colpo di stato in Macedonia(dove c'è un governo legittimo ,ma non al guinzaglio USA-UE) come un anno fa in Ucraina che ora è in guerra....lo vogliamo dire subito cosa stà accadendo e perchè...oppure lo diremo dopo i fuochi d'artificio,quando lo sporco gioco sarà realizzato?

Ritratto di Alsikar.il.Maledetto

Alsikar.il.Maledetto

Ven, 22/05/2015 - 11:34

I terroristi del cosiddetto 'Califfato Islamico' altro non sono che il conseguente effetto mondiale più feroce, efferato e inumano di quella idiozia, tutta occidentale, che si chiama 'sacralità della vita'. Con continui massacri gli jihadisti altro non stanno comunicando all'Occidente secolarizzato che questo brutale ma semplice concetto: voi, Occidentali, miscredenti e figli degeneri di Satana, vi scandalizzate o fate finta di scandalizzarvi per ogni singola esistenza che muore perché non credete in Dio (il nostro Dio) e nella possibilità di altra vita dopo la morte? Vi dimostriamo che, della singola esistenza, noi ce ne freghiamo! Più voi, Occidentali, sprofondate in insulse litanie sulla 'sacralità della vita' più noi ne ammazziamo di vite! (continua)

Ritratto di Alsikar.il.Maledetto

Alsikar.il.Maledetto

Ven, 22/05/2015 - 11:35

(riprende) Voi Occidentali - e gl'Italiani in particolare - siete così ossessionati dalla 'sacralità di ogni singola esistenza' che noi vi disprezziamo per quello che siete e rappresentate. Gli jihadisti hanno paura dell'Occidente perché essi temono di diventare come noi, cittadini di quell'Occidente. Dopotutto che esempi diamo loro? Basta che essi guardino le nostre televisioni o anche attraverso internet per farsi l'idea che gli Occidentali sono solo cani rognosi che devono morire. Perché è tale e tanta la libertà di cui noi disponiamo - spesso sprecando il senso stesso che una siffatta libertà comporta, da suscitare in loro, assertori di purezza, mera nausea.

gekkino

Ven, 22/05/2015 - 11:57

L'orrore per le vittime dell'Isis e per lo scempio della cultura non sono scollegati, anzi. L'Islam vuole distruggere gli infedeli e la cultura pagana e cristiana.

Ritratto di bruno_dore

bruno_dore

Ven, 22/05/2015 - 15:05

Non vedo di che preoccuparsi: Obama ha dichiarato che "quella squadra di riserve" che non ha nulla a che fare con l'ISLAM è in via di neutralizzazione in seguito alle tattiche di contenimento adottate dalla "coalizione". In un discorso ufficiale (cadetti della Guardia Costiera US) ha sostenuto che è ben il caso di preoccuparsi del "riscaldamento globale", causa prima dei tristi eventi ricorrenti nel MO, in Africa e nel terzo mondo. Prima rimediare le cose serie, poi le altre faccende andranno a posto per conto proprio! Per fortuna che in Italia abbiamo governanti di ben altra tempra e preveggenza. (sob sob)

innocentium

Ven, 22/05/2015 - 15:22

l'ottima impressione che trassi anni fa in Albania dalla conoscenza diretta di Gian Micalessin trova ulteriore conferma nel senso di questo articolo e non sono d'accordo con sekhmet "un popolo non ha futuro se non ha memoria...ecc": qui non resterà alcun popolo se ci si concentra su alti lai per monumenti "storici", nè - per altro - mi pare che ai Siriani si prospettasse un gran futuro pur se custodi delle rovine del tempio di Baal...come ai Greci non si prospetta un paradiso anche se ancora si beano dell'Acropoli: il futuro lo si conquista con l'operosa creatività di esseri VIVENTI e non con la sonnolenta custodia di monumenti ancorchè illustri (spesso divenuti tali grazie all'interessata retorica della grandezza del passato, ricca di luoghi comuni)

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 22/05/2015 - 20:00

La vita di un uomo è sacra. Ma anche l'arte è SACRA perché rappresenta anche essa una vita: quella di un'intera Civiltà

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 22/05/2015 - 20:01

Non sono rovine. Sono VESTIGIA ! Sono vive. Solo in occidente si considerano rovine le vestigia. Basta ignoranza !!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 22/05/2015 - 20:05

Nulla è lasciato al caso. Non c'è nessun errore nella strategia americana. E' quanto voluto: la strategia del CAOS PIANIFICATO.

innocentium

Sab, 23/05/2015 - 10:05

Il nuovo Zingarelli: "Vestigia - spec.al pl. Ruderi, rovine (le vestigia di Roma, Persepoli)." è vero: BASTA IGNORANZA!!