Se la Consulta stravolge la Costituzione

La supplenza dei giudici nei confronti della politica è un fatto arcinoto, che va ben al di là dei confini italiani. Nel 2007, Ran Hirschl la chiamò «giuristocrazia», ne mise in evidenza i limiti e i pericoli, e non parlava del nostro Paese.

In Italia il fenomeno ha raggiunto il parossismo, specie nell'ultimo quarto di secolo, con un Parlamento spesso delegittimato agli occhi dell'opinione pubblica. Con la sentenza sull'Italicum, però, si è fatto un ulteriore passo in questa direzione, di portata dirompente. A prescindere dal merito della questione (su cui pure l'interventismo della Corte costituzionale è marcato e discutibile), ciò che i più hanno trascurato è un aspetto che stava a monte, ovvero la sua stessa ammissibilità. In altri tempi, meno matti di questi, la questione non sarebbe mai stata sollevata, e se anche fosse stata sollevata, la Corte l'avrebbe rimbalzata con scherno.

Che piaccia o meno (e a chi scrive non piace), sta di fatto che la Costituzione italiana non prevede la possibilità per dei singoli cittadini di adire la Corte direttamente, inventandosi una causa al solo scopo di far dichiarare incostituzionale una legge (per giunta all'epoca neppure in vigore). E invece è proprio quello che è accaduto. Qualcosa di simile si era già verificato con la sentenza sul Porcellum, dove la Corte aveva già allargato moltissimo le maglie dell'ammissibilità, ben oltre quanto sarebbe stato lecito attendersi, pur di arrivare a demolire una legge elettorale percepita come ingiusta.

Ma con questa sentenza (che non c'è ancora, ma su cui, alla luce di quel che si sa, si può già ragionare), si arriva ad un punto potenzialmente di non ritorno: il nostro sistema rischia(va) effettivamente di offrire scarsi rimedi conto leggi elettorali incostituzionali, posto che consente di reagirvi soltanto a babbo morto, ovvero ad elezioni compiute.

Ieri tutti sono apparsi concentrati sulle conseguenze politiche della sentenza in questione, come è comprensibile. Ma se quelle rilevano nell'immediato, nel lungo periodo rischia di avere molto più peso questo salto di qualità nella giuristocrazia: fino ad oggi la Corte e i giudici in generale avevano spesso (ri)scritto le leggi ordinarie, ma qui la Consulta rischia di aver riscritto e stravolto proprio la Costituzione!