Se l'8 marzo diventa festa dell'odio

Ieri, 8 marzo 2018 (non 1968), invece delle mimose abbiamo avuto il «Piano». Il movimento femminista «Non Una di Meno» ha scioperato contro ogni discriminazione di genere (tranne quello maschile) e ogni forma di violenza sulle donne.

Battaglia nobile, ma ieri, Giornata Internazionale della Donna, sono stati milioni quelle (e quelli) alle prese con problemi concreti. I malati - e tra questi c'è anche chi è in fase terminale - sono stati costretti a fare a meno dei loro familiari; chi aspettava da mesi un'importante visita medica finalmente assegnata, ha dovuto rimandarla a chissà quando; chi aveva un colloquio di lavoro decisivo, o una riunione che poteva valere un avanzamento di carriera, potrebbe aver perso l'occasione. La conta dei disagi è lunga. Lo è stata ancora di più per chi non può permettersi un taxi, un autista, un'automobile. Per chi, al di là del sesso, ha un lavoro precario o non ce l'ha affatto. È quanto meno singolare battersi perché le donne abbiano un'autonomia economica e un lavoro sicuro, costringendole a perdere una possibilità. E perché? Per presentare il «Piano femminista contro la violenza maschile». I sindacati che supportano questo gruppo politico estremista di donne in gran parte appartenenti alla comunità LGBT (Lesbiche Gay Bisex Transgender), che hanno idee diverse sui due sessi dalla maggior parte dei comuni mortali etero, lo hanno letto? Una visione del mondo da rispettare, sia chiaro. Ma che non può essere imposta all'intero paese. «Sovvertiamo» è una delle parole che emergono nel sito del movimento, secondo il quale il patriarcato in Italia è ancora vigente: ogni donna è oppressa, dominata, costretta dal maschio dentro le mura di casa; il capitalismo è un demone, però chiedono «il reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile». E niente precariato per le donne. Un problema, quello del lavoro a spot, che non riguarda solo loro, siamo tutti precari in una società satura e liquida, per dirla con Bauman. Ma chissenefrega, bisogna «sovvertire»: i diritti civili come la natura. Conta solo un genere, quello femminile. La mascolinità è un insulto e ai generali problemi produttivi, si aggiungono quelli ri-produttivi: fare figli è ormai un ostacolo a una libertà che non si sa più neanche da cosa. Ma tolto di mezzo un padrone se ne fa un altro. Nel 2018 in piazza a gridare contro l'uomo nero ci sono femmine contro maschi, dunque anche contro i padri, i fratelli, i figli, i compagni. Perché se la contemporaneità è sregolata, indefinita, caotica, frammentata è colpa loro, in quanto maschi. Non sarebbe stato più utile aprire un tavolo per discutere i problemi reciproci? Un invito da parte delle donne nella giornata a noi dedicata per sconfiggere il vero demone della modernità: l'assenza di dialogo, l'isolamento progressivo nella sfera individuale e nel delirio collettivo paranoico che si mangia la realtà sostituendosi a essa. Invece odio è la parola d'ordine. Potrebbe cristallizzarsi in qualsiasi banalità, in qualsiasi pignoleria, in qualsiasi cifra. Ecco perché ieri avrei preferito vedere la nascita di un'alleanza di ferro tra maschi e femmine, in una società post-fallica, certo. Ma anche post-uterina.

Commenti

titina

Ven, 09/03/2018 - 09:54

ma queste che uomini hanno conosciuto?

Guglia

Ven, 09/03/2018 - 11:37

«Piano femminista contro la violenza maschile». Non dovrebbe essere "Progetto contro la violenza" ? Io ho conosciuto la violenza delle donne

Ritratto di Civis

Civis

Ven, 09/03/2018 - 11:44

Visto lo spot di Vodafone per l'8 maggio? "La differenza di genere sarà un ricordi del passato". Testuale. Un cupio dissolvi demenziale.

Malacoda

Ven, 09/03/2018 - 11:54

Le femministe odiano l'uomo,il maschio in quanto tale.Non importa se stupratore o santo, lo odiano e basta.

Ritratto di TreeOfLife

TreeOfLife

Ven, 09/03/2018 - 12:50

La madre della mia bisnonna, nel 1917 era una giovane intellettuale e attivista suffragetta di Oslo, che si prese le busse dalla polizia per rivendicare il diritto al voto, l'autodeterminazione, la libertà personale e l'emancipazione femminile attraverso lo studio. Fu una VERA femminista, donna eccezionale, amante della giustizia, della parità dei sessi e non della supremazia di un genere sull'altro, della sacertà della vita: generò 5 figli. Della stessa linea diventarono la mia bisnonna, mia nonna, mia madre e le mie sorelle. Sono orgoglioso di queste bellissime donne. Bisogna diffidare dalle moderne emulazioni scadenti che esulano dai moventi delle fondatrici, specie quelle italiane, Bonino e Boldrini, che usano il sostantivo femminismo, sovente, a onta delle stesse donne.

dagoleo

Ven, 09/03/2018 - 13:15

Che usano il femminismo per i loro interessi politici, infarcendolo di colori che non dovrebbe avere.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Ven, 09/03/2018 - 13:19

La festa degli uomini a quando? Poi parlano di parità...

Ritratto di scoglionato

scoglionato

Ven, 09/03/2018 - 13:56

Povere donne,nel tentativo di raggiungere l'uomo,sono anche riuscite a superarlo,si in CATTIVERIA.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 09/03/2018 - 14:21

Così la donna "trascurata" avrebbe il 'diritto civile' di coricarsi con tutti? Così il marito che va a lavorare deve mantenere i figli degli altri...

silvano.donati@...

Ven, 09/03/2018 - 14:31

ormai il ritornello è vecchio e superato quanto lo "sfruttamento della classe operaia"

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 09/03/2018 - 14:33

La festa della donna praticamente é la festa dei cornuti. Chi è che l'ha introdotta? Semplice i soliti comunisti che combattevano la guerra fredda perché prendevano soldi dall'Unione Sovietica onde sabotare l'Italia. Ma loro se ne fregano della Madrepatria perché fanno i 'cittadini del mondo'. Infatti per loro gli italiani e lo straniero sono uguali...

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Ven, 09/03/2018 - 14:49

fatevi una spremuta di mimosa...

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Ven, 09/03/2018 - 15:07

MENO MALE CHE QUESTE DONNE ODIANO GLI UOMINI!COSI CHE NOI UOMINI NON CORRIAMO IL RISCHIO CHE ESSE SI POSSANO MOLTIPLICARE!.

caste1

Ven, 09/03/2018 - 15:53

Ho notato che, ultimamente, non state più facendo vedere i miei commenti. Ne prendo atto e cambio giornale. Saluti.

rosalba cioli

Ven, 09/03/2018 - 16:15

TreeOfLife: che bello poter pensare in questo modo alle donne vere che hanno saputo rivendicare la propria capacità di essere persone e grandi persone, senza sminuire o ridicolizzare l'altro sesso solo perché incapaci di gestire la propria libertà! che tristezza essere dello stesso sesso di queste poco dotate di pensiero davvero libero!

vince50

Ven, 09/03/2018 - 16:21

Hanno l'odio dentro di se quindi non possono non manifestarlo,odiano loro stesse quindi tutto ciò che le circonda.

yulbrynner

Ven, 09/03/2018 - 16:39

se stieg larsson non fosse defunto,qui avrebbe trovato tanti uomini che odiano le donne e avrebbe potuto proseguire la saga di millenium eheheheh, lo so io perché odiano le donne e i comunisti perche le loro mogli li han resi cornuti con dei comunisti hahaah

emigratoinfelix

Ven, 09/03/2018 - 17:24

squinternate,alienate,degne sodali della asia argento

unghiecondenti

Ven, 09/03/2018 - 17:50

TreeOfLife : bello il commento con la fotografia delle donne di famiglia . Mi trovo distante da certi tipi di manifestazioni .L'8 marzo che erroneamente definiscono festa della donna è una giornata triste che dovrebbe ricordare un evento tragico ma come sempre è stato usato e sfruttato per altri fini . Personalmente detesto certi tipi di maschi e non l'uomo in quanto tale .Per fortuna non sono tutti comandati dall'organo rappresentativo .

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Ven, 09/03/2018 - 17:51

E pensare che le stesse donne i loro figli maschi li chiamano in continuazione tesoro, amore, gioia...

Ritratto di TreeOfLife

TreeOfLife

Ven, 09/03/2018 - 20:26

@unghiecondenti: la ringrazio. Io sono fierissimo di essere nato in una famiglia di datato attivismo femminista. Sa cosa mi rattrista? Leggere certi aspri commenti dei maschietti che confondono il femminismo coevo da mainstream pagato da potenti uomini (e pochissime donne), peraltro misogini, appartenenti a certe logge e finanziarie, cui scopo è un tornaconto economico e il controllo delle coscienze nella politica e nelle religioni loro sodali, con il vero femminismo che è autofinanziato e disincantato da invasati artifizi. Convengo pienamente con il suo pensiero sull'8 marzo, purtroppo dietro la mimosa, si dimentica cosa c'è stato nella storia, quanto sangue fu ed è versato dalle donne in nome dei pari diritti e della marcia in più che solo le donne possono dare all'evoluzione umana. Un caro saluto.