Se l'allenatore ora attacca in tv i suoi giocatori

È finita l'era del "non parlo dei singoli". Ora si fa e lo si fa per criticarli

È finita l'era del «non parlo dei singoli». Ora si fa e lo si fa per criticarli. Garcia, che di fronte ai microfoni dice: «Il tiro di Medel non sembrava uno di Neeskens e Szczesny doveva fare di più». Sempre Garcia, che critica Pjanic per l'espulsione: «Non c'era bisogno di protestare per due falli di mano dei giocatori dell'Inter, soprattutto se poi prendi il secondo giallo proprio per un fallo di mano. Ci ha lasciati in dieci e ci ha lasciati anche per la prossima partita». Non è il solo, Garcia. A metà settimana era successo ad Allegri che, in diretta, aveva attaccato tutti i giocatori dopo la partita col Sassuolo, venendo meno al tradizionale e noiosissimo rito del «le cose che non funzionano ce le vediamo tra di noi nello spogliatoio».

Anche Maurizio Sarri che, dopo aver visto le immagini dell'uscita dal campo di Insigne, seccato per la sostituzione, dice: «Dovrà spiegare ai compagni perché s'è comportato così, a me non fa né caldo né freddo».

È una bella novità, questa. Se si chiede più trasparenza, avere il coraggio di dire ciò che si pensa di una prestazione o di un errore di un giocatore singolo è un passo avanti, evita la ripetitività del commento post partita, contribuisce a rendere più interessanti le conferenze stampa degli allenatori. I calciatori si offendono? Si adegueranno, non preoccupatevi. Sono più intelligenti di quanto per anni si sia creduto. Pensate che Pjanic non lo sappia di aver fatto un errore? Lo sa, e l'allenatore che glielo rinfaccia sinceramente lo aiuta a elaborare il perché l'abbia commesso. Se ogni allenatore si sentirà finalmente libero di criticare in diretta i singoli senza che questo venga vissuto come un'anomalia, anche i calciatori diventeranno più interessanti, più liberi, meno scontati. Non è vero che bisogna soltanto giocare a pallone. Parlarne fa parte del mestiere, del loro oltre che del nostro. Bene o male non è un dettaglio.

Commenti
Ritratto di Peppino1952

Peppino1952

Lun, 02/11/2015 - 08:50

Finalmente si comincia a vedere qualcosa di normale. I calciatori super pagati possono essere criticati fuori dallo spogliatoio dall'allenatore. Basta con le ipocrisie. Se un tenore alla Scala stecca viene giù il loggione...

beowulfagate

Lun, 02/11/2015 - 09:53

Io invece appartengo alla scuola di pensiero opposta.Rispetto il sig.Peppino1952,ma continuo a pensare che certe questioni vanno chiarite nello spogliatoio,con le buone o con le cattive.Renderle pubbliche offre il fianco a chi,in campo e fuori,potrebbe vedere delle crepe nelle quali affondare.Quando dei tecnici escono così allo scoperto,è quasi sempre il segnale di spogliatoi che stanno scricchiolando.Vedremo.

sbrigati

Lun, 02/11/2015 - 11:53

Queste accuse sembra servano a creare un alibi per le scelte dell'allenatore.

Cheyenne

Lun, 02/11/2015 - 12:12

L'italia precipita. Meno male che c'è il campionato. E' probabile che la maggior parte degli italiani non s'accorga, nei prossimi anni, che al posto di san pietro c'è una moschea, perché guarda la partita

Griscenko

Mar, 03/11/2015 - 14:45

L'allenatore che non sa dare un gioco alla squadra (Allegri) o che non sa dare precise indicazioni nel corso di una gara difficile e che si mette male (Garcia) accusano i giocatori per spostare su di questi precise loro responsabilità. Il "grande Nino" (Conte) quando diceva qualcosa contro i suoi giocatori lo faceva a ragion veduta e solamente perché avevano snobbato l'avversario.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mar, 03/11/2015 - 17:04

Magari fosse così... Credo invece che quando i dirigenti incolpano i propri dipendenti in mutande lo facciano perché il bilancio è tiranno e il risultato è molto più importante della retorica aziendale.