Se Roma è invasa dai rifiuti è colpa di verdi e magistrati

Il radicalismo ambientalista fa aumentare i costi di smaltimento e l'inquinamento Intanto la Procura lascia impuniti gli amministratori responsabili dello scempio

Consentitemi di dire chi sono – a mio modesto parere – i principali responsabili dello scandalo-rifiuti a Roma. Il sindaco, l'assessore all'ambiente e l'azienda che si occupa della raccolta! – direte voi. Mi spiace, ma non avete indovinato. Sono i Verdi e le associazioni ambientaliste, da un lato e, dall'altro la magistratura. E ora mi spiego. Quanto ai primi. Costoro per anni hanno diffuso e radicato nella mente del comune cittadino che il mondo così com'è non va e che deve essere diverso. Ogni azione che noi facciamo, dalla produzione e consumo di energia e, attraverso un lungo elenco che vi risparmio, fino, appunto, alla gestione dei rifiuti, deve avvenire in un modo che autoreferenzialmente hanno chiamato «virtuoso», ma che di fatto è il più inefficiente, costoso, deleterio per salute e ambiente, che ci sia.
Per esempio, aver detto no alla produzione elettrica da nucleare e da carbone, ha avuto come conseguenza l'aumento vertiginoso delle tariffe di energia, la conseguente stretta di cinghia sugli usi di questo bene – fondamentale per la produzione di beni e servizi – che ha comportato la chiusura di aziende e il loro trasloco verso Paesi non dissanguati dal racket verde, con aumenti di disoccupazione e crisi generalizzata. E veniamo ai rifiuti. Sono rifiuti e basta, ma ce li hanno venduti per anni come risorsa, che va differenziata e riciclata. Addirittura, quel fesso di Grillo va urlando nei suoi comizi che i rifiuti vanno venduti. A chi e a che prezzo, non è dato sapere. Il risultato è che le nostre città sono sommerse da cassonetti il cui numero è decuplicato. Fateci caso: nella vostra città, qualunque essa sia, ci sono più cassonetti che panchine. Il loro svuotamento comporta il passaggio multiplo di mezzi, con aumento vertiginoso dei costi e dell'inquinamento. Chi prende il differenziato gode delle sovvenzioni pubbliche, senza le quali – contrariamente a quel che favoleggia Grillo – quell'attività neanche esisterebbe. Altro che vendere rifiuti: chi se li accolla vuole (giustamente) essere pagato. I rifiuti solidi urbani vanno inceneriti, come si fa ovunque nel mondo. E la Germania? Il Paese che sarebbe il «modello» del presidente di Legambiente? Il Paese ove i Verdi vanno forte? Andranno pure forte, ma oltre a servirsi del nucleare e a produrre la metà della loro energia elettrica dal carbone, inceneriscono alla grande i rifiuti. Quelli propri (i condomìni, in Germania, hanno, a gruppi, il proprio inceneritore) e anche quelli nostri, di noi italiani che, fessi (ma fessi col botto), ci siamo lasciati incantare dalle sirene ambientaliste, e non abbiamo capito che è, quello ambientalista, un vero e proprio racket, in tutto e per tutto uguale a quello della camorra.
E veniamo alla magistratura. Che c'entra direte voi. Orbene, a proposito dello sconcio immondo di Roma, la notizia è questa: in seguito alla denuncia del Codacons, la magistratura ha aperto un'inchiesta. Ma, leggo dalla stampa, «senza ipotesi di reato né indagati». Dunque, fatemi capire signori delle Procure. Roma è sommersa dai rifiuti (basta farsi un giro o, se si vuole stare col sedere incollato alla poltrona, basta guardare le foto), per il cui ritiro i cittadini pagano la profumata tariffa che Comune e Ama pretendono. Come minimo vi sarebbe il reato di appropriazione indebita. E poi quelli di interruzione di pubblico servizio, attentato alla salute pubblica, strage ambientale. E poi, scusate ancora, com'è che «non vi sono indagati»?
L'assessorato romano competente si chiama «all'Ambiente e ai rifiuti». E il presidente dell'azienda preposta alla raccolta, come giustifica il suo ricco stipendio? A me, umile cittadino, sembra che, infatti, più che indagarli si sarebbe dovuto passare alle misure previste per la flagranza di reato. Peraltro reiterato, visto che, com'è stato scritto da più parti, le denunce per la vergognosa situazione procedono da almeno un anno (posso testimoniare, in proposito). Il vostro comportamento, signori della Procura, fa emergere spontaneo, inevitabile, il sospetto di una qualche connivenza: troppe volte avete arrestato gente poi rivelatasi innocente, come mai lasciate che siano «intoccabili» palesi colpevoli? Ecco questo è quel che sovviene nella mente di un comune cittadino.

Commenti

Luigi Farinelli

Lun, 14/07/2014 - 10:02

Non siamo solo sommersi (e infettati) dai rifiuti ma anche dalle ideologie politicamente corrette inculcate col lavaggio del cervello "progressista" che ormai allontanano da ogni possibilità di usare la ragione e la logica come vero riferimento. E chi lo fa è vituperato, deriso e attaccato violentemente perché ormai è il pensiero unico e omologato il dogma imposto da una manica di imbecilli manovrati dall'alto.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 14/07/2014 - 15:07

non è solamente Napoli un cesso è tutta la Italia vedo o per lomeno in Sud Italia.Basta vedere che sindaci di che colore sono e si capisce già.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 14/07/2014 - 15:07

non è solamente Napoli un cesso è tutta la Italia vedo o per lomeno in Sud Italia.Basta vedere che sindaci di che colore sono e si capisce già.

Ritratto di Renzo Riva

Renzo Riva

Lun, 14/07/2014 - 18:30

Professor Franco Battaglia noto che per far valere le sue competenze scientifiche ha dovuto studiare anche giurisprudenza, Tant'è che riesce anche a suggerire ai magistrati competenti per territorio, i rei responsabili del degrado da lei segnalato e che il magistrato non riesce ad individuare. Lei poi indica le istituzioni e aziende colpevoli a cui fanno capo amministratori e amministratori delegati pagati profumatamente e non con l'olezzo dell'immondezzaio da loro procurato. Spero lei abbia migliore fortuna dei miei esposti alla Corte dei Conti regionale del F-VG.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 14/07/2014 - 19:24

I posti di lavoro compassionevoli non furono fatti per lavori utili, tipo aggiustare i cornicioni o rimuovere la monnezza, perché bisogna ffatigà e dunque che voto di scambio sarebbe, se si tratta di lavori che gli italiani non vogliono fare, così suonò il putipù del Quirinale. Allora Todos caballeros e nada peones. Olè.