Il senatore super tecnico numero due di Mediolanum

Uomo di fiducia del Cavaliere, dal 2015 siede anche nel cda di Mondadori. A lui la gestione dei conti di Fi

A curare i conti di Forza Italia, complicati come tutti quelli dei partiti passati dal vecchio finanziamento pubblico alla dieta forzata, arriva un tecnico dei bilanci. Alfredo Messina, in Senato già da due legislature prima col Pdl poi con Fi, prima che politico è un manager dal curriculum sterminato. A lui va il ruolo delicato di «commissario straordinario del partito», affidatogli da Berlusconi «dopo ampie consultazioni» (così scrive il leader in una nota) in sostituzione di Mariarosaria Rossi. Messina è uomo di stretta fiducia ad Arcore, da decenni ai vertici delle aziende della galassia Fininvest, in particolare di Mediolanum SpA di cui è vicepresidente dal 1995.

Nei profili manageriali della corporate governance del gruppo guidato da Ennio Doris, si legge a proposito del vicepresidente vicario Messina: «Dopo varie esperienze professionali presso importanti società, approda in Olivetti con la funzione di Controller del Gruppo produzione e poi in Alitalia con quella di Direttore Centrale di Gruppo preposto all'amministrazione, alla finanza e al controllo. Dal 1989 all'Iri come Direttore Centrale Pianificazione e Controllo. In Fininvest dal 1990, prima come Direttore Generale e poi, nel periodo febbraio-luglio 1996, Amministratore Delegato della stessa holding. È membro del Consiglio di Amministrazione di Molmed SpA», società di biotecnologie partecipata da Fininvest.

Messina, classe 1935, natali laziali a Colleferro, è stato anche consigliere di Mediaset fino al 2015, anno in cui dichiara al Senato nella propria dichiarazione patrimoniale di non avere più cariche nella società, mentre da aprile 2015 è membro del Consiglio di Amministrazione di Mondadori. Un fedelissimo della vecchia guardia berlusconiana, dunque, quella che fa capo a Confalonieri, Gianni Letta e Doris, tornati a consigliare Berlusconi sulle scelte operative, anche sul partito, dopo lo stop dell'intervento al San Raffaele. Un manager, un uomo-macchina per gestire le grane amministrative (ma non solo) del partito, che si è sempre mosso dietro le quinte. Mai un'intervista, mai una dichiarazione polemica, molto, invece, tessitura di rapporti, anche con In effetti sui giornali Messina ci finisce quando si parla di quello, di dichiarazioni dei redditi dei politici, le periodiche classifiche si «Paperoni» del Parlamento. Il nuovo tesoriere di Forza Italia è uno di loro, con 1,6 milioni di euro di reddito dichiarato nel 2015, tra i più ricchi a Palazzo Madama. Ottimi redditi, tanti incarichi pesanti. A cui si aggiunge ora quello di tesoriere di Forza Italia. Non dei più facili.