Serena, voti altissimi e un amore viscerale per la Spagna

Avevano lasciato casa per studiare e crearsi un futuro migliore. Ecco chi erano le giovani scomparse nella tragedia di Tarragona

Una media altissima. Il pallino della Farmacia. E la determinazione di arrivarci, anche bruciando le tappe. Avrebbe compiuto 23 anni tra pochi giorni, Serena Saracino, di Torino.

Mai si sarebbe persa l'occasione di studiare per qualche mese in quella Spagna «che tanto le piaceva», dove era arrivata insieme all'amica e compagna di università Annalisa, rimasta ferita nella tragedia di Tarragona e ora ricoverata in ospedale.

I sogni, quelli di Serena, invece sono svaniti nel dolore straziante di due genitori, di una mamma inconsolabile. E di un papà, Alessandro, medico di famiglia a Settimo Torinese, che si guarda allo specchio ed è incapace di trovare una risposta: «L'ho mandata lì tranquillo, ed ora è morta. Era una ragazza bellissima, era la nostra unica figlia, vivevamo per lei. Me l'hanno schiacciata, vedesse come è stata ridotta... Io e mia moglie andiamo a casa e ci ammazziamo. Non possiamo pensare di vivere senza la nostra Serena».

Quello che chiedono con le forze che sotto questa pena vengono meno è «che queste cose non accadano mai più: gli spostamenti di questi giovani, che sono la nostra speranza, devono avvenire in sicurezza con mezzi in buone condizioni e non alle 4 di mattina e con autisti forse stanchi».