Sgozzata in casa, altro omicidio a Milano

Il cadavere trovato dal marito. L'ultimo delitto nel capoluogo appena quattro giorni fa

Paola Fucilieri

Milano Fatalità, destino ineluttabile o piuttosto un alibi creato ad hoc, seppur di bassissimo profilo e fin troppo facile da smontare? Forse sarà meno complicato - rispetto all'omicidio quattro giorni fa di Tiziana Pavani, a Baggio - scoprire l'identità della persona che ieri pomeriggio ha ucciso Rosanna Belvisi, 50 anni, origini siciliane, impiegata all'Inps. La donna è stata accoltellata alla gola (l'arma non è ancora stata trovata) nell'abitazione di 35 metri quadrati al piano rialzato di via Coronelli 11 che la signora divideva con il marito, nel cuore del Lorenteggio.

A trovare il cadavere della poveretta è stato proprio il marito, dopo che aveva lasciato Rosanna poco prima per uscire di casa deciso a farsi una tranquilla passeggiata: proprio in quel lasso di tempo l'assassino, riesce a farsi aprire la porta del suo appartamento, a uccidergli la moglie sola in casa per ragioni al momento sconosciut quindi a fuggire, lasciando la porta dell'abitazione aperta. Senza che nessuno riesca a notarlo. E senza portarsi via nulla.

Luigi Messina, coetaneo e conterraneo della moglie ed ex guardia giurata attualmente disoccupato, ha trovato in quello stato pietoso la sua povera Rosanna, proprio al ritorno dalla passeggiata. E, sconvolto, ha chiamato subito la polizia.

Sul posto le volanti dell'Upg, gli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile, la Scientifica, lo stesso dirigente della Mobile Lorenzo Bucossi e il pm di turno, Gaetano Ruta. Che alla fine, ieri sera, hanno portato in questura il marito - dopo averlo aiutato a riscaldarsi con una coperta termica dentro il palazzo - e due vicini. La Scientifica ha rinvenuto anche una sorta di garza, trovata a terra un cestino dei rifiuti sul marciapiede nelle vicinanze dell'appartamento come se l'assassino si fosse tagliato e avesse cercato di tamponarsi una ferita al dito.

Sposati da 30 anni - e genitori di un'unica figlia, Valentina, una ventiquattrenne che convive con il compagno e in questi giorni si trova in Svizzera in vacanza - i coniugi Messina, a sentire dei vicini, erano appena tornati dalla Sicilia, precisamente da Lampedusa, dove avevano fatto visita a dei parenti dib Rosanna.

I residenti di questo dignitoso palazzo - che ha la guida rossa sugli scalini e all'entrata e una porta di vetro - parlando sia della morta che del marito li hanno descritti come bravissime persone. Solo un signore infreddolito e stretto nel suo cappotto ha dichiarato che «sì, qualche volta li aveva sentiti litigare, So che negli anni Novanta aveva accoltellato un tizio».

In realtà i nomi della coppia compaiono, anche se una volta sola (lo scorso novembre) nel protocollo «Eva», il progetto italiano più avanzato per il contrasto delle violenze domestiche, ideato dall'Upg di Milano per registrare tutte le liti in famiglia e archiviare anche le minacce non denunciate.

Rosanna Belvisi era stata custode dello stabile proprio dove ora abitava, per molti anni e poi, quando dal condominio erano stati eliminati i custodi, era stata trasferita negli uffici dell'Inps, dove lavorava attualmente. Il marito, ora disoccupato, in passato aveva lavorato come guardia giurata.

La donna viene descritta come una persona molto seria e quasi sempre silenziosa. L'uomo genericamente come una «persona perbene» Sul posto il pm di turno, Gaetano Ruta, gli agenti della sezione omicidi della squadra mobile la Scientifica. Si indaga per omicidio e si cerca l'arma del delitto. Il cadavere di Rosanna è stato portato in obitorio: la povera donna non potrà più assistere al matrimonio della «sua» Valentina, previsto per il 2 febbraio.