«Si arrampica sugli specchi» Il sindacalista scarica Bonaccini

L'ultimo strappo tra Cgil e Pd è targato primarie Emilia Romagna. L'ex segretario del sindacato bolognese si è fatto da parte: «Domenica (domani, ndr ) non voterò». Danilo Gruppi ha la tessera dei dem in tasca ma «la serie infinita di errori e superficialità» inanellati dal partito dopo le dimissioni dell'ex presidente Vasco Errani (condannato per falso ideologico) sono stati troppo. «La responsabilità è del gruppo dirigente». L'ultima goccia è arrivata quando i due sfidanti si sono confrontati sull'articolo 18: «Balzani dava l'idea di non saper neppure di che parlava, Stefano Bonaccini ( nella foto ) era così evasivo da sembrare un gatto arrampicato su un vetro insaponato».

«Quando ha composto la sua giunta, sindaco, lei si è mosso con una spregiudicatezza radicale ma il passato non si butta nel cesso». Così, tanto per non correre il rischio che le sue parole potessero essere equivocate, il consigliere comunale del Partito democratico Maria Maugeri ha attaccato in aula il primo cittadino di Bari, nonché suo collega di partito, Antonio Decaro ( nella foto ), accusandolo di discontinuità rispetto al passato e di aver rottamato, da buon renziano, i veterani pd. Decaro per il momento tira dritto, ma ha già dovuto ingoiare il rospo della caduta del numero legale nella delicata seduta del Consiglio sulle linee di indirizzo per le nomine dei cda delle aziende partecipate. «La figuraccia è vostra, non mia», ha reagito il sindaco rivolgendosi agli esponenti della fronda interna.

In questi mesi di governo fatti di tante ombre e pochissime luci in molti gli hanno augurato, nemmeno troppo benevolmente, di cambiare lavoro. E ieri sono stati accontentati. Anche se per un giorno soltanto. Il sindaco di Genova Marco Doria ( nella foto ) è uscito dal suo ufficio, ha imbracciato un rastrello e si è unito ai dipendenti pubblici che hanno deciso di dedicare qualche ora del loro tempo alla manutenzione del verde pubblico. Doria non si è tirato indietro e a Villetta Dinegro, in pieno centro cittadino, ha speso due ore del suo tempo dandoci dentro di buona lena tra sterpaglie e sporcizia. «Un'iniziativa molto positiva per dare un contributo alla manutenzione dei parchi cittadini che ne hanno bisogno -ha commentato il sindaco di Genova- É bello poter dedicare un paio d'ore a iniziative come questa». La maggioranza da mesi traballa, le iniziative del primo cittadino latitano e il consenso intorno a lui è in costante calo. Chissà che con il rastrello in mano non abbia trovato un modo per farsi finalmente apprezzare. Almeno per un giorno. MBas

Ancora rubinetti a secco a Messina. Un'emergenza divenuta ormai cronica. Da quattro mesi chi risiede in riva allo Stretto combatte con le carenze del Comune, colpito da una crisi idrica senza precedenti. Le prime avvisaglie si ebbero all'inizio di giugno, quando l'Amam - l'Azienda Meridionale Acque Messina, società partecipata che gestisce l'erogazione cittadina - lanciò l'allarme per la stagione estiva. I vertici dell'azienda notarono come Fiumefreddo, la principale riserva, fornisse all'utenza 230 litri d'acqua in meno al secondo rispetto al 2013. Una stima che preoccupò il sindaco pacifista Renato Accorinti. Il Comune continua a promettere ogni sforzo, ma ai proclami non seguano i fatti. L'intento della giunta è rivedere il management dell'Amam, appurando eventuali responsabilità dolose, «ma da giugno a settembre la crisi l'hanno pagata i cittadini», dice Giuseppe Lombardo di Strettoweb . Mentre la città è a secco, il 17 settembre Accorinti si è autoconferito la delega alla Pace. Quale siano i contenuti resta un mistero.

Dopo il primo candidato di colore, Papa Madoke Diop, Agrigento alle prossime amministrative avrà anche un candidato della Lega Nord. Si tratta del parlamentare Marco Marcolin ( nella foto , a destra, con Umberto Bossi), originario di Treviso, già primo cittadino di Cornuda. Una candidatura in contrapposizione al ministro dell'Interno e leader Ncd Angelino Alfano, agrigentino doc, che ancora non ha deciso chi schierare. «A breve verrò ad Agrigento con Flavio Tosi e Matteo Salvini. Vorrei scendere in campo con una lista civica in assoluta contrapposizione al ministro Angelino Alfano: siamo contrari alla politica che ha fatto su Agrigento. Creeremo le alleanze adeguate per giocarcela. Anche perché se vengo giù lo faccio per vincere, mica per altro...».