Siamo un Paese in ostaggio degli scioperati. Se vogliono ci fanno tornare al Medioevo

Mario Cervi tuona contro le serrate selvagge che cancellano luce, acqua e trasporti

Gli italiani possono ancora nutrirsi, dissetarsi, viaggiare sia pure irregolarmente in treno e in aereo, ricevere sporadicamente la posta, telefonare, solo perché gli scioperanti di questa o quella categoria, nella loro autonoma valutazione, decidono di consentirglielo: non perché esiste uno Stato che sappia o voglia garantire ai cittadini i beni e gli strumenti essenziali alla vita di ogni giorno.

Quando i dipendenti degli acquedotti lo deliberassero mancherebbe l'acqua, così come è mancata l'energia elettrica perché l'hanno deliberato i dipendenti dell'Enel. II precedente delle luci tolte alle piste di Fiumicino ha fatto scuola. Non abbiamo più addetti ai servizi pubblici. Abbiamo i proprietari dei servizi pubblici, che possono disporne come di «cosa loro».

Una categoria malcontenta si sente autorizzata a sequestrare il Paese, per ottenere soddisfazione. Quando non le pare sufficiente la sua pressione diretta sulla controparte - nella quale sta l'essenza dello sciopero - dilaga, blocca strade, ponti, stazioni: preannunciando queste azioni, che sono reati, con appositi comunicati, e facendole seguire da dichiarazioni sindacali che si assumono la «responsabilità politica» del sopruso. Se ancora non basta si ricorre al contagio, ossia agli scioperi di solidarietà, i lavoratori della Malpensa hanno interrotto il traffico per un'ora e mezzo, in segno di simpatia per i compagni metalmeccanici. Non hanno voluto infierire. Potevano interromperlo, se gli pareva, per un giorno o per una settimana.

Questa tecnica schiude possibilità infinite. Il buio degli elettrici non metterà subito in ginocchio l'Enel? Potranno intervenire allora i dipendenti delle poste e dei telefoni, per aggiungere al buio l'isolamento totale, e costringerci a comunicare con messaggi recapitati magari a piedi o in bicicletta se per avventura si associassero al grande ricatto i ferrovieri e i benzinai.

Una volta stabilito che l'Italia, priva di una legge che regolamenti lo sciopero, ha un codice penale caduto in desuetudine perché polizia e magistratura rinunciano ad applicarlo, senza il previo consenso dei sindacati; una volta stabilito che il governo, di fronte a questi avvenimenti, non vede (forse per il black-out) non sente e non parla, cos'altro resta da fare se non affidarsi alla benevolenza degli scioperanti? Siano magnanimi. Lascino un po' di energia elettrica e qualche strada transitabile a questo popolo di ostaggi.

13 luglio 1979

Commenti
Ritratto di thunder

thunder

Dom, 28/08/2016 - 09:00

Mario Cervi,regole e rispetto per tutti,poi vedra che scioperi non ci saranno piu'

Ritratto di karmine56

karmine56

Dom, 28/08/2016 - 12:29

thunder, "Rispetto per tutti", significa non scioperare per il rispetto di chi subisce lo sciopero, o no?

vernunftigo

Dom, 28/08/2016 - 12:37

Caro Cervi, è stato un maestro di buon senso, capacità professionale, equilibrio e persino, dote rara, modestia. Sapesse quante volte nel corso della mia vita mi sono confrontato in un dialogo immaginario con lui. Se lo avessi fattto di più, avrei evitato alcuni degli errori che gravano sulla mia coscienza di vecchio.

asalvadore@gmail.com

Dom, 28/08/2016 - 21:00

I dipendenti pubblici sono anche pagati meglio che queli del settor privato, la sicurezza che hanno nel posto loro IMPONE UNA LEGGE CHE PROIBISCE LO SCIOPERO A UN DIPENDENTE PUBBLICO. Il Presidente Truman rispose allo sciopero dei controllatori aerei chiamandoli alle armi e licenziando gli agitatori. Eccellente idea per il nostro governo.

cianciano

Dom, 28/08/2016 - 21:35

Nella mia vita ho fatto per metà il dipendente di una azienda privata e per l'altra metà l'autonomo.....se penso al sindacato italiano, di come ragiona e di come propone lo sciopero mi viene il vomito......Poi BONANNI insegna, pensione di 330.000 euro. Sembra uno scherzo ma essendo in italia è proprio vero.

Rotohorsy

Dom, 28/08/2016 - 23:12

Guardiamo con invidia i paesi organizzati i cui servizi sono puntuali ed efficienti, ma siamo in un paese che ama smisuratamente l'anarchia. Quindi, in piena cosscienza continueremo (e continueranno i nostri ospiti) ad essere ostaggi di sciperanti di tutte le categorie. E' stato sempre così perchè dovrebbe cambiare ? E' l'Italia.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 28/08/2016 - 23:47

Non è possibile che non esista una regolamentazione degli scioperi che rispetti i diritti dei cittadini. Diritti che vengono prima di quelli dei piccoli gruppi di lavoratori che scioperano. I recenti fatti verificatisi al Colosseo ed a Pompei sono nulla rispetto alle innumerevoli assemblee che fermano scuole e asili nido in tutta Italia. È ora di finirla con questa arrogante interferenza dei sindacati nella vita dei cittadini.