La sinistra senza identità già rimpiange Berlusconi

Da De Benedetti alla minoranza del Pd, adesso il nemico storico viene rivalutato. "Con lui meno presente non sappiamo più chi siamo". Autocritica di Letta e Civati

Ma se l'avesse fatto Berlusconi? A sinistra ci si guarda indietro e si scopre, con uno stupore che quasi imbarazza, una specie di rimpianto. Quando c'era lui, Berlusconi, in fondo era tutto più semplice: il bene di qua, il male di là. L'abolizione dell'articolo 18, la riforma del Senato e la nuova Camera unica, la legge elettorale cucita su misura, le nomine dei fidati nelle società pubbliche, il mercato di voti tra i senatori (lo chiamano scouting , molto più elegante), la guerra al sindacato. Se l'avesse fatto Berlusconi sarebbe stato semplice trovare l'etichetta: attentati alla Costituzione, prove di regime, monarchia di fatto, disprezzo delle istituzioni. Come semplice era per la sinistra trovare lì, per pura contrapposizione, la propria identità. Ma se le stesse cose le fa il segretario del Pd? Che gli dici? È finita che la sinistra, fatto (quasi) fuori Berlusconi, l'arcinemico ventennale, invece di consumare la propria vittoria storica si ritrova con un paradosso micidiale: la fine degli ideali.

A spiegarlo è un osservatore come Carlo De Benedetti, patron di Repubblica e anche lui storico avversario (anche in tribunale) di Berlusconi: «Non bisogna essere degli scienziati della politica per capire che da quando Berlusconi non è più presente come lo era un tempo la sinistra è rimasta letteralmente senza ideali - spiega De Benedetti intervistato dal Foglio - Per molti è stata una disfatta: che cosa siamo noi senza Berlusconi? E soprattutto: cosa interpretiamo? Come facciamo a stare insieme senza il grande aggregatore?». Quasi per telepatia nello stesso giorno esce un quotidiano nato nell'età dell'oro dell'antiberlusconismo, il Fatto , con questo titolo d'apertura: «Minacce, ricatti, compravendite. Ma se lo facesse Berlusconi?». Quel che era inaccettabile prima, insomma, diventa digeribile con Renzi, al massimo qualche bruciore di stomaco ma di più non si può fare una volta persi gli ideali (la guerra al nemico Berlusconi). Nessuna rivolta di piazza, spariti i girotondi, finito l'inchiostro per i raccoglitori di firme e appelli indignati. Al premier del Pd si condona quel che non sarebbe mai passato con il Cavaliere. Per il solo fatto di essere lui, e non il leader del Pd.

E così nella sinistra orfana del «grande aggregatore», sbocciano imprevedibili rivalutazioni, soprendenti riscoperte. «C'è un aspetto un po' padronale e autoritario del ragazzo (Renzi, ndr ) - dice uno come Landini, segretario della Fiom - Berlusconi di fronte a manifestazioni e scioperi si confrontò e discusse con i sindacati, invece Renzi usa la crisi del sistema politico italiano per far passare le proposte della Confindustria». Per non parlare della sinistra Pd, già nostalgica. Il senatore Corradino Mineo, minoranza Pd, nota che già Berlusconi aveva cercato di modificare l'articolo 18, ma «con più garbo» di Renzi. Chapeau .

Anche Pippo Civati, ex renziano della prima ora, quindi Pd prima di uscirne per portarsi più a sinistra, vede lo stesso paradosso: «Un uomo solo al comando, decido tutto io: se una cosa così l'avesse fatta Berlusconi, io sarei in girotondo permanente». Prove inconfutabili di ribalderia e mancanza di senso civico, come candidare un condannato, diventano in fondo questioni secondarie, e a notarlo è stato Enrico Letta, ex premier del Pd: «Se Berlusconi avesse candidato a governatore una persona nelle condizioni di De Luca, il Pd sarebbe sceso in piazza - ha detto in tv, prendendosi una piccola vendetta - La doppia morale è una cosa che non posso accettare e la denuncio quando accade». Stai a vedere che a sinistra stavano meglio quando c'era lui, il «grande aggregatore».

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 19/09/2015 - 08:59

Certamente, finchè c'era Lui, lo svizzero poteva contare nel dirottamento delle finanze del Cav verso il suo personale conto bancario grazie all'accanimento delle procure. Ora, il pozzo di San Patrizio è stato spento. E la jena piange. -r.r.- 8,59 - 19.9.2015

antipifferaio

Sab, 19/09/2015 - 09:07

La verità è che il pd è disintegrato, distrutto, in pratica inesistente e questo i veri capi lo sanno già ed è per questo che pian piano cominciano a "leccare" sempre più a destra rivalutando "l'usato sicuro" che gli permetteva di esistere...che volete, il vento cambia e le banderuole italiche si adeguano... Magari vorrebbero un nuovo "Berlusconi" da maledire e paradosso dei paradossi si sono accorti che ce l'hanno in casa e che li sta facendo naufragare per almeno altri vent'anni. Il pupazzo si appresterà a fare una nuova democrazia cristiana ma è tempo perso. La DC, quella vera, era nata dalle macerie della guerra per ricostruire un Italia completamente distrutta. Questa dc, invece, sarà proprio quella che la guerra l'ha provocata e che ha distrutto l'economia di una la Nazione collaborando col nemico. In pratica è come se Mussolini, riuscito a sopravvivere dopo la guerra, avesse fondato la DC e continuato a voler "governare"....

onurb

Sab, 19/09/2015 - 09:10

Chi dice pidioti dice tutto. E soprattutto coglie nel segno.

jeanlage

Sab, 19/09/2015 - 09:26

La sinistra non ha mai avuto idee diverse dall conquista del potere per il potere, ed ha sempre dovuto cercare il nemico contro cui aggregarsi (Leone Craxi, Andreotti e, alla fine, Berlusconi), quindi non ha perso nulla. E' De benedetti che ha perso il bancomat e sa più dove trovare i soldi per colmare i prorpi fallimenti

elgar

Sab, 19/09/2015 - 09:53

La sinistra più che di un avversario ha sempre bisogno di un nemico che faccia da collante. Senza quello è persa. Finchè può sparlare, odiare, distruggere, vilipendere tutto va bene. Ma da sola mostra subito la corda. Infatti ora che non c'è Berlusconi il suo bersaglio è Salvini. Però è vero pure che mentre prima il male era Berlusconi ormai son passati quattro anni e non ha saputo far altro che il suo piatto forte: tasse e immigrazione. A questo però va agggiunta ora anche mafia capitale. Mentre prima i mafiosi erano sempre gli altri.

Giacinto49

Sab, 19/09/2015 - 09:54

Idioti! Altri dieci anni e le riforme auspicate da Berlusconi e avviate da Renzi si sarebbero dovute fare con i carri armati!!

buri

Sab, 19/09/2015 - 10:02

se Berlusconi si fosse compoeraro come Rebzi sarebbe scopiata la rivoluzione armata, tutti pronti a cantare "Bella ciao" marciando su palazzo Chigi, ma ora che lo fa quell'arrogante Pinochio fiorentino un silenzio assordante, qualche malumore do facciata e niente più e neanche le èiù lte cariche dello stato muovono un dito per fermare quel scandalo che si consume alla luce del sole, si va avanti con una manciata di voti illegitimi (lo dice la Corte Costituzionale)

i-taglianibravagente

Sab, 19/09/2015 - 10:23

Sempre pensato che senza il berlusca sarebbero andati in depressione. Il problema è che queste nullità senza idee ed identità....sono a governare.

tonipier

Sab, 19/09/2015 - 10:36

" CHI SONO I CAPOCCIONI?" Sono quelli che rimangono sempre in piedi nel PD della vecchia guardia, chi sono questi capoccioni? sono i veri intrallazzati con la corruzione POLITICA GIUSTIZIA... Chi sono i capoccioni? quelli che si sono divorata l'ITALIA mettendo il cittadino in ginocchio.

Mobius

Sab, 19/09/2015 - 11:18

Il grande giornalista sportivo Gianni Brera distingueva, fra le squadre di calcio, le "squadre-femmina" (così le chiamava). Sono le squadre che giocano di rimessa, lasciano che sia l'avversario a "fare la partita" assumendo l'iniziativa, si limitano a contrastare il suo gioco per poi colpirlo in contropiede. L'attuale PD è un partito-femmina: non assume vere iniziative o responsabilità, sa soltanto fare opposizione alle iniziative degli avversari soprattutto strillando, non ha un suo "gioco" da proporre. A parte il fatto che la sua non è leale e legittima opposizione: è un giocare sporco, un abbrancare l'avversario in "clinch" come fanno i pugili ormai sfiatati. L'ho sempre detto e lo ripeto: la sinistra potrà ben essere un partito di opposizione e di lotta, ma mai di governo.

VittorioMar

Sab, 19/09/2015 - 11:34

..la sinistra ha sempre avuto necessità di un "NEMICO".avendo perso identità e ideologia..

sesterzio

Sab, 19/09/2015 - 11:38

Abbiamo il NULLA a un governo da operetta. Forse è per il motivo che non ci meritiamo altro. Si stanno accorgendo che il cavaliere era molto meglio di loro.

macchiapam

Sab, 19/09/2015 - 11:39

E' la cartina di tornasole di quanto si è sempre detto: le forze di sinistra, prive di unanime e chiaro programma politico, per anni sono sopravvissute su nient'altro che l'ostilità a Berlusconi. Oggi, orfane di lui, sono allo sbando e Renzi, animale geniale, raccoglie i frutti. Bene così.

Ritratto di stenos

Anonimo (non verificato)

Il giusto

Sab, 19/09/2015 - 12:19

Condivido l'articolo ma se questa pseudo sx,per me Renzi è più a dx del pregiudicato,è andata al governo chi dobbiamo ringraziare?Se la dx da sempre maggioranza del paese si ritrova ad un misero 30 %,contando tutti i partiti,la responsabilità di chi è?Forse di chi è sceso in politica vent'anni fa illudendo molti italiani!Poi anche i più ottusi si sono accorti che questo personaggio cercava solo un modo per scampare da fallimento e galera!Voi penserete come al solito che sono un comunista,ma in realtà sono solo uno che ha capito l'andazzo 15 anni fa!

alfonso cucitro

Sab, 19/09/2015 - 17:12

La sinistra sta dimostrando il vero valore del comunismo.Gente senza idee se non portare allo sfascio e alla distruzione di tutti gli ideali di un popolo.Si sono sempre basati sulla forza delle armi per imporre il proprio pensiero.Non hanno mai avuto a cuore gli interessi della propria patria e hanno sempre pensato solo ed unicamente al proprio potere e interesse personale.E i risultati si sono visti in passato nel mondo e si continuano a vedere nella nostra bella Italia.