Sistema Parnasi: pagare tutti. "Ma prima mi costava di più"

L'imprenditore intercettato: "Investo sulle elezioni. Ormai i grillini so' sodali". Soldi anche alla Onlus pro Lega

Non è un «mondo di mezzo». Piuttosto un mondo che si rivede, che si risente (nelle intercettazioni) e sta un po' giù, qualche volta su (di giri). Più spesso terra terra, promette favori, assunzioni, qualche casa, chiede un paio di fatture false per abbattere l'Iva. Pratico negli affari e su come ottenerli in questo proco mondo. I magistrati definiscono «corruzione sistemica» il mondo di Luca Parnasi: traffico di influenze e tentativi di corruzione polverizzati, ma «è proprio l'ordinario e non certo eccezionale ricorso a tali illecite condotte» a qualificare il modus operandi dall'impresa. Il mondo politico di cui si parla nell'ordinanza si ribella all'unisono, rigetta le accuse, minimizza gli episodi. Da Zingaretti a Sala, da Lombardi a Salvini, che non smentisce di conoscerlo e lo definisce «persona perbene».

Cosa resterà degli anni '80.

Torna da Milano uno dei collaboratori di Parnasi, e nutre dubbi: «se la mentalità è quella... per me non funziona più... o lo fai a tutti sempre altissimo livello oppure non lo so... credo che sia una mentalità italiana che sta un po' scemando... è rimanere troppo anni Ottanta, lui (Parnasi) purtroppo è abituato solo a questo metodo».

Elezioni, il mio futuro.

È un intercettazione-chiave, per i Pm, quella in cui Parnasi spiega il suo metodo, di cui ha fatto «un significativo asset d'impresa», scrivono i Pm. Si è alla vigilia elettorale, il capo si confida: «scusate se io vi parlo perché... con i collaboratori più stretti bisogna parlare con franchezza... io spenderò qualche soldo sulle elezioni... ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare... molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre... che manco te le racconto... però la sostanza è che la mia forza... è quella che alzo il telefono...». Le facce dei collaboratori devono essere molto espressive. Parnasi riprende: «... però io queste cose... sbaglio a dirvele? vi scandalizzo... o vi responsabilizzo?». Dopo le elezioni di marzo, uno dei collaboratori, pare aver capito la lezione ma esagera. Parla degli eletti: «Quelli nostri... Tuoi... So' passati!». Parnasi lo blocca. Per gli inquirenti, «emblematica» è l'esistenza di una chat di comunicazioni più esplicite tra Parnasi e lo staff.

Noio volevòn costruir uno stadio, offrir una casa.

Un altro dei momenti di imbarazzo arriva con la decisione di avviare «iniziative nuove», tra le quali «la realizzazione dello stadio del Milan». Il gruppo sbarca ai piedi della Madonnina e, alla Totò e Peppino, tenta di corrompere l'assessore comunale all'urbanistica, Pierfrancesco Maran. Gli offrono casa. Il resoconto della spedizione è una chicca: «Siamo andati a parlare con Maran, quello di Milano no?... Simone gli prova a vendere alla Tecnocasa un appartamento... e quello dice amico mio no! cioè qua funziona così... qua se tu mi dici che la cosa la riesci a fare è perché la puoi fare, a me non mi prendi per culo perché io non mi faccio prendere... io non voglio prendere per culo chi mi ha votato. Siamo andati lì a fare una figura... sembravamo i romani... quelli...dei 100mila film che hai visto... I romani a Milano... Totò! No, peggio perché Totò è impreparato, noi eravamo preparati a quello... Noi ci siamo andati a provà... Qua funziona perché ancora comunque la Roma, la rometta...».

Non proprio diversi.

A un certo punto, Lanzalone si offre per parlare agli esponenti della giunta grillina Montuori e Bergamo. L'esultanza di Parnasi risulterà dopo un'altra telefonata con Lanzalone, quando lo si sente dire: «'sto mondo 5stelle...» e una donna lì presente aggiunge: «Niente, è tuo ormai...». Lui conclude: «ormai... proprio sodali...».

A larghissimo raggio.

Regola aurea: i 360 gradi. Anche una onlus vicina a Salvini, Più voci, è sostenuta con due tranche da 125mila euro. Spiega Parnasi: «mi sono accreditato in maniera importante, ho organizzato cene e controcene...». L'interlocutore chiede di Salvini. «No, è una cosa fatta quando io volevo creare un sistema d'imprenditori...».