Smascherato il pentito Brusca: ecco il tesoro nascosto ai pm

L'accusatore di Dell'Utri e Andreotti, assassino del piccolo Di Matteo, gestiva un impero. La lettera all'amico: ho omesso questi beni ai giudici

Era talmente concentrato a parlare di Berlusconi, Mangano, Dell'Utri, Andreotti e a evocare trattative tra Stato e mafia da dimenticare di svelare ai pm l'esistenza di quel piccolo impero immobiliare che le indagini non gli avevano ancora portato via. Ma per fortuna ci hanno pensato i carabinieri di Monreale a sollevare dall'imbarazzo Giovanni Brusca, il macellaio di Cosa nostra soprannominato dai suoi stessi simili 'u verru , il maiale.

I giudici della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo (presidente Silvana Saguto, estensore Lorenzo Chiaramonte, giudice a latere Fabio Licata) hanno infatti accolto la richiesta della Procura distrettuale disponendo il sequestro di beni intestati ai prestanome del pentito ma a lui finanziariamente riconducibili. L'indagine patrimoniale, condotta dai militari dell'Arma, si è conclusa a quasi cinque anni dall'avvio di una serie di intercettazioni telefoniche sull'utenza del collaboratore di giustizia sulla quale viaggiavano frasi smozzicate in dialetto che nascondevano in realtà precise istruzioni impartite al cognato di Brusca, Salvatore Cristiano. Era lui, secondo la ricostruzione accusatoria, a gestire gli affari fantasma dell'uomo che fece saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini di scorta sull'autostrada a Capaci; e che fece strangolare e sciogliere nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo.

I carabinieri cercavano la tana del superlatitante Domenico Raccuglia ma s'imbatterono nei business di cui Brusca non aveva mai riferito ai magistrati che, negli anni, lo avevano interrogato sui più svariati scenari criminali locali e internazionali: dalla strage del Rapido 904 all'accordo tra Ros e Vito Ciancimino per chiudere la stagione delle bombe mafiose a Roma e Milano; dall'omicidio del giornalista del Mattino Giancarlo Siani agli affari di Stefano Bontade in Lombardia fino ai più recenti misteri sulla mancata cattura di Bernardo Provenzano a Mezzojuso. Non ne aveva fatto cenno 'u verru e le toghe nemmeno se n'erano interessate più di tanto, a dire il vero. Solo l'altro ieri sono finiti sotto chiave case, magazzini e conti correnti su cui sono confluiti i canoni di locazione e il provento delle vendite. Giocando d'astuzia e probabilmente sperando di essere al di sopra di ogni sospetto, Brusca è infatti riuscito a vendere anche qualche pezzo della sua collezione. Come l'abitazione in via Pecori Giraldi, a Palermo, dove l'allora capo della Squadra mobile Boris Giuliano trovò una carta d'identità contraffatta intestata al boss latitante Leoluca Bagarella oltre ad armi e droga. Era il luglio 1979, gli anni della «Pizza Connection» tra la Sicilia e gli Usa per il traffico di eroina. Pochi giorni dopo la scoperta del covo, Giuliano fu vigliaccamente ammazzato con sette colpi di pistola alla schiena proprio da Bagarella in un bar di via Francesco Paolo Di Blasi, nel capoluogo siciliano. Di proprietà di Brusca sono anche un magazzino, affittato fin dal 2007 con un contratto di comodato d'uso mai registrato all'Agenzia delle Entrate, alla Chiesa evangelica apostolica di Palermo; e monolocali a San Giuseppe Jato, il mandamento che gli ha dato il pedigree mafioso grazie a suo padre Bernardo.Brusca, indagato per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, aveva provato anche a difendersi in questi mesi sostenendo di aver soltanto ipotizzato investimenti e affari col cognato («meri progetti», li aveva definiti) e bollando come "risparmi di una vita" i 190mila euro trovati a casa della moglie durante una perquisizione. A tradire lui e la sua rete di fiancheggiatori è stata però la voglia smodata di pavoneggiarsi della sua astuzia in una lettera inviata a un imprenditore in cui ammetteva di «aver omesso spudoratamente di riferire di quei beni ai giudici».

Commenti

Magicoilgiornale

Sab, 08/08/2015 - 23:19

Perche' solo brusca ha il tesoretto!

Magicoilgiornale

Sab, 08/08/2015 - 23:20

Perche' solo brusca ha il tesoretto!

Asimov1973

Dom, 09/08/2015 - 01:14

mannaggia, gli hanno levato i soldi che si é guadagnato parlando male di Berlusconi.

Ritratto di giorgio.peire

giorgio.peire

Dom, 09/08/2015 - 06:01

E' tutta una tragi-comica

Ritratto di Zione

Zione

Dom, 09/08/2015 - 13:05

Coi molti Benefici e i tanti soldi che questi Falsi "pentiti" (di comodo ...) comunque si guadagnano, con ignobili pm della cosiddetta "antimafia" che li ispirano e li manovrano, al solo fine di colpire Scelleratamente delle persone a loro invise, certamente questi Assassini non andranno mai alla mensa della Caritas per sopravvivere; come succede sempre più spesso ai Poveri Cristi; che più di tutti subiscono le nefaste conseguenze dei Folli e Ciclopici SPERPERI, che vengono fatti in nome di questa giustizia infame; da loro impunemente Macellata. – (Associazione VITTIME del Giudiciume) -- ruotologiu@libero.it