La scatola vuota Invimit: Renzi e Padoan litigano su 1,5 miliardi

La società da tre anni è a zero, il Tesoro vuole cederla ma la manager è di area Pd Prima votazione sugli emendamenti: più fondi al Sud, slitta il taglio Ires

Roma Da tre anni Invimit dovrebbe garantire 500 milioni ogni 12 mesi dalla vendita (e valorizzazione) degli immobili. E da tre anni, il ministero dell'Economia è costretto a scrivere «zero» alla voce «proventi» di Invimit.

Tant'è che ormai stanchi di non incassare risorse destinate a ridurre il debito pubblico, al ministero dell'Economia si sta facendo largo l'idea di far confluire la società dentro Cassa depositi e prestiti. Ed il veicolo di quest'operazione potrebbe essere un emendamento alla legge di Stabilità.

L'ipotesi sarebbe quella di presentare la modifica alla manovra alla Camera: non foss'altro per avere il tempo di superare le perplessità di Palazzo Chigi sul tema. Anche se non si escludono colpi di scena a Palazzo Madama. Gli economisti di Renzi non sarebbero ancora convinti dell'operazione. Eppure lo stesso presidente del Consiglio ipotizza un ruolo di Cassa depositi nel settore immobiliare, in chiave Expo.

Le perplessità sarebbero politiche. A guidare Invimit (società pubblica) è Elisabetta Spitz: una manager, da sempre, vicina all'area del Pd che si riconosce in Bersani e Visco. Se la società confluisse nella Cassa depositi, il suo ruolo sarebbe ampiamente ridimensionato.

La società però è ferma. Dopo aver creato 4 fondi immobiliari ed individuati i Comuni pronti a conferire immobili da vendere, Invimit dovrebbe fare un bando di gara per affidare la gestione di questi immobili comunali ai privati. Da tre mesi, la società non ha ancora definito il testo da inviare al Consiglio di Stato per un parere sul bando.

Proprio questi ritardi e l'inattività della società avrebbe spinto l'Economia a sondare la possibilità di far acquistare Invimit da parte della Cassa depositi. Una soluzione che rischierebbe di creare più problemi di quanti ne potrebbe risolvere. Il riferimento di Renzi alla possibilità di utilizzare Cdp per il dopo-Expo, però, apre nuovi scenari. Finora, Cassa depositi è sempre stata contraria ad intervenire nel settore immobiliare: sotto qualunque forma. Ora, però, i tempi sono forse maturi; e ad accelerare l'operazione potrebbe essere proprio l'impasse in cui è caduta Invimit. E come veicolo potrebbe essere usata la Legge di Stabilità.

Oggi il Senato inizia a votare gli emendamenti alla manovra in commissione Bilancio. E ieri si sono incontrati i presidenti delle due commissioni di Palazzo Madama e di Montecitorio. Obbiettivo comune, migliorare le misure fiscali a favore del Mezzogiorno. Argomento che punta ad allargare il più possibile il consenso sulla legge di Stabilità; tenuto soprattutto conto l'atteggiamento di quattro senatori dissidenti di Ncd.

In modo particolare, l'orientamento è quello di chiedere al governo di estendere fino al 2020 le agevolazioni fiscali per i neo assunti: misura che sta contribuendo, più del Jobs Act, alla riduzione della disoccupazione. Sempre a sostegno del Sud, governo e maggioranza punterebbero ad aumentare dal 140 al 160% l'accantonamento per le imprese. E sembra prendere piede l'ipotesi di ridurre la Tasi a carico dei coniugi separati.

Misure che potrebbero trovare spazio in un maxi emendamento che dovrebbe essere elaborato dalla commissione Bilancio del Senato. Alla Camera, invece, dovrebbero passare modifiche più incisive, a partire dal decreto legge sulle Regioni. Poi, dovrebbe essere la volta dell'operazione Invimit.

Difficilmente il governo riuscirà, poi, ad anticipare al 2016 la riduzione dell'Ires; prevista nel 2017. Dall'Ecofin non sarebbero arrivati i segnali attesi. L'anticipo della riduzione Ires è subordinata al bonus migranti sul deficit, che il governo stima intorno allo 0,2% di pil. È, invece, probabile che la Commissione europea ripeta anche quest'anno le raccomandazioni all'Italia per il livello del debito. Che non cala anche per responsabilità dell'Invimit.

Commenti

HappyFuture

Mer, 11/11/2015 - 11:20

INVIMIT è del Ministero delle Finanze, come pure la Cassa Depositi e Prestiti. Che fa il ministero vende a sè stesso ciò che è già suo? Economia Creativa del Ministro Piercarlo!

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Mer, 11/11/2015 - 13:32

zero. in che senso zero? vendono in nero?

Libertà75

Mer, 11/11/2015 - 13:50

l'ennesima scatola vuota utile a dare lauti stipendi agli amici della ditta

piertrim

Mer, 18/11/2015 - 12:05

Concordo pienamente con LIBERTA'75, ma al momento non c'è nulla da fare speriamo nelle elezioni per mandarne a casa qualcuno.