Soffia il vento di centrodestra: la sinistra perde la Sardegna

Truzzu (Fdi) vince a Cagliari ma il Pd fa ricorso. Primo sindaco leghista nell'isola. Scompaiono i Cinque stelle

È l'alleanza che ha vinto le regionali di febbraio che torna, e a Cagliari ha portato il centrodestra ottanta voti sopra la linea del ballottaggio. Paolo Truzzu è sindaco per ottanta voti, anche se già sotto la spada di Damocle del riconteggio. Ha vinto con il 50,12% delle preferenze l'uomo di Fratelli d'Italia scelto dalla coalizione di Forza Italia, Lega, Unione di Centro, liste civiche e Partito Sardo d'Azione, storicamente a sinistra, ma di una bandiera già ammainata nel 2009 con il Pdl e poi con l'alleanza tra centrodestra più Lega e Partidu Sardu di Christian Solinas, eletto presidente della Regione quattro mesi fa.

Lo schema è stato simile ad Alghero, dove il nuovo sindaco è Mario Conoci, 53,1% dei voti, eletto al primo turno, candidato sardista sostenuto dalla coalizione di centrodestra: ha vinto senza ballottaggio contro il sindaco uscente del Pd. Nella patria dei Berlinguer esulta Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d'Italia, che porta a casa un ottimo risultato di lista: «Un segnale per la politica nazionale». Soddisfatto il segretario della Lega, Matteo Salvini: «L'ennesima sconfitta del centrosinistra. In città come Alghero e Sassari non esistevamo proprio e siamo stati determinanti».

L'isola ha il suo primo, simbolico sindaco leghista: il sessantanovenne Tittino Cau, eletto a Illorai, 833 anime in provincia di Sassari. Alle Europee del 26 maggio la Lega non era riuscita a eleggere nemmeno un eurodeputato sardo: i due seggi della circoscrizione Isole sono andati a candidate siciliane. Il dato politico è chiaro: Cagliari e Alghero passano da sinistra al centrodestra. A Cagliari il partito di Luigi Di Maio aveva tolto il marchio delle cinque stelle al candidato grillino reo di avere fatto dichiarazioni considerate politicamente scorrette contro l'aborto e le unioni gay. Ha vinto la linea opposta incarnata da Fdi.

Un insuccesso per i Cinquestelle e anche per il Pd. Ecco perché in entrambi i partiti è in corso un processo interno. Così Silvio Berlusconi insiste sulla débâcle grillina («La stagione dei 5Stelle può dirsi conclusa») e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, non si nasconde: «Purtroppo non sono risultati incoraggianti». Se Renato Soru, già presidente della Regione Sardegna ed eurodeputato del Pd, ha abbandonato la politica per tornare a Tiscali, una delle novità di queste elezioni è il debutto della giovane figlia Camilla Soru, eletta consigliere comunale proprio nelle liste del Pd.

A Cagliari gli ottanta voti in meno sono bastati alla candidata di sinistra per contestare la vittoria di Truzzu. A Francesca Ghirra, assessore all'Urbanistica nella giunta guidata da Massimo Zedda di Sel, non sono andati giù quei 1582 voti di differenza dal neo sindaco, che ce l'ha fatta al primo turno per una manciata di preferenze. Dice il segretario del Pd sardo, Emanuele Canu: «Presenteremo ricorso per il controllo dei verbali e il riconteggio dei voti: ci sarebbero quasi 1.300 fra schede nulle e contestate». Il vincitore, Truzzu, convocato a Un giorno da pecora su Rai Radio1 da Geppi Cucciari, si sente già sindaco e vuole ripulire Cagliari dalla spazzatura: «Chiedere è un diritto ma non è che se uno dice voglio il riconteggio, poi si fa davvero».

Tornerà invece al ballottaggio Sassari, dove la sfida è tra il candidato sindaco del centrosinistra, Mariano Brianda, magistrato (che ha ottenuto il 34,05% dei voti) e l'ex parlamentare Nanni Campus, ex Alleanza nazionale, ex Pdl, che ha messo insieme cinque liste civiche e ha raggranellato poco meno del 31 per cento delle preferenze. Sembra tutto diverso, ma a ben vedere le similitudini non mancano.