"Spese pazze", condannati 10 ex consiglieri Pd: "Restituite 50 mila euro"

I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno condannato 10 ex consiglieri del Pd a risarcire all'erario 50 mila euro. Tra di loro anche il senatore Vito Vattuone. Nel mirino dei giudici spese ingiustificate per cellulari e generi alimentari

"Massima superficialità" e "estrema negligenza", in un caso addirittura il "dolo". Sono le motivazioni alla base della sentenza con cui la Corte dei Conti della Liguria ha condannato 10 ex consiglieri regionali del Pd in uno dei filoni sulle cosiddette "spese pazze" che, negli ultimi anni, hanno già fatto alcune vittime eccellenti. I politici dem condannati dovranno risarcire in tutto circa 50 mila euro. Tra loro, come scrive Il Secolo XIX, c'è anche il segretario regionale e senatore Vito Vattuone. Gli altri nomi sono Michele Boffa, Lorenzo Basso, Ubaldo Benvenuti, Ezio Chiesa, Luigi Cola, Antonino Miceli, Mirella Mosca, Moreno Veschi e Franco Bonello.

Solo Bonello dovrà restituire all'erario 12.976 euro. A incastrarlo tre testimoni, altrettanti imprenditori che lo hanno accusato di falsificare gli scontrini. Il caso più grave riguarda una fattura riassuntiva chiesta al titolare dei bagni Oneglio di Porto Maurizio, a Imperia, perché assomigliasse al conto di pranzi elettorali che in realtà non erano mai avvenuti.

Più in generale, i fatti contestati dai giudici contabili liguri riguardano i primi cinque mesi del 2010. Nel mirino della Procura spese che non sono state giustificate o considerate non inerenti all'attività politica, come generi alimentari, rimborsi per utenze telefoniche, viaggi, acquisto di cellulari, pernottamenti e ristoranti. In pratica, il capogruppo del Pd Boffa aveva approvato il rendiconto complessivo senza fare controlli.