Buchi e successi dei nostri 007 "distrutti" per legge

Lo stupore degli stessi agenti per il kamikaze entrato in Veneto: "Non sappiamo..."

Quattromila spioni a tempo pieno, un miliardo di euro inghiottiti ogni anno e una lunga catena di insuccessi alle spalle: sintetizzata così, la performance dei servizi segreti italiani sul fronte del terrorismo islamico potrebbe portare a condanne senza appello. Eppure ci sono delle attenuanti di cui negli ambienti dell'intelligence più evoluti si invita caldamente a tenere conto, come di alcuni segnali di evoluzione positiva in settori cruciali come quello della sigint, l'intelligence basata sulla intercettazione delle comunicazioni. È un lavoro oscuro. Ma se oggi il fronte interno, ovvero le comunità islamiche radicali in Italia, è monitorato con più efficacia che in passato lo si deve anche agli investimenti che un carabiniere di esperienza come Mario Parente, già comandante del Ros, ha voluto da quando ha assunto la vicedirezione dell'Aisi, il vecchio Sisde.

Ciò non toglie che, come nel resto d'Europa, la facilità con cui estremisti conclamati e riconoscibili si sono mossi sul territorio del Vecchio continente, stia sollevando legittimi dubbi sull'efficienza delle strutture di intelligence. Per i nostri servizi, lo scivolone più vistoso è indubbiamente quello emerso in questi giorni, il passaggio indisturbato tra Treviso, Venezia e Bari una manciata di mesi fa, nell'estate del 2015, di Khalid El Bakraoui, il terrorista che si è fatto esplodere nel metrò di Bruxelles. Come è stato possibile? La risposta è, banalmente, «non lo sappiamo». Ma qui i nostri 007 puntano il dito contro il legislatore, che ha messo in atto nel 2007 una riforma dei servizi che ha peggiorato ancora la situazione. In teoria, se l'Aise avesse saputo che El Bakraoui stava per atterrare a Treviso avrebbe dovuto girare la segnalazione all'Aisi, che avrebbe dovuto seguirne le tracce sul territorio nazionale per poi riconsegnarlo all'Aise al momento dell'espatrio. In questo marasma, anche i servizi segreti esterni non sanno a chi rapportarsi. E il Dis, la struttura che dovrebbe coordinare i due servizi, combina poco, perché Aisi e Aise non hanno alcun desiderio di essere coordinate.

Così i «buchi» si accumulano, e solo una parte viene alla luce. Più del caso di El Bakraoui, tra le nostre «barbe finte» è stato commentato come sintomo dello smantellamento (un po' per inefficienza, un po' per volontà politica) della rete del vecchio Sismi l'abbandono totale in cui sono stati lasciati in Libia i quattro tecnici della Bonatti, due trucidati, e due scampati solo grazie alle loro forze. La sensazione è che i nostri 007 in alcuni teatri si riescano a muovere solo quando hanno la valigia piena di soldi per pagare i riscatti.

Che sul territorio nazionale le cose vadano un po' meglio lo testimoniano le operazioni di polizia che periodicamente smantellano cellule di reclutamento, e che partono spesso da dritte dei «servizi», la retata della «Balkan connection» del marzo 2015 partì per esempio da una segnalazione del centro Aisi di Milano. Ma sono spunti che nascono più dalla buona volontà dei singoli che da una rete sistematica di monitoraggio. E che per le nuove, imminenti, nomine per i capi dei servizi si stia vagliando in questi giorni più l'affidabilità politica che il potenziale spionistico sembra la conferma di quanto brontola un vecchio agente: «Meno male che nel 2009 hanno cambiato almeno il logo grafico, perché non è cambiato nient'altro».

Commenti
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Franco_I

Mar, 29/03/2016 - 08:27

In America basta che uno esca la pistola dalla tasca per essere freddato dal Poliziotto senza se o ma. Qui bisogna capire l'intenzione, chiedere cosa vuole fare e dopo essere stato oggetto di fuoco, se vive, il Poliziotto può rispondere. Le Cronache sono piene di esempi. DEVE CAMBIARE la Legge, i Servizi, Le Forze Armate DEVONO avere più potere e devono essere sicuri di NON essere COLPITI dalla Magistratura per un niente. Insomma forse i Servizi fanno acqua ma le LEGGI il PARLAMENTO e la MAGISTRATURA NON SONO MIGLIORI!!

paolonardi

Mar, 29/03/2016 - 09:02

Sono i guai dello strapotere politico su un settore cosi' delicato come quello delle indagini riservate che sono gestite dalla apposita commissione parlamentare dopo il '68 quando l'allora PCI convinse tutti i beoti e i magistrati della dell'esistenza dei servizi deviati al servizio della CIA e della reazione in agguato.

elio2

Mar, 29/03/2016 - 09:13

Non mi meraviglia per niente che il legislatore, nelle persone del più pletorico, intile e parassitario governo della storia repubblicana il prodi 2, possano aver legiferato per imbavagliare e bloccare i servizi segreti, dovevano proteggere gli amici che sotto qualunque cielo e in qualunque tempo, non sono mai le persone oneste, ma ogni rifiuto dell'umanità.

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Italia Nostra

Mar, 29/03/2016 - 10:01

@paolonardi - il PCI (come la confindustria e altre entità) aveva i suoi servizi di sicurezza ed addirittura un apparato paramilitare. Era chiamato 'lavoro riservato'. Essendo pagato dal KGB che lasciava le attività di spionaggio al GRU militare e faceva disinformazione per la maggior parte del tempo, era ovvio che il PCI esercitasse pressioni di quel tipo in parlamento. Come era ovvio che all'epoca i servizi italiani furono infiltrati da quelli OSS (poi CIA) e dal MI6 inglese. Non esistono i servizi deviati in quanto TUTTO il servizio è deviato agli occhi del diritto. Esistono invece cordate interne e lotte intestine - che stiamo perdendo, ovviamente.

glasnost

Mar, 29/03/2016 - 10:07

A mio avviso il problema dell'insicurezza generale che regna in questo paese è sì in parte ascrivibile agli 007 nostrani, ed alle nostre forze dell'ordine, ma la responsabilità maggiore spetta ad una magistratura che in questi casi diventa (chissà perché??) totalmente tollerante e garantista. La magistratura dovrebbe applicare le leggi, non gestirle ad personam, sostituendosi al legislatore. Ma d'altronde anche la magistratura belga ha rilasciato il terrorista suicida fatto rientrare dalla Turchia....

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 10:12

Un eccesso di mano libera ai servizi segreti non è un bene, così come metterli all'angolo perché potrebbero ficcare il naso in faccende che nuocerebbero a certa politica.. Se avessero l'efficienza come quelli del Vaticano o di Israele, sarebbero quasi i migliori in assoluto, nel mondo. Ma questo infastidirebbe sicuramente "qualcuno", qualche carrierista che preme per certe sue desiderata circa ingresso, affiliazione a speciali club in fetore di massoneria, ergo siano di ca@@a e morta là.

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Italia Nostra

Mar, 29/03/2016 - 10:26

vince50_19 - I ns. servizi sono ottimi, il problema è un altro: per chi lavorano esattamene? Quanto ai successi, spesso non è dovuto renderli pubblici (pertanto se non succede nulla, hanno fatto bene il loro lavoro). Vengono resi pubblici gli insuccessi invece e neppure tutti. Da anni esistono cordate in lotta tra loro e le informazioni tra servizi e organi di polizia e CC (come i ROS ad esempio) si scambiano a denti stretti. Non solo, ma per quanto riguarda gli informatori, i servizi non interferiscono con quelli dei CC e viceversa (tranne che in casi eccezionali). Infine, non ci dimentichiamo che i ns servizi sono una filiale della CIA e MI6. Quanto alla politica, chi crede furono i responsabili per Andreotti o Craxi? I preti?

alberto_his

Mar, 29/03/2016 - 11:15

@Italia Nostra: ottimo commento, concordo in toto. In generale ogni ss segreto, senza eccezione (neanche per i più illustri), ha più anime. Difficile dare un giudizio dell'operato dei ss non conoscendo gli obiettivi che perseguono, ma non credo i nostri siano peggio di quelli di altri paesi, anzi

mauco

Mar, 29/03/2016 - 12:10

Al di là della problematica,gravissima,del "disservizio" dei Servizi bisogna prendere atto che è proprio Schengen che non funziona ed è un nostro punto di debolezza estrema.E' stato pensato in un contesto rapidamente deterioratosi per l'assalto epocale(prevedibile ma non gestito)degli africani e dei musulmani.Ora,la mancanza di visione comune sul problema dei vari Paesi europei e l'assenza di una forza militare comune , rendono le frontiere assolutamente necessarie.Il che,certo,cancella uno dei punti forti dell'idea di Europa ma tant'è, l'Europa si è rivelata mal concepita e peggio realizzata per cui meglio metterci una pezza e poi, se sopravviverà all'assalto musulmano, di riformala completamente o tornare ad essere liberi in casa nostra

gian paolo cardelli

Mar, 29/03/2016 - 12:23

A leggere interventi di persone che appaiono così bene informate sul funzionamento dei Servizi Segreti c'è da chiedersi perchè li chiamino ancora così... ma un minimo di umiltà ed ammettere che state tutti parlando per sentito dire, proprio no?

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 12:54

gian paolo cardelli - Vero. Conosco diverse persone che hanno lavorato nei nostri servizi segreti (parlo in particolare del Sismi) e non è tutto oro quello che luccica. Altro non aggiungo..

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 13:02

Italia Nostra - Onestamente mi fido di più di quel che ha detto un certo Generale Mori (conosce?) che non quello che dice lei..

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 13:06

Chiedo scuse se ho scritto Sismi: dal 2007 l'acronimo corretto è Aise (Aisi quello interno).

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 13:22

Italia Nostra - Lascio alla sua cortese attenzione questo interessante link - http://www.ilfoglio.it/politica/2015/11/18/terrorismo-italia-ha-reso-impossibile-la-vita-dei-servizi-segreti___1-v-135101-rubriche_c434.htm - oltre ad una necessaria errata corrige: non sismi ma (dal 2007) aise. Chiedo scusa per l'errore di denominazione (il "succo" non cambia più di tanto).

gian paolo cardelli

Mar, 29/03/2016 - 13:41

vince50_19: soprattutto c'è molto di falso in quello che la propaganda "di sinistra" ha diffuso in giro su di loro, oltre al fatto che bisogna essere veramente degli allocchi per poter (ancora) credere che i Serv. Segr. sono in grado di controllare ogni singola persona in ogni istante della sua vita; non ci riuscì nemmeno l'URSS, il che è tutto dire... ma troppa gente ha ancora bisogno di credere che sia così, purtroppo.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 29/03/2016 - 13:52

Non son più informato su questi argomenti, se mai lo sono stato. Però la sensazione che non siano "informati" al riguardo neppure coloro che ci bivaccano dentro.

Ritratto di V_for_Vendetta

V_for_Vendetta

Mar, 29/03/2016 - 14:18

aisi e aise, la confusione gia' parte dai nomi figuriamoci poi cosa possa succedere in seguito. imbarazzante, due enti governativi della sicurezza che non dialogano, uno schifo tutto sinistro per dare ptrobe ai compagnetti che badano al loro benefit.

idleproc

Mar, 29/03/2016 - 14:36

Penso che i nostri "servizi segreti" sappiano da soli la situazione nella quale si trovano e che non possano far molto per cambiarla come non lo possono fare il resto degli italiani sul resto. E' il solito scaricabrile di una politica che da decenni non difende l'interesse nazionale del popolo italiano nel suo complesso. Una politica che oggi ha percepito il livello di rischio e che teme di essere chiamata a rispondere delle scelte che ha fatto e sta facendo. E' come chiamare a rispondere i nostri militari delle sxxxxxxxe che hanno fatto a livello politico e strategico. Invece di "motivare" e fare quadrato sull'interesse nazionale, fanno l'opposto, uno spettacolo penoso agli occhi di un cittadino.

vince50_19

Mar, 29/03/2016 - 15:06

gian paolo cardelli - 13:41 Perfettamente d'accordo.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 29/03/2016 - 17:33

A causa di meeting imminente, Rispondo dopo alla frecciatina del Cardelli e l'intervento di vince. Certo che conosco Mori. Vince50 non si dimentichi che un Mori se può risponde se no, può invocare il segreto di stato. Di sicuro nessuno si auto-incrimina. Grazie del link.