Strage in Siria: raid su ospedali e scuole

Almeno cinquanta morti. Sotto accusa i russi, che replicano: «Contro di noi solo propaganda»

Fausto BiloslavoOspedali colpiti e ridotti in macerie con accuse all'aviazione russa mentre l'artiglieria turca martella i ribelli curdi anti Assad, ma odiati da Ankara. Caccia sauditi in arrivo e la cancelliera Merkel che propone una no fly zone sulla Siria. Sembra quasi un'escalation militare studiata a tavolino, che se non verrà fermata in tempo rischia di scatenare una terza guerra mondiale in miniatura. Secondo l'Onu ieri nel nord della Siria sarebbero stati colpiti cinque ospedali e scuole che hanno provocato una cinquantina di morti compresi bambini, una donna incinta e pazienti ricoverati. «Sembra un attacco deliberato» è la pesante accusa lanciata da Massimiliano Rebaudengo, capo missione di «Medici senza frontiere» in Siria.L'ospedale Maaret al-Noomane, a sud di Aleppo, nella zona di Idlib operava grazie al vitale appoggio in termini di finanziamenti, medicine e apparecchiature dell'organizzazione umanitaria internazionale già colpita dai raid americani in Afghanistan. «La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40mila persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto», ha sottolineato Rebaudengo. Il centro sanitario è stato ridotto in macerie da due attacchi, uno dietro l'altro. Le prime immagini dimostrano che si è trattato dell'esplosione di grossi ordigni. Msf fa capire che sono stati raid aerei, ma chi accusa «verosimilmente i russi» è l'Osservatorio siriano basato a Londra. Però i lavori sporchi solitamente li fa l'aviazione di Damasco.Il secondo ospedale distrutto è quello di Azaz. Secondo il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, sarebbe stato lanciato un missile di crociera russo. L'area, però, è martellata da tre giorni dall'artiglieria turca, che vuole fermare ad ogni costo l'avanzata dei ribelli curdi anti Assad sulla città controllata dal fronte al Nusra, costola di Al Qaida e dai guerriglieri dell'Esercito siriano libero vicini all'Occidente. «Si tratta di mera propaganda» ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Secondo cui «non ci sono informazioni specifiche né prove» ma solo «accuse». Nella «guerra» parallela dell'informazione l'ambasciatore siriano a Mosca, Riad Haddad, è riuscito perfino a sostenere che l'ospedale di Msf è «stato colpito dall'aviazione Usa».Ieri, mentre Assad definiva «difficile» l'attuazione del cessate il fuoco concordato, Angela Merkel ha proposto una «no fly zone», che favorisce i turchi e i ribelli siriani. «Nella situazione attuale sarebbe utile avere un'area nella quale nessuna delle parti in guerra possa condurre attacchi in volo» ha sostenuto la cancelliera. I primi caccia F 16 sauditi stanno arrivando nella base turca Nato di Incirlik. Riad e Ankara sono pronti a sfidare la supremazia aerea russa, che permette ai governativi siriani di avanzare. Per ora è stato smentito l'invio di truppe di terra turche, ma da tre giorni l'artiglieria di Ankara sta martellando le Unità di protezione popolare (Ypg). La milizia curda, inizialmente appoggiata dagli Usa con aviolanci di armi e munizioni, ha conquistato la base aerea di Menagh a 13 chilometri dal confine turco e punta sulle città di Tal Rifaat e Azaz. Il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha dichiarato che le forze armate renderanno la base siriana conquistata dai curdi «inutilizzabile». Ankara, alleata della Nato, fermerà l'avanzata su Azaz dei ribelli curdi «strumento nelle mani della Russia», secondo Davutoglu, con la «reazione più dura possibile». Se i turchi invadessero la Siria con fanteria e mezzi corazzati, i caccia russi sono pronti a bombardarli scatenando un conflitto senza precedenti, che coinvolgerebbe sauditi e iraniani. Qualcosa di simile a una guerra mondiale in miniatura, che rischia di attrarre nel baratro anche i caccia americani impegnati a bombardare le bandiere nere.