Stress e mal d'amore, Scamarcio ko

Ricoverato, e subito dimesso, a Cassino. Per le malelingue tutta colpa della crisi con la compagna Valeria Golino

Codice rosso a Cassino. E subito le fans di Riccardo Scamarcio, per fortuna rapidamente dimesso dall'ospedale Santa Scolastica, dove all'alba di ieri l'attore 36enne è stato ricoverato per un malore improvviso, hanno pensato che l'amore è come il vino. Poco fa bene. Molto fa male. Quella sincope sulla via per la Puglia, mentre era in macchina con l'autista e il manager, ha preso il bel Riccardo nel mezzo di certe pene amorose di dominio pubblico.Uno mancamento, magari causato dallo stress, o dalle forti emozioni degli ultimi giorni: com'è noto, le angustie più pesanti colpiscono i nervi che controllano la pressione. Stava «Tre metri sopra il cielo» insieme all'adorata Valeria Golino, più grande di lui, più diva di lui, più introdotta di lui nel dorato mondo del cinema, e invece una crisi sul nascere, immediatamente smentita da Valeria, 50 di seduzione intatta, ha fatto crollare il riccioluto interprete di «Nessuno si salva da solo». Innamorato fin sopra i capelli, tra sorrisi e baci e cari vezzi, «il ragazzo d'oro» era apparso sereno accanto a lei, alla recente anteprima di «Italian Gangsters» dell'amico Renato De Maria.

«Nulla è vero ed è tutto sgradevole. È un pretesto per dire cose molto più brutte», ha detto la Golino, smentendo le indiscrezioni di Novella 2000 su una sua relazione con il collega Vincent Cassel, avvezzo alle star in quanto ex di Monica Bellucci. Certo è che dieci anni di passione e di lavori condivisi, con la «Buena Onda» fondata nel 2008 da Valeria e Riccardo per produrre i film che loro, per primi, vorrebbero vedere, non si buttano via con una manciata di veleni a mezzo stampa. Poi c'è che Scamarcio lavora troppo: stava girando in Francia «Dalida», dove incarna Orlando, il fratello della cantante, ed eccolo correre verso la sua masseria pugliese, appena ha un paio di giorni liberi. Poi l'action movie in America con Keanu Reeves e i dettagli produttivi di «Pericle il Nero», dallo splendido romanzo di Giuseppe Ferrandino, edito da Adelphi, del quale Riccardo s'è innamorato, traendone un film che ha finanziato e interpretato. Prima gli States, poi Parigi, infine Polignano a Mare Troppa carne al fuoco, mentre a Roma brucia la fiamma della maldicenza, alimentata da amici che dicono e non dicono, più untuosi del burro. Chi conosce l'attore sa quanto egli sia vulnerabile e sensibile. E poi, tra un fuso orario e l'altro, Scamarcio s'era scordato di mangiare. C'era bisogno che Il Corriere della Sera pubblicasse la foto del Pronto Soccorso cassinate, col medico tutto sorridente, dopo la sala rossa? Ma questo è lo scotto che si paga quando si è ricchi e famosi: l'invidia dura più a lungo della felicità di chi è invidiato. E quel breve annullamento in autostrada probabilmente parla di vero amore. Qualcosa che non si perdona, né perdona.

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Commenti

beowulfagate

Dom, 28/02/2016 - 09:48

Invidia ? Per questo vermiciattolo rosso ? Non sono ridotto male a tal punto.