Stretta sui "furbetti" del cartellino Impronte digitali per gli statali

La legge del ministro Bongiorno per stanare i fannulloni della Pa

Roma Addio badge, e addio - si spera - dannato assenteismo nella pubblica amministrazione. Proprio mentre a Molfetta, in provincia di Bari, un manipolo di furbetti del cartellino finisce dietro le sbarre dopo aver registrato 300 giorni di assenza dall'ospedale in cui lavorava in appena un paio d'anni, il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, annuncia la fine della pacchia per tutti i servitori dello Stato che preferivano far la spesa, andare a spasso o magari restare a casa in orario di lavoro, senza rinunciare allo stipendio. La novità è contenuta nella legge Concretezza, ed è, spiega la Bongiorno, «un metodo di lotta contro l'assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l'epoca delle truffe». La legge, in realtà, parla di controlli biometrici, e quindi la stretta potrebbe passare per la lettura dell'iride, ma il ministro ha spiegato da tempo che al posto dei badge da strisciare all'ingresso, la cui efficacia non è stata, per usare un eufemismo, esattamente impeccabile, verranno usati rilevatori di impronte digitali, e per accertare ancora più inequivocabilmente l'identità di chi inizia o finisce il servizio nei pubblici uffici, ai lettori di impronte si accompagnerà la registrazione video dell'operazione. Anche qui, sembra una risposta più che tempestiva al caso di cronaca di Molfetta, che ha visto coinvolti anche alcuni dei responsabili proprio dell'ufficio controllo ingressi, ossia quelli che avrebbero dovuto rappresentare un argine ai furbi.

La nuova, stringente, forma di controllo e prevenzione dell'assenteismo entrerà in vigore dopo il via libera del Garante per la privacy, che ha ora in esame il testo, e i pareri di Conferenza unificata (visto che i lettori finiranno installati anche negli uffici pubblici dei piccoli Comuni) e Consiglio di Stato. Poi, finalmente, si entrerà nel vivo, e gli uffici pubblici cominceranno a registrare i polpastrelli dei lavoratori. Faranno eccezione gli insegnanti (per loro ci sono i registri di classe a testimoniare presenze e assenze) ma non i presidi, che dovrebbero essere interessati dal nuovo provvedimento (servirà un decreto ad hoc, e non sono mancate le polemiche in Aula per il trattamento diverso riservato a insegnanti e dirigenti scolastici) così come tutti i dirigenti. Oltre a maestri e professori, salteranno la verifica anche magistrati, prefetti e forze dell'ordine.

Al ministero sono sicuri, inoltre, che tutto fili liscio per la privacy. Proprio per garantire la riservatezza, i dati biometrici registrati, che siano impronte o iridi, verranno criptati e dunque dovrebbero mettere il sistema antitruffe al sicuro da richiami del Garante. Il quale già a inizio anno aveva sollevato dubbi sia sulla necessità di applicare il nuovo sistema a tutte le amministrazioni indiscriminatamente sia sulla possibilità di utilizzare in via alternativa impronte digitali o video sorveglianza.

I ritocchi al testo basteranno ad ammortizzare quei rilievi? Ma, soprattutto, basterà abolire il cartellino per abolire anche i relativi furbetti?